Il magnate brasiliano che sta comprando tutti i dischi del mondo

Sebastián Liste/Noor per il New York Times - Zero Freitas nel suo magazzinoSebastián Liste/Noor per il New York Times - Zero Freitas nel suo magazzino
20/08/2014 di

Paul Mawhinney è un ex proprietario di un negozio di dischi di Pittsburgh che ha passato gli ultimi 40 anni a comprare ogni sorta di vinile gli capitasse sotto le mani, soprattutto quelli venduti nelle bancarelle per pochi centesimi, arrivando a possederne circa tre milioni.

Il motivo di tanto zelo non era (solo) il collezionismo: Mawhinney ha agito pensando che se avesse raccolto una grande quantità di dischi mai digitalizzati, prima o poi avrebbe trovato qualcuno disposto a pagare milioni per la sua libreria. Alla fine degli anni '90 strinse un accordo con lo shop online CDNow per la bellezza di 28.5 milioni di dollari, accordo che però non si concluse mai. Provò quindi con la Library of Congress, ma anche con loro si concluse con nulla di fatto. Nel 2008 infine riuscì quasi a venderla su eBay ad un uomo irlandese per più di 3 milioni di dollari, ma l'uomo affermò poi di essere stato vittima di un furto di account.

Lo scorso anno però Mawhinney ha notato un annuncio nel quale si informava che ci fosse qualcuno disposto ad acquistare qualsiasi collezione a prezzi più che vantaggiosi. E così lo scorso autunno vennero parcheggiati davanti la sua casa otto semirimorchi pronti per essere caricati di vinili. L'acquirente misterioso, che Mawhinney non ha mai incontrato, è un signore brasiliano, lo stesso che negli ultimi anni ha rilevato l'intero catalogo di uno dei collezionisti più famosi della West Coast deceduto all'età di 91 anni, e di diversi negozi di dischi storici degli Stati Uniti. 

Si tratta del sessantaduenne Zero Freitas, uomo d'affari di San Paolo che opera nel campo dei trasporti e che non è mai riuscito a smettere di comprare dischi, una mania sviluppata sin da bambino e che ha tentato di eradicare andando in terapia per ben quarant'anni.
All'età di 18 anni, Freitas possedeva già tremila dischi. A trent'anni ne aveva 30.000. Al momento la sua collezione è composta da diversi milioni di album.

Il primo album acquistato da Freitas nel 1964. Roberto Carlos è l'artista che occupa più spazio nella sua collezione.

Recentemente Freitas ha anche assunto alcuni stagisti che lavorano a mo' di catena di montaggio per aiutarlo a mettere un po' d'ordine nella collezione e catalogare su un computer il frutto della sua ossessione.
Di solito riescono a pulire, catalogare e mettere in ordine circa 500 dischi al giorno. Una quantità considerevole, anche se il totale dei dischi cresce ogni settimana in maniera esponenziale: tra Giugno e Novembre dello scorso anno gli stagisti sono stati sommersi da più di una dozzina di container con all'interno più di 100.000 nuovi vinili ciascuno. Se Freitas smettesse oggi stesso di comprare dischi, ci vorrebbero comunque altri 20 anni per finire di catalogare la collezione. 
Data l'enorme mole di dischi acquistati ogni mese, Freitas accumula inevitabilmente molte copie che costituiscono circa il 30% della collezione. Quest'anno, consigliato dai suoi collaboratori più stretti, ha accettato di metterne in vendita qualcuna.

Freitas utilizza degli oggetti come "segna disco" per poter ricordare meglio dove sono gli album più rilevanti per lui. Foto di Sebastián Liste/Noor per il New York Times.

Il magnate brasiliano però non ha costruito quest'impero da solo: ha sguinzagliato per il globo degli agenti che lo aiutano a negoziare e stringere affari, da New York al Messico, al Sud Africa, passando per Nigeria, Cairo e Parigi. 
Ultimamente Freitas ha pensato di seguire l'esempio di altri collezionisti compulsivi e trasformare la sua enorme libreria in un archivio pubblico che si chiamerà Emporium Musical. L'anno scorso ha finalmente ricevuto un'autorizzazione federale per importare dischi usati, un'attivita che prima d'ora non era esplicitamente legale in Brasile. 

 

 

 


 

Tag: storie

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