Afterhours - Manuel Agnelli ed il Tora! Tora! Festival

24/05/2001 di Roberta Accettulli



Quando ho conosciuto Manuel Agnelli, qualche anno fa, già gli frullava in testa questa idea del festival itinerante della scena indipendente italiana. Si è iniziato a parlarne, ma poi tutto è andato in fumo per problemi per niente connessi con il lato artistico della cosa. Manuel non ha mai smesso di credere in questa idea e, a distanza di oltre un anno, finalmente si è concretizzata in un qualcosa di vero, ed il Tora! Tora! Festival è stato presentato oggi alla stampa. E stasera sono davvero felice di poter chiacchierare con lui, alle Officine Meccaniche (mi sa che devo iniziare a pagare l'affitto...), di questo evento in cui anche la sottoscitta crede tantissimo, e di cui sarò felice di potervi raccontare lo svolgimento.

La registrazione inizia con Manuel che fischietta...

MANUEL: Ciajkovskij!

Rockit: Per la prima volta ti intervisto non per parlare degli Afterhours...

MANUEL: Ah, no? (ridiamo - ndi)

Rockit: No... Ma per parlare del Tora! Tora! Festival. Finalmente è nato...

MANUEL: E' nato! (con aria sofferente - ndi). Sì, finalmente è nato, è stato un travaglio abbastanza lungo, anche perchè abbiamo avuto molti molti problemi, però l'importante è che si faccia, perchè secondo me è importante dare la dimostrazione che lamentarsi è sacrosanto, però poi alla fine bisogna fare, bisogna reagire, anche praticamente. E' importante lamentarsi, è sacrosanto, per tutti, perchè le cose non sono belle nella musica, soprattutto in Italia, però è anche importante alla fine dare un segnale comunque di sostanza, e quindi... lamentarsi sì, però se non ci fanno le cose gli altri ce le facciamo da soli. E spero che sia anche - in modo un pò arrogante, però lo dico - un esempio per tanti altri gruppi, anche i gruppi nuovi e quelli che verranno.

Rockit: Lo scopo principale di questo festival, dichiaratissimo, da parte tua che ne sei il direttore artistico, da parte di chi vi partecipa e da parte della Mescal che lo organizza, è quello di "smuovere le acque", di svegliare chi ha sempre tenuto gli occhi chiusi.

MANUEL: Sì, io penso che ci sia un doppio effetto. Il primo è effettivamente portare alla luce il fatto che una scena già esiste, anche se non estetica, però a livello attitudinale e poi a livello di pubblico - perchè il pubblico ripeto ancora una volta, è enorme intorno a questi gruppi - e quindi è una realtà che c'è sul territorio. Ci sembra grottesco che questa cosa non sia ancora stata sottolineata da qualcuno. Per cui abbiamo creato l'occasione perchè adesso i media possano parlare di questa cosa, senza doversi per forza sbilanciare ad andare a cercare chissà quali scuse... Il secondo effetto che speriamo si ottenga è proprio quello di cercare di intaccare questo spirito, neanche di competizione perchè sarebbe positivo, però di autodistruzione che pervade la scena italiana. C'è non dico troppa competizione, ma addirittura poco rispetto per i diversi progetti. I musicisti in questo modo vogliono dare un esempio di enorme rispetto l'uno nei confronti dell'altro, di enorme complicità, perchè comunque senza la precisa volontà dei musicisti di fare questo festival, non sarebbe stato possibile farlo, viste le altre difficoltà nel mettere d'accordo management, case discografiche ecc. ecc.

Rockit: Forse sono stati proprio i musicisti, i tuoi colleghi nonchè amici, i primi ad aderire incondizionatamente a questa idea che fondamentalmente abbracciano anche loro?

