Live Report: Jennifer Gentle ai Magazzini Generali - Milano Live report, 21/11/2008

01/12/2008 di

I Franz Ferdinand hanno fatto un concerto esclusivo a Milano: pochissimi invitati e qualche centinaia di posti disponibili (andati sold out subito, ovviamente). Hanno espressamente desiderato che fossero i Jennifer Gentle ad aprire il loro live. Sandro Giorello ha passato la giornata insieme a Marco Fasolo e Livio Mos - ormai unici due rimasti nel progetto JG - e ci racconta come è stato.




Il Male è sempre esistito….

Arrivo ai Magazzini Generali mentre loro stanno scaricando gli strumenti. Ci presentiamo e subito mi avvisano, quasi come se si dovessero scusare, di essere piuttosto malati e di aver dormito pochissimo. Il camerino è allestito in un seminterrato, c'è un continuo via vai di gente e molta confusione. Nonostante il caos i due - adesso la band si è ridotta ai soli Marco Fasolo e Livio Mos, questo è il loro quarto concerto così – sono tranquilli e rispondono gentilmente alle mie domande. Gli chiedo se situazioni come questa – backstage improvvisati, poco tempo per fare il soundcheck e appena finito lo show giù a calci dal palco – sono ancora molto frequenti per loro o se con gli ultimi tour, soprattutto quelli all'estero, hanno trovato accoglienze più decorose. Livio dice: possono capitare anche situazioni del genere. Quando ti fai un mese intero in America, coast to coast, devi passare per il Midwest e lì trovi spesso situazioni piccole, magari bar o club minuscoli. Viene sempre poca gente perché sono posti in cui l'indie-rock non è poi così seguito. E' nelle grosse città che trovi le situazioni fighe, lì abbiamo un bel seguito. Immagino che per voi questo sia un concerto particolare. Marco: Figo, registri su cassetta… Il concerto? E' un concerto nomale, solo che c'è più gente. Non vi vedo così esaltati, non ve ne frega niente? No, siamo contenti, la cosa buona è… esserci, ripeto è un concerto normale.

Come mai in due? Eh… c'erano problemi, non solo sulla musica. In poche parole: non c'era più la voglia di stare alle mie regole, non c'era più la fiducia necessaria che si deve avere in chi tiene le redini di un gruppo. E alla lunga mi sono rotto il cazzo e gli ho detto: se non vi va bene ognuno è libero di… Cioè se tu fai una cosa che non mi piace te lo dico, se tu cambi bene, se no chiusa lì. Ed io credevo che per gli altri fosse così, cioè… una persona matura fa così. E' andata a finire come finiscono tutti i rapporti, solo che c'è il di più (o il di meno in base ai punti di vista) della componente umana. Ma non credo che sia stata colpa mia... Hai un'idea molto chiara della direzione che devono avere i Jennifer Gentle? Si, non solo in termini musicali, ma anche di… dinamiche: decidere cosa oggi è giusto fare per il bene del gruppo, insomma la progettualità non può essere nelle mani di 5 persone, tanto meno se queste ci sono da pochi mesi invece che da 10 anni.

Che tipo di figure professionali hai bisogno attorno a te? Sicuramente di un management, di un'agenzia che mi faccia suonare, di una casa discografica che investa, magari poco ma un po' si, su di me. E ci sono delle figure di cui puoi far a meno? I rompicoglioni inutili… Ti riferisci a me? No, no. Secondo te questo folto numero di persone, di addetti lavori intendo, che ci sono nel mondo della musica andrà pian piano a ridursi? Io mi auguro di no, perché la fine ha inizio quando si inizia a credere che le cose non servono più. Quindi non c'è nulla di superfluo, oggi, in questo ambiente? E cosa è superfluo, un collaboratore valido? Tutti possono far tutto con internet: falso. Tutti possono far tutto con un computer: ancora più falso. Quindi non importa… ma un collaboratore degno di nome, se è valido, è indispensabile. Si, posso fare a meno di tutto, posso anche decidere di stare a casa mia a masturbarmi da solo, però non ha senso. Quindi, per come la penso io, i collaboratori servono, ma dal momento che quelli seri sono rari quando se ne incontra uno bisogna tenerselo stretto.

Sei uno dei pochi che riesce a vivere di musica in Italia. In che senso, economicamente? No, non ho altri lavori ma vivo nei debiti. Vivo per la musica, c'è abnegazione da parte mia. Però non ci si campa, lo scorso mese sono riuscito a coprire i debiti che mi ero fatto per pagarmi il biglietto aereo del tour dell'anno scorso. Ed anche il motivo per cui ci sono stati problemi con gli altri, è difficile ammettere di non voler andare avanti solo per i soldi… ma alla fine è quello. Non c'è trippa per gatti qui, so che ci sarà ma chi ha voglia di rischiare per 10 anni sulla propria pelle? Io rischio sulla mia ma non posso permettere che gli altri… O sei appassionato o non stai dietro a un folle. Io non credo di essere folle ma posso decidere se mettermi in gioco o meno, sono le mie creazioni… Si io mi vedo a 90 anni che faccio dischi. Non mi preoccupo molto di chi o cosa mi circonda.

