Materiali Resistenti - Carpi (Mo) Live report, 25/04/2010

04/05/2010 di

(Pierpaolo Capovilla, Le foto sono di Onella Benedetti)

Il 25 aprile 1995, in occasione del cinquantenario della Liberazione, molte delle più importanti band italiane - tra i tanti: Marlene Kuntz, CSI, Ustmamò, AFA, Modena City Ramblers - suonarono insieme sotto il nome di "Materiale Resistente": una Festa che poi diventò una compilation, nonché una bella fotografia di quel periodo. A 15 anni di distanza quel concerto viene rievocato con alcuni gruppi significativi del nostro presente. Era d'obbligo esserci, Stefano 'Fiz' Bottura racconta.

 



Intro

Da alcuni anni il 25 aprile, non chiedetemi il perchè o il percome, che è tradizione personale e non va svelata, lo festeggio a Modena con il prof. Matteo Remitti (e consorte). Vi basti sapere che Teo è amico, collaboratore storico di Rockit e, recentemente, anche co-autore col sottoscritto di un libro uscito da poco per Arcana Editore (fine del messaggio promozionale e delle presentazioni).

Quest'anno l'occasione è ancora più ghiotta, oltre al rigoroso abuso di gnoccofritto&lambrusco, è previsto all'ex campo di concentramento di Fossoli, il rifacimento in chiave odierna, 15 anni dopo, di quell'epocale concerto (è il caso di dirlo) che fu "Materiale Resistente", che riunì all'epoca tutto il Nuovo!Rock!Italiano! (in pratica gli attuali Big di una scena considerata ancora ottusamente 'Alternativa' al 'Mainstream'). Non mi dilungo in spiegazioni su chi ci partecipò e come/cosa/perchè, su cos'è stato all'epoca quell'Evento, cosa ha significato per molti giovani e per tanti gruppi a venire, sia a livello di Immaginario che di Potenza+Bellezza. Agli interessati dico fate ricerca, documentatevi, informatevi, che ne vale la pena, magari partendo da qui e qui (ringraziamo chi ha avuto la bontà di rendere nuovamente disponibile questo materiale, NdR). Agli svogliati dico andiamo pure avanti, che tanto è uguale, no?

25 aprile 2010

La tarda mattina la passiamo alla 'Casa Fratelli Cervi' a Gattatico (RE) (per gli interessati qui, per gli svogliati, nulla), a mangiare gnocco fritto e vedersi l'Ultimissimo Pignagnoli Ballabile: ovvero un reading surreale di un gruppo di bislacchi studiosi di uno scrittore immaginario accompagnato per l'occasione da un'orchestrina di liscio emiliano (ovvero senza fisarmonica, mi spiega prof. Remitti). Fanno parte della combriccola Paolo Nori (che assomiglia sempre più a un russo), Ugo Cornia e altri di cui perdonate non ricordo il nome (mentre invece ho citato ovviamente solo quelli già "famosi" o perlomeno "scrittori riconosciuti" come da ovvio diktat mediatico). Il reading è davvero bellissimo: intelligente, caustico, divertente, dissacrante, naif. Gli applausi e le risate dei molti presenti sottolineano i passaggi più riusciti, sul taccuino ne trascrivo alcuni. Ve ne ricopio uno: "se non c'è niente da ridere vuol dire che non c'è niente di tragico, e se non c'è niente di tragico che valore vuoi che abbia?"

Da quanto ho capito esiste un cd di questa roba (totalmente inclassificabile ovviamente, non è semplice reading non è recital non è concerto) allegato a un numero de L'Accalappiacani (per gli interessati qui, per gli svogliati, nulla).

Sull'onda dell'entusiasmo (e del lambrusco), prima di riprendere la macchina, a una bancarella compro 2 vecchie edizioni de 'I 49 racconti' e ' Avere o essere', di Hemingway . Chissà perchè mi sembrano perfetti. Sarà perchè da alcuni mesi mi sento un personaggio a metà tra 'Addio alle armi' e 'Fiesta'. Ma è un pensiero che non vuole lasciarsi pensare e poi è già da un pò che bisogna muoversi che bisogna andare a Carpi. Sono le 2 del pomeriggio credo, o qualcosa del genere, poco importa, siamo nelle mani di Teo e Elisa, che sono una certezza insomma ziocà!. Siamo già informati che 'Materiali Resistenti', causa maltempo nei giorni precedenti, non si svolgerà più presso l'ex Campo di Fossoli, ma a Carpi (Mo), Piazza Martiri.



(Mara Redeghieri)

Splende così forte il Sol dell'Avvenire che è da insolazione. E le ragazze emiliane sono sempre così belle che fan girare le teste e rubano gli sguardi.

Mara Redeghieri, indimenticata frontman dei mai abbastanza rimpianti Ustmamò, è la prova vivente che l'adagio popolare "il tempo passa" è un concetto in realtà molto molto relativo: è praticamente identica a 15 anni fa. Spiega che dopo aver lasciato il mondo discografico si è dedicata in toto e con soddisfazione ad insegnare inglese agli studenti delle scuole medie (sospiro, beati loro). Per l'occasione è accompagnata da 2 giovani, uno alla chitarra/ukulele l'altro al contrabbasso (mi sembra, ma forse erano 2 chitarre, perdonate è passata 1 settimana da quando ho visto il concerto ed è un dettaglio che non mi ero appuntato sul taccuino, e l'età, son 35, insieme alle birrette, si fa sentire). Delizia la piazza con una serie di canti anarchici cantati con allegria distacco e non prendersi troppo sul serio mai, e quanta forza quanta energia quanta bellezza in tutto questo. Come suonano attuali e umane e moderne quelle canzoni, cantate così. Della comunque ricca produzione dei furono-Ustmamò rifà una canzone a dir poco secondaria e minore: "Bank off Fuck Off", certo molto in linea con lo stato di crisi attuale e il sentimento praticamente planetario verso gli istituti di credito, però forse poco "adatta" al breve momento di revival-epico che ci aspettavamo (ah, questa brutta abitudine di noi fans, sempre a vedere i concerti come karaoke...).
Chiude con la bellissima e struggente "Canzone d'Aprile" ed è un incanto.



(Le Mondine di Novi e Cisco)

Belle e filologiche le Mondine, serie nei loro vestiti a fiori di nonne, coi canti popolari classic-style a cappella. Accompagnano Cisco dei furono(?)-Modena City Ramblers che ci sta sempre bene in occasioni così e va bene, soprattutto quando canta 'Al Diavel' (canzone in dialetto presente nel 2° disco dei (furono?)-MCR dedicata al Comandate 'Diavolo' Germano Nicolini, presente oggi come 15 anni fa al concerto e di cui diremo dopo). Nota amarcord: sul palco un altro "reduce" di "Materiale Resistente" (e non solo) Francesco Magnelli dei furono-CSI.
Applausi, cori, un pò di commozione, un pò di sorrisi e (su "Bella ciao") rigorosi pugni alzati.

Taver, dei furono-AFA: una spruzzata di vagheggi pieno stile anni '90, sarà che non l'ho mai capito e non lo capisco nemmeno ora, 10 anni dopo, che rifà le stesse cose. Boh.



(Il Comandante Diavolo)

Germano Nicolini, il Comandante Diavolo (per gli interessati qui, per gli svogliati, nulla) che oltre ad aver saputo "comandare uomini" dimostra di avere anche il senso della battuta e dello spettacolo, quando, dopo un discorso su valori&resistenza chiude con "il figlio di Bossi dice che l'Italia non gli piace? che vorrebbe andare via dall'Italia... beh che ci vada... su quella cosa... come si chiama? l'Isola... l'Isola dei Famosi... beh che ci vada... e che ci resti", fra gli applausi e l'entusiasmo generale. E non puoi fare a meno di pensare che uomini così, con quella tempra, quella forza, quella limpidezza e onestà d'animo e d'intenti, come i nostri nonni insomma, a voler semplificare e farla breve. Beh non ne hanno fatti e non ne fanno probabilmente più.

Tocca agli Offlaga Disco Pax. Max Collini, il frontman, è carichissimo, d'altronde gioca quasi in casa (d'altronde è reggiano... però forse è un azzardo scrivere così, che forse tra carpigiani e reggiani non corre buon sangue... si sa mai come funzionano le rivalità tra paesi, quelle robe da campanili... dovrei chiedere approfondimenti al prof. Remitti, ma ormai si è fatta una certa ora, non posso mica chiamarlo adesso e svegliarlo per una precisazione così, marginale anche, lui domani si alza alle 6.30 per andare a insegnare Fisica in un Istituto Tecnico, mica cazzi eh....).



(Max Collini)

La faccio breve. Max è carico, Enrico e Daniele idem. Il concerto è proprio bello e funziona, d'altronde è quella la cosa pazzesca degli ODP, sulla carta è un progetto che ok visti una volta visti per sempre se no poi sai che noia, e invece no, au contrair, è un live che funziona sempre, che non te lo spieghi anche, ma riesce a conservare la propria "magia" intatta. Bravi. E poi oggi, per la (grande) occasione c'è anche la ciliegina sulla torta: si finisce con "Allarme" dei furono-CCCP, ospite d'onorissimo sul palco nientemeno che Massimo Zamboni (ovvero chi di quella canzone all'epoca, 1985, ne fu co-artefice e responsabile). Una canzone da pelle d'oca che è in uno dei più bei dischi italiani di sempre,ma quella poi è davvero un'altra storia... (per gli interessati qui, per gli svogliati, nulla). E questa cover degli ODP+Zamboni forse è come dice Teo, un po' "calligrafica", ma io la trovo belissima e potente e molto molto ben riuscita. E come me penso a tutti quelli che in questa piazza la stanno cantando/recitando a squarciagola:

"torci le labbra a curva

in gesto di amarezza indifferente

più reale del vero, che

spesso sembra stupido

usa il cervello e i nervi

con disinvoltura e mira al cuore mira al cuore

MIRA AL CUORE


se l'alibi non regge e l'evidenza sfugge

muore tutto
l
'unica cosa che vive sei tu


vivi solo tu solo tu
SOLO TU

muore tutto vivi solo tu"
.

