Club Dogo - Magnolia - Milano Live report, 13/06/2007

04/07/2007 di Simo Pastu

(Club Dogo - Foto da Internet)

I Club Dogo sono atterrati all'Idroscalo di Milano, il tempo era piovoso, molta gente è rimasta a casa, c'era nervosismo nell'aria. La situazione tecnica non era ottimale e non è stato certo il miglior concerto della crew milanese. Ma Simone Pastu c'era e ci racconta ugualmente come è andata.



Passo a prendere El Tofo e Dengue al Mom. Tre allegri ragazzi morti sulla mia 145 diretti verso il Magnolia. Il tempo minaccia acqua, che sfiga, pensiamo che molti avranno rinunciato. C'è poca gente infatti, i molti studenti che seguono il Dogo hanno avuto difficoltà a raggiungere l'Idroscandalo. E lo scooter con la pioggia non è il massimo... Il Club Dogo si fa attendere, o forse il pusher è in ritardo, comunque il concerto inizia verso la mezza e ci scaldiamo con le medicine della Mària al bancone. Si parte e senza sbattimenti siamo in quarta fila. I ragazzi hanno grinta, s'impegnano, cercano di spronare il pubblico.

Lanciano verso il pubblico bocce di birra e di cognac Courvoier, fornite da Ale di Mad In Italy, uno degli organizzatori della serata. Nonché nostro compagno di mille serate finite col sole troppo alto. Apprezziamo soprattutto il cognac, ideale per scaldarsi un po'. Però l'impianto audio non è all'altezza, i Club Dogo stessi se ne continuano a lamentare coi tecnici del suono. Già è difficile fare hip hop dal vivo, se poi le voci non si sentono come si deve è un casino. Peccato davvero, perché la voglia di ascoltare e ballare appalla i vecchi e i nuovi pezzi era tanta, da "D.O.G.O." a "Briatori", da "Mi hanno detto che" a "Butta via tutto". Cantiamo a squarciagola, e verso la fine l'audio migliora. Riusciamo persino a scansare qualche sfigato in prima fila rigorosamente attaccato alla transenna, che non muove il culo neanche sulle basi più veloci e ballabili. Finiamo nel backstage per fare due chiacchiere, ma la vibra non è al massimo e le bottiglie non vengono condivise. Forse siamo stati troppo aggressivi. Inoltre non abbiamo la figa. Bella Dogo, la prossima andrà sicuramente meglio. Saliamo in auto, accendo lo stereo e ritrovo il Club dogo che conosco: "in giro con gli occhi asiatici in giro con gli occhi a palla la lancetta scanna è Granturismo in circonvalla".



Commenti (7)

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  • livere 05/07/2007 ore 00:30 @livere

    mi sa che siamo in due. io non ho capito niente.. e poi perdonatemi, ma non è che se parlo di hip hop devo per forza scrivere in hip-hopese. è come se commentassi dante parlando in fiorentino trecentesco..

  • livere 06/07/2007 ore 18:32 @livere

    non conosco i club dogo come non conosco tutta la scena hip-hop. e leggere una recensione come questa non aiuta a invogliarmi, anzi..

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