Magazzini Generali - Milano

(Le foto sono di Monelle Chiti)

I Ministri tornano nella loro Milano dopo parecchi mesi di assenza. Scelgono i Magazzini Generali per la nuova tappa del "In mille pezzi tour" e chiedono a due band emergenti molto promettenti, gli Heike Has The Giggles e gli Iori's Eyes, di aprire il loro live. Si sente male e non proprio tutto va come dovrebbe. Sandro Giorello racconta.



E mi cambierò nome
ora che i nomi non valgono niente
non funzionano più
da quando non funziona più la gente.

(da "Tempi Bui")

Un locale piuttosto grande. Dieci euro di biglietto. Una bella sfida riempirlo. E poi l'orario: le nove di sera. Il concerto degli Heike Has The Giggles è alle 20,55. Non c'è quasi nessuno. Poche teste che ondeggiano a tempo immerse in un pastone sonoro gonfio davvero incomprensibile. Una bolla cicciona e distorta da cui emerge a malapena la voce, molto bella, certo. Spingono il più possibile, infilano anche una versione punk di "All I Want For Christmas Is You" di Mariah Carey. Rimango impressionato dai loro sguardi così freddi. Non battono ciglio. E' una calma strana, lucida. Un tipo di sicurezza difficile da trovare in un ventenne. Alle 21,17 scendono dal palco.



Gli Iori's Eyes sono ancora più magri di come me li ricordavo. Sembrano usciti da un qualsiasi numero di NME: Lei ha i capelli rossi e un ciuffo vagamente alla Laroux, Lui ha i pantaloni talmente stretti che assomiglia ad uno dei cattivi di Lupin, il batterista potrebbe suonare nei MGMT. Iniziano decisi. Le canzoni reggono anche se ridotte all'osso, basso-chitarra-batteria. "I said you and I grow old" è slpendida, con tanto di gioco di prestigio quando la voce va in falsetto e scopre così la sua doppia personalità. "As always" è commovente. Ma i suoni sono pessimi, un larsen continuo che li tormenta brano dopo brano. Lui continua imperterrito, come un marinaio che si costruisce una pila di mobili per stare in bilico sopra il pelo dell'acqua mentre la nave affonda. Non un concerto senza errori o sbavature, sia chiaro, si distingue senza problemi cosa è ben rodato e cosa no. Ad un certo punto si lanciano in un assolo psichedelico alla Coldplay quasi imbarazzante. Ma, complessivamente, tutto gira bene. Concludono con "The Boat", si permettono di stravolgerla, si divertono con il noise della tastiera. Finiscono tra gli applausi.



Le nuove giacche dei Ministri sono a metà tra una divisa dell'esercito della guerra di secessione e quella del commissario Basettoni. I Magazzini Generali, ora, sono imballati. Partono con "Fari Spenti", contenuta su "La Piazza Ep". Non credevo fosse così conosciuta, la cantano tutti da subito, all'unisono. Dedicano la seconda ad un "nuovo precario giunto tra noi" e attaccano con "La Faccia Di Briatore". Il pubblico li segue a prescindere, anche quando il suono è talmente confuso che a malapena i ritornelli si distinguono l'uno dall'altro. Non sempre il tiro è costante. A volte lo spettacolo rallenta: lunghe pause per permettere alla gente di prendere fiato, i tanti stacchi di batteria, qualche assolo di troppo. Non è il solito calcio nei denti, insomma. Alcune escono meravigliosamente: "Tempi Bui" è massiccia, in "La Piazza" i cori della sala coprono il volume dell'impianto, "Abituarsi Alla Fine" è fulminante. Altre meno: "Il Bel Canto" è un po' troppo veloce e difficile da cantare, in mezzo a "I Nostri Uomini Ti Vedono" inseriscono l'arpeggio di "Sweet Dreams" di Marilyn Manson, purtroppo la strofa dopo non si incastra a dovere e rovina la botta finale. Dettagli di questo tipo, poco importanti per la platea che rimane attenta, si fa comandare e risponde ai comandi. Perché - mai ci fosse il bisogno di esaltare per l'ennesima volta l'epica ministrica - quello che colpisce è il loro rapporto con il pubblico. Sono uno dei pochi gruppi, oggi, in Italia, ad essersi costruiti un immaginario forte. Hanno scritto canzoni intime, oneste, mai paracule. La gente si è fidata, è uscita dalle camerette e ha deciso di diventare loro fan. E' bello vedere un ragazzo che esce distrutto dal pogo ma che non si trattiene dal ributtarsi nel mucchio appena sente "Ci vuole tempo per ricominciare". Il resto è di secondaria importanza.



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L'articolo Magazzini Generali - Milano di Sandro Giorello è apparso su Rockit.it il 2009-12-09 00:00:00

COMMENTI (12)

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  • iggy 11 anni Rispondi

    nell'imbuto dei magazzini, se il fonico è capace, per apprezzare la musica, occorre stare appena davanti al mixer. oppure sopra, centrale. altrimenti è schifo bleah.. e se poi ci metti un fonico sega è schifissimo bleahissimo.
    :[

  • andkemio 12 anni Rispondi

    Esatto... incredibile che si scrivi di musica senza conoscere la storia....:)

  • albia1 12 anni Rispondi

    Semplicemente fantastici!
    non ho trovato assoli di troppo sinceramente, anzi ho trovato i 4 molto carichi e potenti.
    Invece speravo che le note di sweet dreams fossero una presa per il culo...continuerò a farlo...

  • claudietta 12 anni Rispondi

    Sarò sfigata io allora, mai visto un concerto buono (se parliamo del come si sente lì dentro) ai Magazzini... nemmeno i dEUS li ho gustati come avrei voluto!
    In ogni caso mercoledì era davvero una serata no!

  • letargica 12 anni Rispondi

    ma non è degli eurythmics?! :o

  • pain 12 anni Rispondi

    Dio è stato un concerto GRANDIOSO! Grandissimi i Ministri (mi hanno fatto pogare come non pogavo da non so quanto tempo!!!) poi fighissimi gli Heike, anche loro dal vivo rendono di più! E poi Assuefacenti gli Iori's, peccato solo per i problemi col suono, ma hanno tenuto e reso sul palco in modo eccezzionale lo stesso! ^__________________^

  • sandro 12 anni Rispondi

    I Magazzini non suonano male, ci ho sentito molti concerti buoni lì dentro. Probabilmente era davvero una serata no.

  • spoonji 12 anni Rispondi

    perchè non ci sono molte altre opzioni valide al momento a Milano...poi non sono neanche malaccio...

  • claudietta 12 anni Rispondi

    perché si ostinano a fare concerti ai magazzini?!

  • sandro 12 anni Rispondi

    Si, giusto un accenno.