C'è crisi, e ovviamente non mi riferisco solo alla musica. Se c'è crisi, beh, ve la lascio. Ho già troppi problemi a relazionami con me stesso e non posso preoccuparmi se escono bei dischi o no, non me ne frega proprio niente. Cerco di fare il meglio che posso con i mezzi che ho, e questa è la cosa più importante. Bisogna far così se no ti abbatti. Guarda solo come ho affrontato il problema con gli altri, l'alternativa qual'era? Annullare un tour? Vai avanti, se ci tieni, le cose le fai procedere. Per me l'obiettivo è continuare a far le mie cose, anche a costo di non fare la bella vita.

A pochi minuti dall'inizio del concerto Marco dice di essere rilassato ma se ne sta seduto su un divanetto fissando il vuoto. Sembra Jim Carrey in uno dei tanti momenti ansiogeni di "Se Mi Lasci Ti Cancello". Poi i due salgono sul palco. Suonano poco meno di mezzora, lo spettacolo è molto tirato. Mi piace: arrangiamenti scarni, suono essenziale, l'uso della batteria elettronica al posto di quella vera mi ricorda i Tall Dwarfs, alcune cose dei Folk Implosion e, più in generale, un certo tipo di lo-fi anni 90. Si perde quell'aurea freak-psichedelica dei precedenti show e, certo, adesso sono meno "fiabeschi" (stranamente la voce non assomiglia più a quella di un cartone animato). Il pubblico sembra gradire.

A cena i due sono molto contenti di come è andata. Marco si è ripreso, è gioviale, fa una battuta dopo l'altra e imbratta mezzo tavolo nel tentativo di prepararsi dei crostini di pane con l'olio. Gli chiedo com'è per lui il pre e il post concerto: ci sono delle volte che parti teso e rimani così per tutto il concerto, altre che parti scoglionato ma poi vedi che la gente reagisce bene e allora ti coinvolgi anche tu, altre volte… E' andata bene, la gente aveva pagato per i Franz Ferdinand ma sembrava contenta anche di noi. Un po' come quella volta che abbiamo aperto a Jarvis Cocker. Poi intraprendiamo una discussione piuttosto tortousa sul fai-da-te che durerà fino al caffè. In sintesi: io dico che potrebbe essere cosa buona e giusta se i gruppi imparassero a fare le cose da soli prima di dover pagare qualcuno che le faccia al posto loro. Che la smania di avere un'etichetta a tutti i costi o un ufficio stampa che li renda popolari in fretta – pur essendo consapevole che a certi livelli queste figure sono fondamentali - è una delle principali cause del perché c'è così tanta fuffa in giro. Marco ribadisce cosa mi aveva già detto in camerino – da soli non si fa nulla - e la sua conclusione è lapidaria: il Male è sempre esistito ma viene giustamente regolato da una selezione naturale che tiene in vita chi se lo merita mentre fa morire gli altri. Mi sembra un'ottima chiusura per questo articolo. Dopo il caffè i due mi ringraziano e vanno a familiarizzare con i Franz Ferdinand che li hanno invitati a bere nel loro camerino. Mai ne esca un tour mondiale, dicono.



Commenti (24)

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  • Renzo Stefanel 01/12/2008 ore 14:57 @re

    Bella intervista!

  • Mario Panzeri 01/12/2008 ore 15:15 @mariopanzeri

    Take Me Out Giorello!

  • Faustiko Murizzi 01/12/2008 ore 16:18 @faustiko

    Bello... incrocio le dita per i Jennifer Gentle! :)

  • jobbe 02/12/2008 ore 13:53 @jobbe

    io più che altro credo di aver letto nelle sue parole la delusione nel vedere gente che entra a far parte della band e che magari cerca di imporre da subito le proprie idee..non ha tutti i torti, eh.

    Voglio dire, tu sei il fondatore della band e quello che si è sempre fatto un mazzo tanto e poi arrivano a suonare con te delle persone che dopo un paio di mesi cominciano a tirarsela e a dire ciò che bisogna o non bisogna fare..starebbe sul culo anche a me..

    opinione mia comunque.


    (Messaggio editato da jobbe il 02/12/2008 13:53:56)

  • Sandro Giorello 06/12/2008 ore 16:38 @sandro

    hai anche ragione...


    (Messaggio editato da sandro il 06/12/2008 16:39:40)

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