Nuje tenimm' a Maradona, allisciatece 'o bbastone

Il giorno dopo è tutto più strano. Spalanchiamo la finestra di una casa al Vomero e lasciamo entrare le note di dieci canzoni dedicate a Maradona dalla sua Napoli (e viceversa)
26/11/2020 11:23

Le immagini di un San Paolo – quasi pronto a essere ribattezzato – illuminato nella notte del 25 novembre, avvolto in una nube di dolore e abbracciato dalla sua gente, ce le ricorderemo chissà per quanto. È l’ultimo saluto a Diego Armando Maradona, scomparso a 60 anni dopo aver regalato a Napoli – e al mondo intero – la poesia delle sue giocate. Ogni palleggio, ogni dribbling, ogni gol sono state limpide manifestazioni del divino, un miracolo che ancora riecheggia nelle parole di chi l’ha visto giocare o ne ha solo sentito parlare.

Maradona è uno dei pochi che è diventato protagonista di centinaia tra canzoni, film, cori da stadio mentre ancora era fra di noi e sul campo. Ora che Diego ci ha lasciato, le canzoni ispirata dal suo mito entrano a far parte della leggenda. La musica ha raccontato la sua vita come si narra quella di un eroe mitologico: ha espresso la passione dei suoi tifosi, ha celebrato un simbolo di genialità, libertà e riscatto del piccolo contro il potere, di eccesso e soprattutto di vita. E, quando è stato il momento, lo ha ricordato nelle sue difficoltà e contraddizioni, senza mai giudicare. "Si yo fuera Maradona, vivirìa como el", conclude Manu Chao ne La vida es una tombola.

Maradona è stato cantato in tutto il mondo e in tutte le lingue. Noi abbiamo voluto raccogliere in questo articolo le canzoni che raccontano il mito di Maradona visto da Napoli, la sua seconda casa e la città che lo ha accolto come campione e lo ha canonizzato come santo patrono laico. L’unico, vero, D10s (raccontato attraverso 10 canzoni – la prima è l'incredibile versione di Je so' pazzo che trovate qua sopra – scelte da un suo devoto tifoso e "concittadino").

Emilo Campassi, Bruno Lanza - Maradona è meglio ‘e Pelé/ ‘O tango ‘e Maradona

Beatles o Rolling Stones, Star Trek o Star Wars, Maradona o Pelé. I tifosi napoletani non hanno mai avuto dubbi e questo inno racconta la fiducia e l’entusiasmo all’arrivo di Maradona al Napoli. Mesi di trattative e 13 miliardi di lire: "C’amma fatto ‘o mazzo tanto pe l’avé". Gli autori hanno raccontato di aver registrato il pezzo prima di avere la certezza che Diego fosse effettivamente stato comprato dal Napoli, insieme ad una cover maradoniana di un vecchio tango argentino, ‘O tango ‘e Maradona. Dopo la conferma, la canzone viene lanciata e diventa subito un tormentone. La musicassetta va fortissimo nel mercato del ‘pezzotto’, e così pare che agli autori non ne sia venuto molto, se non la possibilità di entrare nella leggenda del Napoli e conoscere Diego. Al calcio, invece, è rimasto uno dei suoi più grandi cori. Nella liturgia maradoniana, divide il podio solo con Oh mama mama mama e Olè olè Diego ripreso da Rodrigo in La mano de Dios.

Diego Maradona, Bruno Giordano, Salvatore Bagni - La favola più bella

Dopo il primo scudetto del Napoli nel 1987, ancora Emilio Campassi scrive questa canzone per festeggiare lo scudetto, il primo inno di una squadra cantata dagli stessi giocatori. Le voci sono di Bruno Giordano, Salvatore Bagni e ovviamente Maradona, a cui va la strofa di apertura: "Son venuto da lontano, qui è casa mia, già ti conoscevo Napoli, seconda mamma mia". Non sarà la vetta del canto napoletano – Diego comunque è il migliore dei tre al microfono –, ma questa canzone è un piccolo pezzo di storia di una stagione incredibile per il Napoli, in attesa di un secondo scudetto che arriverà solo nel 1990.

‘E Figlie 'e 'Ntrocchia - Nuje tenimme a Maradona

La canzone dei E Figlie 'e 'Ntrocchia ha tutta l’irriverenza e il misticismo di una canzone da stadio nel periodo del secondo scudetto del Napoli, quando Diego e gli Azzurri sembrano invincibili, ma il sogno sta quasi per finire. Maradona ormai è eletto a protettore della città insieme a San Gennaro, ma soprattutto è l’arma definitiva contro le rivali in campionato, citate una per una nelle strofe. "Nuje tenimm' a Maradona, allisciatece 'o bbastone".

Vale Lambo - Maradona

Vale Lambo appartiene alla prima generazione che D10s lo ha vissuto solo nei video e nei racconti. Per il rapper di Secondigliano Diego è ricordo e mito tramandato, ma anche un po' il rimpianto: "Vuless turnà aret pe verè Maradona". Le bombe di Maradona (fuochi d’artificio potentissimi), le foto con i boss, "Messi sì ‘e pall ‘e Maradona", il senso di rivalsa quando è Diego stesso che chiede: "Lo sai cosa significa che una squadra del sud faccia sei gol all’avvocato Agnelli?". La leggenda e l’iconografia, senza sconti, viste da chi come tutti è cresciuto all’ombra di Maradona.

Pino Daniele - Tango della buena suerte

Se c’è un’altra persona che ha conquistato l’amore dei napoletani come Maradona, quella è Pino Daniele. I due si sono incontrati più volte, tra cui la storica occasione in cui cantano insieme Je so pazzo a casa di Ciro Ferrara (il video è all'inizio dell'articolo).Nel 2004, il cantautore scrive un pezzo dedicato a Diego, Tango della buena suerte. Il brano è puro realismo magico latinoamericano, ma è soprattutto una dedica tenera ed intima all’"uomo giusto che ci può far vincere", alle sue debolezze e alla sua "partita con la vita". Pino Daniele è scomparso nel 2015, il suo nome e quello di Maradona messi uno accanto all’altro adesso sono una voragine nel cuore dei napoletani.

Jovine - 'O reggae 'e Maradona

Ascoltata oggi, suona amara e profetica col suo "Perché un campione vero non muore mai", ma questo di Valerio Jovine è un inno gioioso e solare al "mago del pallone, il re di questa città". Il mito di Maradona senza mezzi termini, lo stadio pieno in adorazione per celebrare il suo eroe "come un santo, come un re".

Franco Ricciardi - La Mano de Dios

Il brano del 2010 di Franco Ricciardi con Ivan Granatino è una dichiarazione d’amore appassionata ma insolita, nello stile a metà fra elettronica, rap e canzone neomelodica che il cantante di Scampia stava mettendo a punto in quegli anni. Qui Diego è la Mano de Dios, ma anche un campione che soffre, che si perde "into ò peggio de e suonne", con l’ombra degli intrighi che lo hanno portato a lasciare Napoli.

Nino D'Angelo - ‘Nu jeans e ‘na maglietta

‘Nu jeans e ‘na maglietta. È così che, il 5 luglio del 1984, Maradona si presenta allo stadio San Paolo, davanti a 60.000 spettatori lì solo per vederlo, vestito come nel successo di Nino D’Angelo di due anni prima. Nino e Diego, il caschetto biondo e la capa riccia, sono due uragani che travolgono la città nei primi anni ‘80 e diventano rapidamente due eroi della stessa Napoli, coltivando negli anni anche un rapporto personale. Questa canzone non ha direttamente a che fare con la Mano de Dios, ma oggi ci ricorda un periodo irripetibile e una storica foto che racconta l’inizio della leggenda.

Aniello Califano, Enrico Cannio - ‘O surdato ‘nnammurato

‘O surdato ‘nnammurato è una delle più grandi canzoni della musica napoletana da quando, nel 1915, il poeta Aniello Califano e il musicista Enrico Cannio composero il brano, che sarebbe poi stato cantato da decine di artisti napoletani e non. Da anni è anche uno degli inni principali dei tifosi del Napoli, che l’hanno dedicata più volte al Pibe de Oro. Lui stesso non si è tirato indietro e in più occasioni si è unito al coro, come nel video qua sopra.

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L'articolo Nuje tenimm' a Maradona, allisciatece 'o bbastone di Sergio Sciambra è apparso su Rockit.it il 26/11/2020 11:23

Tag: calcio - addio

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