Mappa desolante di tutta la musica che Milano ha perduto

Locali, live club, discoteche, spazi che una volta animavano la vita notturna della città è che ora hanno subito tutti la stessa sorte: la chiusura. Il fotografo Nicolas Miglioresi li racconta con il suo progetto "Curfuw Forever"

Il District di Via Padova a Milano - tutte le foto sono di Nicolas Miglioresi
Il District di Via Padova a Milano - tutte le foto sono di Nicolas Miglioresi

Milano cambia in fretta e, a volte, a sparire per primi sono proprio i luoghi che sembravano destinati a restare. Club, sale concerti e spazi di aggregazione che per anni hanno fatto parte della vita notturna della città oggi sopravvivono soprattutto nei ricordi di chi li ha vissuti. È da questa trasformazione che nasce CURFEW: FOREVER, il progetto fotografico di Nicolas Miglioresi che raccoglie e documenta alcuni dei locali, dei palchi e degli spazi di socialità milanesi che hanno chiuso o cambiato radicalmente funzione negli ultimi anni.

Attraverso una serie di fotografie, il progetto prova a restituire ciò che resta di luoghi per anni frequentati da generazioni e generazioni. Il termine curfew, nell’ambito dei concerti, indica l’orario entro il quale la musica deve tassativamente terminare e segna la fine dell’esibizione di un artista o di una band. Soprattutto nei pressi di aree residenziali, deriva da ordinanze comunali sul rumore, con il fine di non disturbare la quiete pubblica nelle ore notturne. Per numerosi locali, tuttavia, c’è stato un giorno preciso a partire dal quale, improvvisamente, gli spettacoli non sono più ripartiti.

Nell’ultimo decennio la città di Milano ha visto chiudere la maggior parte delle sue venue più iconiche: da chi è stato messo in ginocchio dalla pandemia di Covid-19 a chi non è più riuscito a sostenere i costi di ristrutturazione, fino al motivo più frequente, il mancato rinnovo del contratto d’affitto da parte della proprietà. Luoghi che hanno assistito al cambiamento di questa città ne hanno subito in prima persona le conseguenze, vedendosi costretti a terminare le loro attività, in alcuni casi dopo una storia durata più di mezzo secolo. CURFEW: FOREVER è una mappatura fotografica dei locali, dei palchi e dei luoghi di aggregazione più storici di Milano, un tempo veri e propri simboli di socialità, nei quali, ad oggi, non resta altro che un edificio vuoto.

Ca’ Bianca - Via Lodovico il Moro, 117

Il Ca’ Bianca è un celebre locale di cabaret, jazz e musica d’autore, ospitato in una struttura che risale al XVII secolo. Affacciato sulle sponde del Naviglio Grande, per un periodo è stato anche un ristorante firmato dallo chef Carlo Cracco. Oggi ha cambiato nuovamente gestione, ma conserva ancora la sua struttura storica

District 272 - Via Padova, 272

Il District di via Padova nasce come cinema Aramis, negli anni ’80 diventa una discoteca e, nel 1997, si trasforma in uno dei primi locali di lap dance di Milano. Solo nel 2018 viene inaugurato come District 272 e, da quel momento, ospita serate diventate di culto come VOODOO PEOPLE, la residency di Mace in collaborazione con C2C, oltre al festival della canzone dedicato al quartiere NoLo. Ha chiuso nell’agosto 2026, in seguito alla scadenza dei permessi di agibilità e alla conseguente necessità di effettuare importanti lavori di ristrutturazione.

Plastic - Viale Umbria, 120 / via Gargano, 15

Il Plastic è stato uno dei locali simbolo della movida milanese. Anche se la sua ultima sede era in via Gargano 15, i frequentatori storici ci tengono a precisare che “il Plastic era quello di viale Umbria”, nel cuore della circonvallazione. Con la sua rigida selezione all’ingresso, ha ospitato serate dedicate all’elettronica, al punk, al rock e alla cultura queer, ma ha visto passare anche artisti del calibro di Madonna,Freddie Mercury e Andy Warhol. Ha chiuso nel settembre 2025, dopo 45 anni di attività.

La Salumeria della Musica - Via Antonio Pasinetti, 4

La Salumeria della Musica, inaugurata nel 1999, è stata fondata negli spazi di un’ex fabbrica di catene d’oro. Questo live club univa musica dal vivo alla degustazione di salumi, formaggi e prodotti gastronomici. Ha animato più di 4000 concerti vedendo ospiti artisti come Pat Metheny,Gianna Nannini,Gino Paoli e tanti altri. Il locale ha chiuso nel 2018 dopo quasi vent’anni di attività.

Spirit de Milan - Via Bovisasca, 59

Il caso dello Spirit de Milan è uno dei più recenti, negli spazi dell’ex cristalleria Livellara, era uno dei punti di riferimento principali per la musica dal vivo. Ha accolto cantautori, artisti jazz ma soprattutto era la sede fissa di Wunder Mrkt, tra vestiti vintage e street food. A causa della scadenza del contratto d’affitto, Spirit de Milan è stato costretto a chiudere i battenti nel 2026. Tuttavia, a seguito di una forte mobilitazione popolare (e una petizione su Change.org con più di 26.000 firme) il Comune di Milano si è attivato per mediare tra i gestori e proprietari della struttura.

Le Trottoir - Piazza XXIV Maggio

Attivo per 32 anni, Le Trottoir è stato un iconico locale aperto in uno dei due dazi di Piazza XXIV Maggio, esattamente sulla Darsena. Tra questi spazi sono passati artisti ancora prima di diventarli come Malika Ayane e The Kolors, forniva infatti un palco a musicisti e giovani. Le Trottoir ha chiuso nel 2025 in seguito a una gara d’appalto comunale persa dalla gestione storica.

Palasharp - Via Antonio Sant’Elia, 33

Il Palasharp (o PalaTrussardi) fino al 2011 è stata una delle principali venue di
Milano, qui si sono tenuti concerti di artisti del calibro di Neil Young, The Cure, Ozzy Osbourne eKorn. Ancora prima è stata la casa dell’Olimpia Milano. L’impianto, di fianco alla stazione di Lampugnano, è stato sede di proteste nel periodo delle Olimpiadi Milano-Cortina e, attualmente, si trova nello stesso stato di abbandono da più di quindici anni.

Blues House - Via Sant’Uguzzone, 26

Il Blues House per quasi trent’anni è stato un punto di riferimento per gli appassionati di rock, blues e R&B. Ospitava gruppi emergenti, tribute band ma anche serate di cabaret. Nel 2020 tuttavia, con l’arrivo del lockdown, è stata una delle tante vittime della crisi economica che ha generato la pandemia di Covid-19, per questo motivo i gestori sono stati costretti a chiudere i battenti nello stesso anno.

La Buca - Via San Vincenzo, 15

La Buca di San Vincenzo è stato un intimo jazz club nella zona di Sant’Agostino, anche se nel corso degli anni ha cambiato più volte gestione, la sua storia risale ai primi del 900, ma finisce tragicamente nel 2021 con l’arrivo della pandemia di Covid-19, quando il locale è stato costretto a chiudere.

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L'articolo Mappa desolante di tutta la musica che Milano ha perduto di Nicolas Miglioresi è apparso su Rockit.it il 2026-10-01 17:05:00

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