Alle radici dell'odio per i Måneskin

Ma pure dell'amore disperato e cieco per loro, come dimostrano le (surreali) critiche dei fan della band a Iggy Pop. Tra chi pensa che siano solo dei cosplayer e chi li vuole reincarnazione delle leggende del rock non c'è proprio mediazione: abbiamo cercato di capire perché

Clint Eastwood in rappresentanza degli hater dei Måneskin
Clint Eastwood in rappresentanza degli hater dei Måneskin

Signori, fuori fa caldo (o libeccio, a seconda di dove siate siate situati) ma la fame di polemica non si placa nemmeno d'estate. Il pubblico necessita vittime e quando non sono il politico o il virologo di turno, lo sportivo che ha sbagliato prestazione, la coppia che scoppia o i vip a caso, tocca ai musicisti. La gente pare abbia bisogno di dividersi su tutto, come se i problemi che già arrivano a carrettate dall'esterno non fossero abbastanza. Per fare un esempio piuttosto calzante, nei giorni scorsi è stata annunciata la collaborazione tra Iggy Pop e i Måneskin nella canzone I Wanna Be Your Slave del quartetto romano e come di consueto è venuto giù il mondo social

"Cosa non si fa per la pensione" da una parte, attribuendo senilità al comportamento del buon Iggy, "E ora cosa dicono i puristi del rock che non li hanno mai sopportati?" dall'altra, quando le cose sono civili e non sfociano nel turpiloquio. Le ragioni dell'odio nei confronti dei Måneskin sono tante quante le stelle ne cielo e chiariamo subito la nostra posizione: non abbiamo mai creduto che Victoria, Ethan, Damiano e Thomas siano il futuro del rock: casomai la celebrazione con tutti i crismi del passato, il musical che rende omaggio al glam, al ritorno dei costumisti, dei truccatori e dei parrucchieri nello spettacolo. Una band di pop rock mainstream ben strutturata che non ci fa impazzire. 

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Però è innegabile che ci sappiano fare, non prendiamoci in giro: carisma a secchiate, provocazioni sensate, messaggi di uguaglianza e diritti per le minoranze sempre benvenuti e (almeno da queste parti in provincia) influenza sulle nuove generazioni per l'utilizzo di chitarre distorte e batterie pestone, quindi saremo intellettualmente scorretti a non riconoscere loro dei meriti. Poi, la maggior parte delle volte non ci piacciono le loro canzoni ma quello è un altro discorso e la critica è sacrosanta. Poi di questi tempi in cui tutto viene commentato, l'essere divisivi per loro è un gran vantaggio: pensate a Salvini & co. quanto devono dibattersi per avere attenzione e ai Måneskin riesce naturale senza neanche sforzarsi più di tanto.

Tornando alle radici dell'odio da cui la prima, quella fondante che questi poveri cristi si porteranno dietro a vita: i difensori del vero rock (fa ridere già così) non perdoneranno mai ai Måneskin di esser venuti fuori da X Factor, un talent televisivo che come da preconcetto non può assolutamente essere "rock". Cosa peraltro sfatata dai Måneskin stessi e dai Little Pieces of Marmelade nell'ultima edizione del talent di Sky, oggi più che mai aperto alle contaminazioni e al pedale del fuzz.

La seconda accusa che da sempre viene mossa al quartetto romano è quella di essere poco più di una boy band, un prodotto. A ben vedere, la band esisteva prima del talent e faceva pure busking per strada, quindi pare tutto tranne che scelta da un qualche produttore. Che poi ai tempi suonassero Vieni a ballare in Puglia e oggi siano nei cartelloni dei festival metal europei è un altro discorso, ma anche gli Iron Maiden avranno iniziato con le cover, no? L'unica cosa: nei suddetti festival i ragazzi dovranno suonare nel pomeriggio, avranno poche distrazioni dal punto di vista scenografico e lì, la tecnica live sarà tutto. Abbiamo visto uno degli ultimi live in streaming e ci sono apparsi un po' sulle gambe, stanchi, poco precisi. C'è un bel po' di tempo prima dell'estate 2022, la band dovrebbe anche concedersi un po' di riposo per non strafare.

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Terza accusa: sono belli. Beh, lì beati loro, questa è proprio da rosiconi, da tizi che ci provano da una vita e non sono andati oltre  l'apertura ai Marlene Kuntz nella rassegna rock del loro paese e ora non gli va proprio giù che una band giovane e bella venda un sacco mentre loro devono andare in ufficio ogni giorno. Dai, non c'è neanche da commentare.