MANUEL: Sì, sicuramente sì. Ripeto, senza di loro non si poteva fare. Fra l'altro devo dire un grazie alla Mescal in particolare, perchè pur rischiando di venire criticata perchè stava organizzando un "festival Mescal", - e le cose infatti poi sono andate un pò così - in realtà ha fatto un grandissimo lavoro anche per altri gruppi che Mescal non sono. Questo è tutt'altro che festival Mescal, ci sono tantissimi gruppi che non sono della Mescal, è poi è anche vero che la Mescal ha il 70% di un certo tipo di musica, quindi è chiaro che ce ne sono tanti di gruppi Mescal. Però devo ringraziare loro perchè sono stati l'unica struttura vera che, dal punto di vista organizzativo, logistico, ecc., ci ha creduto fin dall'inizio e fino in fondo. Dopo di che chiaramente i media che avevamo contattato un anno fa si sono ripresentati più disponibili che mai anche quest'anno.

Rockit: E' già una buona partenza... Tu cosa ti aspetti?

MANUEL: Io mi aspetto innanzitutto di dare un "la", cioè comunque di dare un segnale, e questo forse lo stiamo già dando ancora prima delle date. Il segnale importante è che si fa questa cosa, quindi che in Italia volendo le cose si possono fare. L'importante appunto è superare veramente questi complessi di inferiorità e questo tipo di antagonismo distruttivo che è solo provinciale, comunque e sempre. Naturalmente mi aspetto tante critiche (sorride - ndi) perchè è normale che ci siano, mi va anche bene. Se dibbiamo provocare del caos positivo, comunque dell'attenzione, ci sta anche che ci siano moltissime critiche... L'importante è che se ne parli. Questo lo mettiamo in conto e ci va benissimo così. E poi mi aspetto, nel migliore dei casi, che si crei un piccolo fenomeno, comunque, intorno a questa scena, che possa seguire anche ad altri gruppi negli anni a venire.

Rockit: Ti ha mai sfiorato l'idea che possa non andare bene?

MANUEL: No, non è un problema. Perchè io penso che, anche ultimamente, i concerti di ogni singolo gruppo sono andati così bene - i nostri, quelli dei Subsonica, i Marlene Kuntz ecc. - che non posso pensare che uniti alla fine non facciamo dei grossi risultati. Poi io spero che comunque i media che sono intorno a questo avvenimento veramente facciano il grosso battage pubblicitario che ci hanno promesso, e aiutino comunque ad attirare l'attenzione anche di persone che non ci conoscono, perchè questo poi è uno degli scopi, cioè sdoganare comunque i gruppi, anche al di fuori della nostra area.

Rockit: Sulla base di cosa avete fatto la scelta delle città che ospiteranno il Tora! Tora!? A me hanno colpito ad esempio le scelte di Padova e Torino, che non sono delle città propriamente estive, dove ci può essere un afflusso gigantesco...

MANUEL: Mha... Secondo me non dovevamo farlo per forza in estate ed in posti di villeggiatura. L'idea principale era addirittura di farlo nei palazzetti in inverno. Padova e Torino sono due posti dove abbiamo trovato due promoter molto molto disponibili. In realtà poi il criterio di scelta è stato questo: trovare le persone sul posto che si offrissero di organizzare la data nel miglio modo possibile, e le abbiamo trovate a Torino, a Padova, a Napoli ed a Rimini. Ed in più queste persone sono legate direttamente a questo tipo di scena, perchè già organizzavano date di questi gruppi, e festival comunque che hanno un certo tipo di area culturale. Per cui a Padova Radio Sherwood ed il festival di Sherwood, a Torino il Pellerossa, il Velvet a Rimini, con tutta la programmazione estiva che molti conoscono e poi anche a Napoli Pino Valentino, che ha sempre organizzato i concerti all'Arenile di Bagnoli. Per cui il criterio di scelta è stato un pò questo. Volevamo una data al Sud e ci siamo riusciti, e questo è un grandissimo risultato, perchè suonare al Sud, lo sanno tutti, è difficilissimo. Per cui già anche questo è un grosso segnale, volendosi impegnare le cose si fanno. Poi credo che le strutture che ci ospitano siano veramente le migliori per ospitare la prima edizione di questo festival. Ricordiamoci che Torino e soprattutto Padova, anzi il Veneto in generale è la prima regione in Italia a livello di numero di concerti e di presenze ai concerti, per quel che riguarda questa scena. L'Emilia Romagna ed il Veneto si contendono il primato ogni anno, ma credo che quest'anno sia più il Veneto che l'Emilia Romagna.

Rockit: Hai detto "la prima" edizione di questo festival... Quindi c'è l'intenzione di dare un seguito all'esperienza?

MANUEL: Sì, è un grossissimo stress (ridiamo - ndi)... Però i spero sarà una grossissima soddisfazione. Per cui adesso diciamo che abbiamo dato tutto, speriamo di ricaricarci e quindi di avere voglia di farne un'altra l'anno prossimo, e poi così via... Sì, io spero di sì... Perchè il senso non è fare tutto quest'anno, non è che vogliamo fare la rivoluzione, abbiamo i piedi per terra, sappiamo benissimo che le cose non si cambiano così velocemente... Quest'anno vogliamo dare il "la", vogliamo dare un piccolo esempio, vogliamo partire, e poi se succedono cose più grosse siamo solo contenti... Però in realtà quello che vogliamo dimostrare quest'anno è che si può fare, semplicemente questo, che c'è un altro tipo di musica, che le cose possono comunque cambiare. E' chiaro che ci vuole del tempo, quindi il progetto è da portare avanti negli anni, anche perchè poi, ripeto, non saremo solo noi ad approfittarne ma anche i gruppi che verranno, i gruppi giovani, i gruppi che si formeranno. Vogliamo creare anche una struttura che dia una mano a tutta una certa area culturale.

Rockit: Cos'è stato più difficile nell'organizzare tutto questo festival che, concedimi il termine, è un enorme baraccone? A partire dai contatti con i gruppi, i promoter, gli sponsor, le agenzie, tutte le cose che sono nascoste agli occhi del pubblico, ma che sappiamo ci sono...

MANUEL: Guarda, il lavoro svolto a livello di impegno, tempo, telefonate ed organizzazione proprio pratica è enorme. Però effettivamente tutto è andato abbastanza liscio quando si è trattato di parlare con eventuali partner promozionali - quindi con le televisioni, i giornali ecc -, quando si è trattato di parlare con i promoter per organizzare logisticamente le date sul posto, ed anche quando si è trattato di parlare coi gruppi. Addirittura abbiamo dovuto naturalmente lasciarne fuori tantissimi, abbiamo fatto una scelta un pò crudele, però dovevamo fare una scelta molto di efficacia quest'anno. La cosa più difficile è stato mettere d'accordo le case discografiche, i management e le agenzie. Se per alcuni gruppi c'è stata una buona disponibilità da parte delle agenzie e dei management, in alcuni casi anche ottima, altre agenzie naturalmente vedevano la Mescal come concorrente, non hanno capito lo spirito del festival assolutamente, non hanno capito che queste cose tornano utili a tutti alla fine, non hanno capito che in questo festival c'è un ufficio stampa, la P.O.P., dedicato e quindi esterno alla Mescal, che sta lavorando per tutti i gruppi, Mescal e non Mescal, e che tutti i gruppi avranno più o meno la stessa visibilità. Per cui sicuramente c'è stata una grande difficoltà nel trattare con certi personaggi, ma d'altra parte se la stampa fosse sempre stata interessata a questo tipo di scena, se i management e le agenzie avessero sempre avuto un certo tipo di mentalità, questo festival non servirebbe... Se lo facciamo, è perchè la situazione è malata, e quindi c'era necessità di fare questo festival. Quindi da una parte mi dispiace essermi trovato davanti a certi problemi, dall'altra sinceramente me lo aspettavo, forse sono stati anche meno di quelli che ci aspettavamo.

Rockit: Bhè... Io non ho altro da domandarti sul Tora! Tora!... Ti faccio una domanda sugli Afterhours a questo punto (ridiamo - ndi)...

E' finito il Siam tre piccoli porcellin tour con la data acustica di Faenza ed il concerto di Lanciano. Quel è il bilancio finale?

MANUEL: E' stato dal punto di vista organizzativo il tour più bello che abbiamo fatto sicuramente, e per quel che mi riguarda personalmente è stato il più bello degli ultimi tre anni. Penso che la prima parte del tour, quando eravamo comunque ancora rilassati e vogliosi di suonare, per me ha avuto una media di bei concerti che nessun altro tour degli After ha avuto. Io ho fatto 7-8 concerti speciali su 10, diciamo. E per me questa è una media altissima, perchè noi siamo sempre più esigenti ogni anno che passa... E poi effetivamente non avevamo tanti pezzi nuovi, per cui li abbiamo un pò riarrangiati, abbiamo cambiato la scaletta, però risuonare gli stessi pezzi comunque dopo anni, è difficile che ti faccia ritrovare gli stessi stimoli e la stessa verve. Invece, da un certo punto di vista quest'anno la situazione è stata molto molto stimolante... E' vero che è stato un tour molto concentrato, per cui comunque, anche se organizzato bene, molto faticoso, però devo dire che le cose sono andate come volevamo che andassero dal punto di vista logistico, quindi il bilancio non può che essere positivo. Abbiamo fatto un sacco di sold out, quindi un sacco di gente, e soprattutto abbiamo ricominciato a suonare insieme, mentre fino alla fine dell'anno scorso e da due anni a questa parte era un pò suonarci contro. Io almeno personalmente sento di aver ripreso in mano completamente la situazione della mia musica, comunque. Poi questa è una cosa molto soggettiva e personale, non è stato così per tutti gli Afterhours, però per quel che mi riguarda sì, ed è una cosa per me fondamentale. Indipendentemente dall'atteggiamento del pubblico, dall'atteggiamento dei media, ecc., ho ritrovato gli stimoli proprio da musicista. E questa è una cosa molto positiva. Adesso sicuramente avremo un periodo di stop, di pausa, durante il quale comunque lavoreremo penso singolarmente molto, e poi vedremo durante l'inverno...

Rockit: Cosa farai da grande?

MANUEL: Mha... Il musicista! Perchè comunque il musicista è quello che ho scelto di fare da sempre, lo sto facendo e ci sto riuscendo, sto riuscendo a fare le mie cose... Mai come in questo momento sento di avere una libertà enorme intorno a me, mai negli anni scorsi mi è sembrato di sentire una cosa del genere, abbiamo lavorato tanto per ottenerla, abbiamo anche fatto dei compromessi per ottenerla, però adesso ce l'abbiamo, e quindi è un periodo per me molto molto positivo proprio per questo. Adesso dovrei in teoria approfittare dei frutti del lavoro che abbiamo fatto... E voglio fare il musicista sicuramente... Tutto il resto mi interessa perchè come adulto trovo comunque riduttivo fare l'"artista", nel senso che a me non è mai piaciuto l'ideale dell'artista con la testa fra le nuvole che pensa solo alla sua arte, ed intorno gli possono morire le persone mentre lui... In realtà per me è sempre stato molto più importante essere una persona, essere un adulto, essere un uomo... Credo che tutto quello che faccio, il festival, le produzioni eccetera siano un pò per la musica ed un pò per me stesso, naturalmente, ma un pò anche per questa voglia di darmi un senso come persona che è attiva e che fa delle cose, oltre che suonare.

Rockit: In bocca al lupo...



Dal Tora! Tora! Festival:

Il cast

Le interviste:
Manuel Agnelli
Subsonica
Mao
Marlene Kuntz
Estra
Verdena
Modena City Ramblers
Cristina Donà
Bluvertigo

I concerti:
Rimini
Padova
Torino
Roma

Le scalette:
Rimini
Padova
Torino
Roma

Dopo il Tora! Tora:
I commenti di Manuel Agnelli

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati