I Måneskin sono un prodotto commerciale, ma un ottimo prodotto commerciale

Lo show (ottimo) con Jimmy Fallon, l’apertura agli Stones: ogni giorno l’ascesa della band è più vertiginosa, e gli haters muti. Dopo infinite elucubrazioni pensiamo di aver formulato il nostro giudizio definitivo su questa grandiosa operazione di export. Andatevelo a leggere

Le chat di redazione spesso sono entusiasmanti. Contatto colleghi e superiori dopo aver visto la performance dei Måneskin da Jimmy Fallon commentandola positivamente e ricevo pesci in faccia. Qualche esempio? "Tu e Lindo Ferretti vi giocate il premio peggior conversione della musica italiana", "Ti hanno inviato i copricapezzoli a X" e bullismo simile.

Ovviamente sono tutti invidiosi del successo planetario della band romana, o almeno questo è ciò che scriverebbe un fan sotto un qualsiasi commento negativo sui social, ma la verità è che questi confronti redazionali servono per capire in modo definitivo il nostro punto di vista sui Måneskin, che per numeri mondiali non possono essere ignorati.

Se all'inizio la propensione era verso il Great Rock'n'Roll Swindle in stile Sex Pistols, presto abbiamo capito che non c'è alcuna truffa ai danni di nessuno, si tratta di un prodotto commerciale confezionato splendidamente, e la performance da Jimmy Fallon ne dà ulteriore dimostrazione. 

I ragazzi vengono prima osannati dal popolare showman americano per i numeri incredibili di Beggin, cover del pezzo di The Four Season fatta anni fa a X Factor che grazie a Tik Tok è diventata popolare in modo assurdo (oltre 700 milioni di stream) e a memoria nostra ricordiamo solo Benigni, Raffaella Carrà, Mastroianni e Sofia Loren conquistare gli show americani in stile Letterman, nessuna band di casa nostra ha mai avuto tale onore.

In più, Jimmy Fallon ha anche annunciato che oltre alle due date negli Usa, una in programma il 27 ottobre al Bowery Ballroom di New York e l’altra il 1° novembre al Roxy Theatre di Los Angeles, i Måneskin apriranno ai Rolling Stones il 6 novembre a Las Vegas. Se non è un sogno questo, ditemi voi quale. Inoltre, giusto per non farsi mancare niente, la band ha due nomination agli MTV EMAs (Best Rock e Best Group, premi che il 14 novembre si contenderanno con Coldplay, Foo Fighters, BTS e Imagine Dragons). 

 

Grande merito della produzione è stato quello di non accentrare tutto sulla figura di Damiano, cantante bello e dannato, ma di creare personaggi interessanti anche per Victoria, bassista e cervello della band, Ethan, batterista scultoreo e Thomas, chitarrista ambiguo e glam. Sono una band compatta che fa tutto insieme, dalle conferenze stampa (sempre più spesso in inglese) alle session fotografiche, con un'attività social esagerata e un carisma che non si compra un tanto al chilo al mercato.

Quello che li fa stare sul palco di Fallon a cantare Beggin e Mammamia, l'ultimo (brutto) singolo con una sfacciataggine e una cazzimma rare. Sembra che la band romana non si spaventi davanti a nessun traguardo e dopo Sanremo, Eurovision e conseguente conquista dell'Europa, la conquista degli Stati Uniti è solo alla prima fase

 

Molto interessante è vedere la reazione sui social: un sacco di plausi bipartisan, alcune battute come quella di Roberto Recchioni (autore, curatore di Dylan Dog e influencer) che scrive "I Greta Van Fleet si staranno chiedendo: cosa abbiamo sbagliato?" e una pioggia di complimenti per un prodotto made in Italy esportato alla perfezione. Il punto è proprio questo e l'ha ribadito anche Manuel Agnelli nella conferenza stampa per i Live di X Factor. Lui che è stato definito il padre nobile della band, che li ha avuti in squadra a X Factor 2017 e sostenuti sempre, che ha partecipato al duetto sanremese con Amandoti dei CCCP e che ancora oggi nutre grosso affetto per la band.

Questo il suo punto di vista: "Sui Måneskin tante cose non sono state capite. Ci sono i farisei che credono di sapere la verità su cosa sia rock'n'roll e su che cosa non lo sia, non so chi abbia dato loro questo tipo di laurea perché in realtà sono proprio loro a non essere rock. Se qualcuno paragona I Måneskin ai Sonic Youth non ha capito un cazzo. I Måneskin sono un gruppo mainstream, si possono paragonare agli Aerosmith. Da sempre hanno voluto essere mainstream. La chiave di lettura dei Måneskin è il loro talento performativo, la loro freschezza e il fatto che in questo momento rappresentano il contemporaneo. Non ha senso l’analisi musicale dei Måneskin, ma ha senso capire il fenomeno Måneskin. Poi uno è liberissimo di non farseli piacere, ma comprenderli significa comprendere il linguaggio dei ragazzi d’oggi”.

Su quanto abbia poco senso l'analisi musicale dei Måneskin non siamo d'accordo, anche un prodotto pop rock crea canzoni e quelle possono essere analizzate e criticate, passate sotto la lente d'ingrandimento e sezionate, ma è ormai ovvio che i Måneskin non siano solo musica, piuttosto il perfetto pacchetto da star nascente del pop rock su scala mondiale. Belli, carismatici, fluidi, suonano live e incarnano i cliché del rock per una platea di persone che non hanno mai ascoltato il genere, oppure che rimpiangono i fasti degli anni '70 e se li vedono impacchettati e riammodernati con i dettami e i valori degli anni Venti del Duemila. Bella per loro, di sicuro si toglieranno un sacco di soddisfazioni.

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L'articolo I Måneskin sono un prodotto commerciale, ma un ottimo prodotto commerciale di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2021-10-27 09:46:00

Tag: opinioni

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