Mariposa cellula Rockit a Sanremo - pt. #1

02/03/2006

0



"[...]Per questo ti dico / e te lo dico / da amico[...]"
(Antonello)

"Certi complimenti se son rozzi poi ti senti / offesa."
(A. Tatangelo)

Miss Italia c'era già nell'800 (patron Giuseppe Mazzini), il Festivalbar furoreggiava negli anni '30 e le batterie erano formate da esagoni colorati, il carosello c'è ancora adesso, la prima edizione del cantagiro è stata trasmessa su cablogramma e Magazzeno bis è al festival di Sanremo, che c'era già negli anni '20 e i presentatori avevano giacche con spalle esagerate.

Mirigliani sarà vivo ancora fra sessant'anni.

Secondo indagini ambientali, pare che l'oggetto di uso quotidiano maggiomente pieno di microbi sia la "maniglia del carrello della spesa" con circa 1.100 batteri su soli 4 cm di manico di un "carrello-tipo". Seguono i mouse dei computer usati negli Internet caffè, con ben 690 germi. Non mancano le sbarre di sostegno in autobus e metropolitane (380 germi), le maniglie delle porte nei bagni pubblici (340) e i pulsanti dell'ascensore (130). Ci pensavamo stamani scendendo a far colazione, infatti abbiamo digitato la T di piano terra col gomito.

Non mancano poi alcune specie non ben catalogate nel regno dei virus come lo scorporo, il cunnilinguo e il grippaudo.

Anche il festival di Sanremo è pieno di microbi: c'è il batterio dell'imbarazzo, il virus della polemica inutile, il retrovirus del presenzialismo. E poi, dentro l'Ariston fa caldo, molto caldo, un brodo primordiale adatto alla proliferazione degli agenti patogeni.

Ma fra tutti questi microorganismi abbiamo individuato, nella nostra attività tassonomica, anche un animale, una specie in estinzione molto poco conosciuta dal pubblico televisivo della manifestazione: lo scaldapubblico. Per contestualizzare: martedì sera abbiamo avuto l'onore di assistere alla serata del festival, seduti fra il pubblico. Non è automatico: la stampa non ha accesso all'Ariston e se lo vede di solito dal mega schermo della sala stampa. Ma tramite la nostra amicizia con Vittorio Messori, ci hanno assegnato due posti in galleria fila 8 posti 12 e 13. Peggio della "salvia divinorum", con l'aggravante che ci siamo ritrovati a fine serata con molti neuroni in meno.


Gianluca con il sosia di Pavarotti

Ma torniamo allo scaldapubblico Meliconi. Questa bestia mitologica, metà animatore Valtur metà assicuratore, ha l'ingrato compito di entusiasmare il pubblico prima della diretta e durante le pause televisive, attraverso prove dell'applausometro, battute da parrocchia, il tutto con la promessa di "diventare il miglior pubblico del festival da 56 edizioni a questa parte.....su le mani!!!!".

Galvanizzati come le rane, decidiamo di arrivare fino alla fine della "kermesse sonora"TM. Non ricordiamo nulla, ma nel nostro taccuino abbiamo vergato col sudore queste impressioni: "Fa caldo...Grignani è lobotomizzato...glab!...ma, hanno messo i Bee Gees a palla durante la pubblicità!...la canzone di Nicky Nicolai mi ricorda Pork & Cindy...una conferenza stampa dal titolo 'Cocciante e l'ipersensibilismo'....stanno insistendo sul Made In Italy, questa è una macchinazione...Massimo Cotto è la transustanziazione del giornalismo musicale...nel '58 Modugno invitava a "volare", stasera Povia ci invita a "volare basso", o tempora o mores....perchè non si può comparire in televisione dopo i 18 e dopo le 24?".

Ci siamo poi ritrovati d'un tratto a colazione coll'imitatore di Pavarotti e Peppe Vessicchio (che fra l'altro salutano un casino tutti gli amici di Rockit).

Adesso tiriamo un po' di fiato. A presto con nuove indiscrezioni e lisergie, le interviste a Tiziano Orecchio, Helen Helwigg, Deasonika, Peppe Vessicchio e i commenti del professor Giampero Calderoni da Imola, l'unico inviato possibile da Sanremo.

Michele con il Maestro Vessicchio



Folli. Quando non li cerchi tu ti cercano loro. E senza volerlo e senza saperlo, coup de theatre!: un tocco di Mariposa e Rockit arriva a Sanremo. Come, non si sa bene. Forse una macchina, forse con un pass rubato al cugino anziano di Gigi D'Alessio. Poco debito indagare. Rimane da leggere ciò che Michele e Gianluca, direttamente da uno più estrosi gruppi musicali indipendenti d'Italia, ci racconteranno in tre puntate dal più baraccone dei festival italiani (e della canzone italiana). Trash e tragicomico si uniranno in una storia dell'assurdo molto reale, fatto concettuale che sostiene un festival che di concettuale (e di ascoltabile) ha ben poco. Parler pour parler, a voi la prima puntata

Il blog di Magazzeno Bis
Il sito di Sanremo

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati