Damien* - Mart/Art Studio Report Rubrica

13/03/2008

(Un'immagine dello studio - Foto di Damiano)

A novembre i Damien* si sono chiusi per tre giorni nel Fiscerprais Studio di Tortona per registrare "MartArt", il loro nuovo disco uscito su Suiteside questo lunedì. A voi uno studio report che, tra disquisizioni dal sapore adorniano sul valore della musica e semplici istantanee di quello che è accaduto, ci racconta l'anima di questo album.



C'è bel tempo oggi qui a Pontecurone, amena (!!!) località in zona Tortona, provincia di Alessandria. La sensazione è quella della sonspensione spazio/temporale. Abile Rico a darci le giuste tempistiche di lavoro, siamo tutti piacevolmente concentrati sui pezzi da registrare. "Mart/Art" sta prendendo forma ora dopo ora, proprio tra le mani. Un album che passa tra la gente, e dice cose sue e considerazioni nostre, sentori di quello che può succedere, istantanee di emozioni che tradiscono sguardi severi e malinconici a comportamenti distratti e divertenti.

Ci piace questo titolo. C'e un gran discutere da molto tempo su cosa sia l'arte, chi sia l'artista, e come si debba muovere tra la gente, nella gente. Riguardo al sapersi vendere. Non facciamo altro che notare questo. Si suona per avere un qualcosa, non si fa nulla per nulla. Manca una cosa nell'aria: la spinta istintiva. Chiamiamola spirito punk, se volete. Chiamiamolo rito collettivo del concerto, inteso come condivisione di valori se vi va. Sta di fatto che la musica, soprattutto quella live, ora divide e crea scontro frontale, oltretutto non prendendo quasi mai in considerazione il frangente musicale (la qualità da valore aggiunto, in parole povere) quanto più, per assurdo, il piano estetico, la posa di facciata. Sotto il vestito niente. Ok la discussione, ma ora ci si ammazza per il taglio di capelli e le scarpe, frange contro capelloni, converse contro anfibi, e via così. Mai che si parli di musica, di contenuti, di gruppi, di tour, di dischi. Mai che si parli di musica e di chi la fa. Non si fa altro che accapigliarsi sulle magliette del chitarrista o le scarpe a punta del bassista del gruppo cool della giornata.

C'è bel tempo oggi qui in Piemonte. Stiamo serrati in cucina, pasteggiando tra risate al limite dell'infarto e disquisizioni sui suoni da adottare per le takes degli strumenti. Ma si parla di tutto, bene, in relax. Di musica, di quella che ci piace e di quella che non riusciamo nemmeno ad ascoltare. Ma qui si parla veramente, come non facevamo da tempo. Rico si è inserito perfettamente nel ruolo di produttore/quarto elemento dei Damien*, cosa davvero non facile per noi, trio estroverso e stupendamente fiero del suo numero.

In una parola: atmosfera. Siamo in un'altra dimensione, che ha come spazio il banco mixer e la Playstation1 del 1994 con l'emulatore 8 bit del NES (ah, Rico…) e come tempo la voglia di far bene. Facciamo questo disco con la speranza che la gente venga a sentire/vedere i nostri concerti, per il semplice motivo che il live a nostro avviso segna lo spartiacque tra chi suona per (e con) passione e chi no. Sono canzoni da canticchiare, urlare, pensare, capire, maledire, bollare, amare. Ma sono canzoni, e questo è importante, credetemi.

Siamo orgogliosi di questi pezzi. Sono reali, nostri, pieni di sala prove e pre-produzioni, ansiosi di essere sputati sul palco, di schiantarsi su chi ci ascolta. E poi la voglia di parlare con chi sarà li per noi o per caso, e dirgli quanto è dura fare musica qui nel Bel Paese, che il tuo sogno sarebbe solo (incredibile eh?!) quello di viverci dignitosamente, che sono tutte cazzate quelle che ti menano in televisione, e che bisogna tenere duro. Ma che nonostante tutto ciò, il piacere e l'appagamento intimo che ti regala questa forma d'arte è talmente agrodolce che solo chi la prova la conosce.

E girare, suonare, incontrare, discutere, riflettere, ricredersi, andare avanti, vivere.

Questo è "Mart/Art", e molto di piu. Ne siamo fieri e orgogliosi.

Sono le 18 del 3 novembre 2007. In questo momento sui monitor gira 80's Toons. Mentre scrivo sciabattando in poltrona bevo una lattina di birra. Erni è qui accanto, che ascolta il brano, assorto e concentrato sulla take. Enrico è con Rico in cerca di un cavo MIDI per saggiare le risorse sonore del synth Akai. Fuori è freddo e il cane abbaia, nero e alquanto infastidito dalla nostra presenza (soprattutto da quella delle nostre auto). Tra tre giorni si torna a casa, non so cosa sia successo nel mondo in queste 72 ore, siamo senza tv e senza internet (non sapete che bella sensazione sia)...

C'e bel tempo oggi qui. E da voi? // Damiano



Commenti (2)

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  • LouiseBrooks 14/03/2008 ore 00:01 @louisebrooks

    ..ehi ehi,puntualizzo inutilmente. la foto è di sbocci.

  • fake 14/03/2008 ore 00:31 @fake

    molte grazie padella copywriter :?
    (anche se a chi importa poi?)
    per faareeeeeeeeeee

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