IG (Gianni Maroccolo e Ivana Gatti) - Marok scrive a Rockit: qualche puntualizzazione

10/10/2005



Carissimi Redattori, Operatori, Lettori di Rockit,

vi chiedo la cortesia di pubblicare e leggere questa mia piccola appendice all’intervista apparsa sul Vs. portale su IG.

Una premessa doverosa:
Ciò che Vi richiedo non vuole essere un’errata corrige né tantomeno un j’accuse verso l’ottimo interlocutore con cui io e Ivana abbiamo parlato, ma – semplicemente - una richiesta seria di approfondimento (breve) su alcuni temi da me affrontati e a cui tengo molto, che desidero vengano letti e interpretati come realmente vivono nel mio pensiero. Ribadisco che la responsabilità è solo mia. Sono io che non sono riuscito forse a coodificare in parole e concetti chiari il mio pensiero e i miei sentimenti come avrei voluto. D’altronde non è una novità che mi trovi più a mio agio a comunicare attraverso la musica che non con le parole. Vi chiedo quindi la cortesia di poter rimediare a questa mia mancanza pubblicando quanto prima questa mia, e di non prenderla come una sorta di “berlusconata del tipo: mi hanno frainteso”, né come il desiderio di alimentare inutili polemiche.

Vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità e... Lunga Vita a Rockit.

Riguardo Marlene Kuntz
Vorrei spiegare meglio un passaggio dell’intervista. Nel momento in cui mi sono ritrovato nei MK a dover sostituire Dan Solo ho trovato il gruppo in grande fermento, un gran desiderio di volere andare aldilà, di ripartire, di rilanciare. Questa ovviamente la mia sensazione. Un volersi “rimettere in discussione” non causato dal “non sapere dove sbattere la testa”, bensì dalla voglia di sperimentare ancora e di andare oltre. Vorrei che fosse chiaro: credo che MK abbia ben chiari il suo percorso e la propria ragion d’essere aldilà di me. L’abbandono di Dan, la scelta di prodursi da soli e l’affrontare subito “Bianco Sporco”, il relativo tour, una nuova line-up…
E’ stato faticoso per i MK attraversare questo periodo, ma come al solito hanno avuto ragione loro!

E sono davvero felice di aver contribuito a rendere forse meno “difficile e tortuoso” questa fase delicata della loro vita e della loro carriera.

Per concludere. Cristiano canta cone non “mai”: questo ciò che volevo dire.

Riguardo Litfiba
Anche in questo caso… E’ difficile per me parlare dei Litfiba… Ogni tanto ci provo, ma quasi mai riesco a farlo con la dovuta lucidità di pensiero. In breve. Vorrei precisare che per me, e non in senso assoluto, i Litfiba sono morti da quando me ne sono andato. E credo che questo sia umano, ma lungi da me il volere sottointendere che dopo di me “non c’è stato niente!”. Penso solo che fino all’89 i Litfiba fossero un progetto e una band di un certo tipo; dopo sono stati “altro”, ma non sta certo al sottoscritto voler giudicare se “migliori o peggiori”. Semplicemente un’altra cosa. Sapevo che i Litfiba hanno pubblicato un nuovo disco, ma non l’ho ancora ascoltato, e non per “spocchia o per rancore”, semplicemente perché non me la sono sentita. Inoltre la mia scelta di abbandonare il gruppo non derivò unicamente dal “problema estero”. Avrei ugualmente lasciato Litfiba perché non andavo più d’accordo con chi allora produceva artisticamente il gruppo. Sapete, riguardo l’estero è bene precisare che non avemmo un contatto diretto con Island, ma da parte dell’ etichetta discografica degli U2, distribuita da Island. Per amor di verità ci tengo a precisarlo. Così come tengo a precisare che non fui io a porre l’ultimatum “o io o il produttore”… si trattò ad un certo punto di dover scegliere, non per mia volontà, se proseguire la nostra collaborazione con IRA o meno. E, preso atto che la maggioranza del gruppo aveva deciso di proseguire con l’Ira e che quindi ero “io” a non pensarla come gli altri, decisi di lasciare il gruppo. Voglio sottolineare che non provo né astio né rancore nei confronti di nessuno. Ogni tanto magari ripenso a ciò che è stato, a ciò che forse avrebbe potuto essere. A quanto io sia stato ingenuo per certe cose… ma eravamo giovani pischelli…

Riguardo Ig
Mi spiace di avere in parte perso una buona occasione per parlare più a lungo di qualcosa a cui tengo davvero tanto e che fa parte, grazie al Cielo, del mio presente. Ringrazio comunque di cuore Rockit per avere dato a me e a Ivana la possibilità di “presentarci”.

Con affetto.

Gianni Maroccolo



Riceviamo e pubblichiamo una lettera che Gianni Maroccolo ha voluto inviarci, con la classe che si confà ai grandi, dopo aver letto l’intervista da noi pubblicata questa mattina. Per quanto ci riguarda, apprezziamo moltissimo lo spirito chiarificatore che ne sottointende il tono, ma crediamo anche che Gianni non abbia fatto altro che confermare ciò che abbiamo scritto. Crediamo infatti che solo alcune navigate malelingue potessero vedere, in queste parole che trascendono il presente, clamorose virate d’odio. Per il resto, rimane vivo da parte nostra l’augurio che questo nuovo ed interessante progetto targato IG possa crescere al meglio. Ma, d’altra parte, lo spazio che abbiamo felicemente concesso al brano e alla musica – che, inutile ricordarlo, è la cosa più importante – lo dimostrano di per sè. C-Pa

Qui l'intervista integrale

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