Altro motivo di odio per i Måneskin da parte di parte del vasto pubblico del rock, la parte più conservatrice con una mano sul cuore e l'altra su Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd, col voto orientato verso Salvini, Trump e tutti i vari conservatori sparsi nel mondo, è quella di ritenere la band romana il diavolo a causa dei loro messaggi di gender equality, per le loro provocazioni sessuali e per avere una ragazza nella band. Direte: ma che davero?, eppure vi possiamo assicurare che in questo pazzo pazzo mondo ci sono ancora quelli che pensano che il rock sia una cosa maschia e che le donne possano, al limite, stare tra il pubblico a guardare. Qui non possiamo che dire: Victoria, prendili tutti a calci nelle palle!

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Dimenticavamo i complottisti: i Måneskin vincono tutto? C'è qualcosa sotto. Dubitiamo che i milioni di fan in tutto il mondo dopo la vittoria all'Eurovision siano stati pagati da Soros, semplicemente è il loro momento, hanno il vento a favore, Tik Tok e Spotify pure, un nuovo manager (Fabrizio Ferraguzzo di Sony Music) che li sta spingendo a diventare un fenomeno internazionale consolidato e scommettiamo che quello con Iggy Pop sarà solo il primo duetto di quelli stratosferici con star mondiali. Approfondiamo un po' questo argomento.

Da sempre, quando i grandi di casa nostra vogliono qualcuno di super famoso nei loro dischi, pagano. Non è un mistero: Miles Davis ha suonato con Zucchero per soldi, Slash con Vasco Rossi per soldi e non sarebbe un dramma se Iggy Pop avesse cantato nella canzone dei Måneskin per soldi. Personalmente sono convinto che i quattro romani gli stiano intimamente simpatici, che sia super esotico per lui che una band italiana esista, faccia rock vestita glam e sia famosa nel mondo, in più che quel singolo si ispiri al suo celeberrimo I Wanna Be Your Dog dei tempi degli Stooges, e allora perché no?

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Non è il bollino della consacrazione ufficiale dei Måneskin a super rocker, perché le superstar fanno anche collaborazioni per il cash (pensate alle nefandezze che ha propinato la buonanima di Lou Reed in età avanzata), ma di sicuro è una gran bella cosa per loro e per la musica italiana in genere, che da questo riconoscimento internazionale può tirar fuori altre band che dicono la loro ad alti livelli. Insomma: a volte le grandi verità potrebbero stare nel mezzo ed essere banalissime, senza scomodare complotti o terre piatte. 

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Non ci resta che ascoltare questa collaborazione (video qui sopra) e ricordare al mondo là fuori che non tutti i featuring di cui le classifiche sono piene dipendono da una corrispondenza d'amorosi sensi, a volte servono semplicemente per raddoppiare il bacino d'utenza dei possibili ascoltatori della canzone. Quindi, hater dei Måneskin, lo sappiamo che è stato facile odiarli fino a oggi per ragioni vostre personali e per alcune particolarità che proprio non vi vanno giù, ma è il momento di fare un respirone e trasformare questa energia negativa in qualcosa di sensato perché pare che con o senza il vostro odio, che vi (ci) piacciano o meno, il percorso di questa band sia appena iniziato.

Un commento sulla pagina FB dei Måneskin
Un commento sulla pagina FB dei Måneskin

 

Ma aspettate, parliamo un attimo anche dei fan: permalosissimi, pronti alla rissa con chiunque muova una critica pure legittima alla band e protettivi ai limiti della decenza, ora se la sono presa pure con Iggy Pop che, a detta loro, rovina I Wanna Be Your Slave perché la voce di Damiano è inarrivabile. La collaborazione che sulla carta sembrava imbattibile ha mostrato il fianco a critiche impietose nei confronti della performance dell'attempato iguana, che evidentemente molti dei fan nazionali e internazionali dei Måneskin conoscevano solo di nome e non di fatto. Buffe divergenze di questo pazzo pazzo agosto.

 

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L'articolo Alle radici dell'odio per i Måneskin di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2021-08-05 10:04:00

COMMENTI (1)

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  • MicPaglia 41 g Rispondi

    Perfettamente d'accordo. (Più gentile di così)