Mariposa cellula Rockit a Sanremo - pt. #2

04/03/2006

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- Partiamo col report?

- Assolutamente sì, assolutamente no, questo festival rispecchia quella che è la mia idea di musica. Un attiminino che raccogliamo le idee!

A. Sala stalla

Per fare il punto della situazione riguardo la nostra presenza nella sala stampa più calda d'Italia. I giornalisti sono piuttosto riservati: si conoscono quasi tutti, si dan grandi pacche sulle spalle e si prendono sottobraccio per parlare in privato. Ma esternano molto di rado le proprie sensazioni su ciò che stanno guardando. E' più che altro un gioco di sguardi sottesi, ammicamenti, caro collega io so che tu sai che io so ma non rido a quella battuta perchè sono superiore a questo umorismo... mi piace non mi piace quel brano non lo saprai mai.

Tranne venerdì sera. Sciolto il ghiaccio del riserbo sono partiti lunghi applausi dopo quasi tutti i brani, specialmente dopo i Nomadi, e gesti di scherno a seguito dell'imbarazzante monologo del comico/presentatore. C'è più umanità.

Un consuntivo: PC batte Mac fra computer; solitario batte campo minato nei software d'intrattenimento; i monitor che replicano il festival sono mal sintonizzati (ma come è possibile?); fra i desktop vanno molto le foto private; Luzzatto Fegiz puzza (anche noi però....saremo forse giornalisti?); la poca goliardia residua porta gli accreditati (maschi?) ad indire ogni anno, a fine festival, Miss Sala Stampa....caso vuole che la Miss uscente sia proprio la nostra coordinatrice di Radio Capodistria (foto a breve).

Michele con una sfavillante Liz Taylor

B. Telefono Rosso

Viene da chiedersi come ci si organizzasse a San Remo prima dell'invenzione dei cellulari: il lavoro degli inviati, anche i più "sprefigati" è quello di stare al cellulare e chiamare gli addetti stampa per cercare di fissare le interviste. Se questa operazione è da un lato agevolata dall'invenzione del telefono portatile dall'altra bisogna prepararsi spiritualmente a una serie di tattiche del "rimandino" che rendono difficoltoso il lavoro almeno quanto fissare un concerto al Tago Mago. Qui di seguito riporto una serie di frasi usate dai manager cattivi per prendere tempo:
- No, adesso no sono in riunione.

- Certo, però non ho il planning sottomano.

- Certo, però non ho lo scheduling sottomano.

- Si, l'intervista si fa, richiamami tra 10 minuti.

- Sì, l'intervista si fa, richiamami tra mezz'ora.

- Sentiamoci domani alle 12.

- Ti ho aspettato, ma non sei arrivato.

- Prende poco.

Prima delle epoca del "Tutto intorno a te" forse San Remo era piena di giornalisti, uno per ogni cabina telefonica, tutti come Enrico Gabrielli col terrore che finiscano le monetine.

C. In quel Tempo

Spesso per intervistare i big ci si reca nei Grand Hotel che a San Remo sono collocati un po' in collina, non distanti dal Casinò. Per arrivare ad uno di questi, il Grand Hotel Des Anglais, abbiamo dovuto sottoporci ad una vera e propria ascesa mistica, necessaria per purgarsi dai propri peccati e poter contemplare S. Anna Tatangelo. Discendendo nel mondo degli Uomini dopo l'intervista, con il cuore ancora pieno della Visione e col nostro animo pensoso abbiamo incontrato un cane da guardia enorme, qualcosa tipo un alano. Abbiamo pensato di essere caduti in una trappola, ma è successo l'inspiegabile: il Migliore Amico dell'Uomo ci ha guardato intensamente ed è andato via cacando mentre camminava. Abbiamo pregato e cantato salmi per la Tatangelo e per il dono scatologico ricevuto.

Eccellenza Italiota.

Gianluca e Michele stringono in un salsicciotto Sant’Anna Tatangelo e la sua frangia



Folli. Quando non li cerchi tu ti cercano loro. E senza volerlo e senza saperlo, coup de theatre!: un tocco di Mariposa e Rockit arriva a Sanremo. Come, non si sa bene. Forse una macchina, forse con un pass rubato al cugino anziano di Gigi D'Alessio. Poco debito indagare. Rimane da leggere ciò che Michele e Gianluca, direttamente da uno più estrosi gruppi musicali indipendenti d'Italia, ci racconteranno in tre puntate dal più baraccone dei festival italiani (e della canzone italiana). Trash e tragicomico si uniranno in una storia dell'assurdo molto reale, fatto concettuale che sostiene un festival che di concettuale (e di ascoltabile) ha ben poco. Parler pour parler, a voi la seconda puntata

La prima puntata

Il blog di Magazzeno Bis
Il sito di Sanremo

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