Maria Laura Arturi meets Depeche Mode

Fotografare un artista iconico, famoso in tutto il mondo, e parecchio "piacione" nei confronti delle camere, come Dave Gahan, dovrebbe essere un'impresa facile. O forse no, soprattutto se ti si appanna il mirino ottico. Eppure è lì, dall'imperfezione, che nasce la magia

Lo scatto. L'integrale è a fine articolo
Lo scatto. L'integrale è a fine articolo - © Maria Laura Arturi
05/05/2026 - 10:04 Scritto da Giulia Callino

Dentro ai tuoi occhi è la rubrica di Rockit che propone uno scatto dei maggiori fotografi della musica italiana, raccontato dalla prospettiva dell'autore. Oggi il turno di Maria Laura Arturi, che ha scelto un suo scatto ai Depeche Mode.

San Siro, 14 luglio 2023

Ho iniziato a fotografare concerti nel 2018, principalmente per curiosità: sono sempre stata appassionata di fotografia e musica e inizialmente volevo solo portarmi a casa dei bei ricordi dei live a cui andavo. Sapevo che avrei voluto continuare a farlo il più a lungo possibile, ma non avrei mai pensato potesse diventare un lavoro vero e proprio, come è poi effettivamente successo post-Covid.

L’atmosfera che si respira sotto palco ha sempre qualcosa di magico: che si tratti di band emergenti con dieci spettatori o di big che hanno fatto la storia della musica e riempiono gli stadi, è sempre emozionante. Ti ritrovi esattamente a metà tra gli artisti e i fan esaltati in prima fila, scambi due chiacchiere e senti ogni volta delle storie diverse: la fangirl che ha dormito in tenda per giorni per assicurarsi la transenna, il metallaro che è venuto apposta dal Brasile, il papà brontolone ma magnanimo che si è sacrificato per portare i figli a sentire il loro trapper preferito (che sottolinea che lui “quella roba lì" non la regge e che non è vera musica), il gruppo di amici vestiti e truccati come l’artista che sta per esibirsi, la sciura che ti racconta di aver già visto quella band decine di volte, quando ancora non se li filava nessuno... Si ride e si scherza per ingannare l’attesa, ma, ad un certo punto, la musica in sottofondo si ferma, si spengono le luci, il pubblico urla e vieni travolta da una carica e un’energia indescrivibili: secondo me, la parte più bella di questo lavoro.

Dopo centinaia di concerti forse ci si abitua un po', ma mai del tutto. Sarà che dopo anni si acquisisce una maggior sicurezza di portare a casa un buon lavoro anche in condizioni di scatto complicate o che, dopo un po’, le venue sono sempre le stesse, fatto sta che a volte l’emozione sembra affievolirsi leggermente... Finché, per fortuna, ci sono artisti che ti riportano con i piedi per terra e quella magia e l’ansietta che ti chiude lo stomaco tornano a colpirti come uno schiaffo.

Un esempio è sicuramente Dave Gahan dei Depeche Mode: devastante.

I Depeche sono una delle mie band preferite: nel 2023, durante la tappa a San Siro che ho fotografato per Noisyroad, mi tremavano le mani. Ricordo ancora il caldo, le zanzare, i dieci minuti buoni passati a cercare di avvistare i miei genitori, che erano nel secondo o terzo anello e non mi avevano mai vista in azione, per far passare la tensione. Era la prima volta che si esibivano in Italia dopo la morte di Andy Fletcher, per cui sapevo che rimanere completamente distaccata sarebbe stato ancora più difficile… E infatti così è stato.

Magnetico e carismatico come sempre, Dave ama posare per i fotografi. Quel giorno sono stata fortunata: durante "Walking in My Shoes" si è piazzato esattamente davanti a me per pochi secondi, mostrando la scarpa come fa sempre durante il ritornello. Mentre realizzavo che mi stava venendo incontro, mi è preso il panico e ci è scappata la lacrimuccia: meno male che esiste lo scatto in live view, perché il mirino ottico normale, per qualche istante si è appannato tutto! In meno di mezzo minuto è nata questa foto: sicuramente non è una delle mie migliori dal punto di vista tecnico, ma, proprio per le sue imperfezioni, mi ricorda l’emozione di quel momento.

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L'articolo Maria Laura Arturi meets Depeche Mode di Giulia Callino è apparso su Rockit.it il 2026-05-05 10:04:00

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