Malika Ayane e il disco pop perfetto

Un album scritto insieme a Pacifico, Colapesce, Dimartino e Leo Pari, che vive delle due anime della cantante milanese: quella romantica e quella algida. Malinconia, french touch, musica dance e cantautorato, per parlare del presente della consapevolezza di sé. Ha fatto centro.

Malika Ayane, foto di Julian Hargreaves
Malika Ayane, foto di Julian Hargreaves

Il 26 marzo è uscito Malifesto, il nuovo album di Malika Ayane, e fin dal titolo si capisce che è qualcosa in più di una banale uscita post sanremese. In realtà, ascoltandolo approfonditamente, ci si può stupire di quanto sia il disco pop perfetto per il 2021, e non solo perché musiche e testi sono assai interessanti, ma perché è figlio del presente, del momento, e in questo periodo storico è letteralmente impossibile guardare più in là dell'orizzonte giornaliero.

Malika lo racconta così: "Il presente in cui è nato questo album è quello dilatato e infinito che stiamo attraversando. Non parla di pandemia ma sarebbe sciocco pensare che questo galleggiare nelle incertezze non influisca sul nostro modo di muoverci nella vita. Non muovendoci affatto, tra l’altro. Ecco perché memoria, immaginazione e immedesimazione sono i mezzi che abbiamo a disposizione e, retorica a parte, non poter scappare altrove con troppa facilità mi ha in qualche modo obbligata a scavare in profondità nei miei stati d’animo e ho finalmente guardato con indulgenza amarezza, senso di inadeguatezza, rabbia, delusione, fragilità, nostalgia e non mi sono sentita troppo in colpa nell’euforia, nella gioia, nella leggerezza". 

La tracklist contiene 10 pezzi che incorporano le due anime di Malika, come già ci aveva raccontato quando l'abbiamo sentita prima del Festival: quella melodica, romantica, malinconica e quella algida, distaccata, da dancefloor mitteleuropeo. Il connubio l'avevamo già ascoltato da Amadeus col pezzo Ti piaci così, portato in gara all'Ariston e co-firmato da Pacifico, Alessandra Flora e Rocco Rampino. La reputo una scelta di campo, perché di pezzi più sanremesi in questo disco ce ne sono un sacco, canzoni che stringono il cuore o che suscitano subito un'emozione fortissima. Questa ha bisogno di qualche ascolto in più, ma capisco perché abbia voluto mostrare la consapevolezza di sé su quel palco.

La copertina è in bianco e nero, con Malika al naturale e la faccia sfocata, come se volesse già dimostrare che stavolta non c'è nessuna posa da sostenere, solo la verità dell'attimo, e il disco si apre con Peccato originale, uno dei pezzi più toccanti dell'album, scritto con Pacifico e Antonio Di Martino tra gli altri. Ecco, questo a Sanremo di sarebbe stato a pennello, ma abbiamo capito che a questo giro Malika non voglia assecondare nessun cliché.

Andando in ordine, uno dei pezzi più belli dell'album è senz'altro Telefonami, scritto con la coppia Colapesce Dimartino e personalizzato con Pacifico. Dice: "Di Telefonami non mi convinceva come nel testo la figura dell’interprete sembrasse femmina in un modo quasi troppo vintage, in attesa, un po’ gattamorta. Il nocciolo della canzone, una relazione ancora appesa nonostante il tempo o la distanza era luminosissimo e gli autori “originali” sono stati straordinariamente gentili a permettermi di riscrivere insieme a Pacifico tutto quello serviva perché potessi sentirmi tanto mantide, quanto accondiscendente, tanto sexy quanto fragile come in fondo ogni donna è quando non si rassegna a vestire un cliché che eccede da una o l’altra parte".

Per tornare al ritmo, Malika si affida a Leo Pari, ma mentre in Come sarà i bpm sono sostenuti, Mezzanotte diventa un pezzo (ovviamente) notturno e sinuoso con una base trip hop che abbracci l'ascoltatore e lo ammanti di malinconia. Della collaborazione con il cantautore romano dice: "Scrivere questo testo con Leo Pari è stato molto divertente. Io quella che insiste con il ripetere che siamo adulti, che non c’è tempo da perdere a fare troppo gli imbecilli e che in fondo non è così male avere delle responsabilità. Lui che invece mi dice con grande serenità che lasciare la giovinezza non è una priorità".

foto di Cosimo Buccolieri
foto di Cosimo Buccolieri

Le canzoni con Pacifico sono variegate e perfettamente distribuite nel disco. Per chi ha paura del buio e Brilla trasudano classe pura per quanto riguarda la scrittura, nonostante siano molto diverse tra loro, mentre Formidabile, in meno di tre minuti è il perfetto riassunto del mondo musicale odierno di Malika: base elettronica, french touch, malinconia a palate e voce caldissima. Senza arrossire è eterea, ti eleva al di sopra delle giornate tutte uguali. Cosa non da poco di questi tempi.

Sono sicuro di essermi dimenticato qualche canzone. Ah, ecco: di A mani nude, Malika dice: "Consapevoli di quello che siamo, senza sovrastrutture, concedersi a tutto quello che si presenta. La libertà passa anche dal sapersi riconoscere nudi di fronte ad ogni avversità o possibilità". Perdonate la dimenticanza, ma sono stato tutto il tempo sovrappensiero mentre ascoltavo l'ultimo pezzo, un regalo per quelli come me che fanno i cinici ma in realtà hanno il cuore di panna: la cover (portata anche a Sanremo) di Insieme a te non ci sto più, scritta nel 1968 da Paolo Conte e Vito Pallavicini e portato al successo da Caterina Caselli

Una delle canzoni più coverizzate d'Italia (Vanoni, Battiato, Elisa, Baglioni e ancora Avion Travel, Rita Pavone, Giusy Ferreri, Gianna Nannini), che ha fatto da colonna sonora a un sacco di film (su tutti La stanza del figlio di Nanni Moretti). Quanto è difficile farne una versione nuova, che non sembri già sentita mille volte? Malika la spoglia del melodramma e la tinge di jazz, la rende meno dolorosa, come se quel "arrivederci amore ciao" fosse di gratitudine per il rapporto finito e di apertura per tutto quello che deve ancora arrivare.

foto di Julian Hargreaves
foto di Julian Hargreaves

Malifesto è un disco sul presente, scritto nel presente mentre si vive il presente, così lo presenta Malika e non potrebbe essere altrimenti.  È un disco che conferma la raffinatezza dei colori della voce di Malika, ma anche la necessità di liberarsi da certe briglie per far ballare, grazie alle drum machine e ai bassi pulsanti, ai synth vintge e al mellotron. In molti pezzi, Malika usa il suo registro vocale più basso per dare ancora più calore e dinamica a suoni diversi tra loro e ci riesce benissimo, amalgamando la sua passione per la scena francese con la sua tradizione canora.

Quello che emerge potentemente dall'ascolto di Malifesto, è il lavoro un'artista pronta a mettersi in discussione, a collaborare con autori incredibili della canzone italiana come Pacifico (che ha seminato sempre più di quanto abbia mai raccolto) e con le "nuove leve", che poi in realtà sono più vecchie di lei anagraficamente. Una Malika Ayane perfettamente a fuoco, un percorso da autrice e interprete, tutto legato dalla sua voce inconfondibile, che oggi sa anche far riposare quando è il momento. D'altra parte, ci vuole un bel po' per trovare se stessi, ma una volta fatto non si torna più indietro.

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L'articolo Malika Ayane e il disco pop perfetto di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2021-03-31 10:21:00

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