Ecco. Punto.

Poi il sole tramonta e colora d'arancione la piazza. Sdraiato sull'erba, tu che mi tieni tra le braccia, le guance rosse, le rondini in cielo, Mara Redeghieri a 5 metri, al suo banchetto che vende il cd: i Giardini di Mirò sono la colonna sonora perfetta. Bravi e belli.

Zamboni è inguardabile e inascoltabile e ne approfittiamo per andarci a mangiare qualcosa.

Belli e bravi anche i Tre Allegri Ragazzi Morti. Davide inizia piano e quasi senza voce, che non capisci se è per la bronchite o per l'emozione, poi il raggae prende piede e cuori e il concerto viaggia alto. Le canzoni sono tutti veri e propri anthem generazionali (e quando si parla di TARM anche le generazioni si confondono e tra ventenni e trentenni forse è uguale, o forse no). Su "La faccia della Luna" a momenti mi metto a piangere e alzo gli occhi al cielo e la luna per fortuna è ancora là. Si chiude, ovviamente rigorosamente liberatoriamente con "La tatuata bella", canzone popolare lombarda contro lavoro&padroni che "voglio girare il mondo / il mondo che in testa ho/ e a lavorar non vengo / starò con la mia bella sul prato a far l'amor". Bum!

Il Teatro degli Orrori fa il Teatro degli Orrori e Capovilla (il frontman) fa Capovilla. Niente di più e niente di meno. "Viviamo in un paese di Merda!". Un concerto carico e irruento, a volte caotico, ma mai noioso o tantomeno asettico. "Compagna Teresa" è la dedica alle staffette partigiane "vere eroine della resistenza", "Direzioni diverse" è ormai un inno, "La canzone di Tom" idem. Il Teatro è una certezza e le scariche di adrenalina e rabbia potrebbero essere la giusta chiusa a questa lunga giornata di commemorazione, e invece.

Una piazza seria e compassata (sazia e disperata?)

Tutti molto composti, anche sotto le sfuriate di Capovilla&Co. Finisce che non si capisce il senso e l'evidenza sfugge, di un evento così, di uno sforzo organizzativo (ed economico) del genere, che anche Capovilla si sente costretto a ritornare sul palco a luci già accese e ricordare al microfono l'importanza della giornata e della testimonianza di Germano Nicolini. Lo sappiamo che non bisogna aspettarsi soluzioni dalla Musica, ma Energia Entusiasmo Visioni e una scossa come si deve a livello d'Immaginario quella, puttanalamiseria, sì. E invece quello che mi porto via, oltre a una comunque (innegabile) bella giornata è un senso di irrisolto, di sospeso, di ragionamento appena accennato e lasciato a metà. Come in un compito in classe in cui enunci tutti i dati a tua disposizione ma poi non svolgi il tema, non dico non risolvi il problema, come già detto, che sarebbe troppo (e comunque non è compito di un concerto risolvere problemi), ma nemmeno rispondi alla domanda/bisogno di, mi ripeto perdonatemi, "Energia+Entusiasmo+Visioni". E quella è la sensazione peggiore che un'iniziativa del genere deve lasciare, che già i tempi odierni sono un disastro, uno stillicidio di talenti idee voglie slanci progetti bellezza...
Forse la piazza era così seria e compassata perchè la gente a Carpi è un po' "preziosetta" (come suggerisce prof. Remitti), ma sarebbe una giustificazione di chi vuol nascondersi e non guardare negli occhi la realtà, che qui oggi non c'erano solo carpigiani, anzi, c'era (tanta tanta) gente da tutte le province e anche da regioni limitrofe. Forse, è da dire, la piazza di Carpi, che è la più grande d'Italia si dice, è in questo momento TROPPO grande, come in tempi di guerra in cui mancano i giovani, e se la guerra si fa nella testa della gente ("un'idea che ti occupa il cervello come un esercito occupa una città" -Chuck Palaniuhk) forse c'è bisogno che i Partigiani dell'Immaginario lo sentissero forte e chiaro e cominciassero a lavorare su quello (che il nemico ha armi, uomini e potenza di fuoco nettamente superiori). Insomma, sarebbe stato bello insistere ancora di più su questo punto, via dalle facili e stantie retoriche (comunque per quanto possibile accuratamente evitate) e far andare via dalla piazza ogni ragazza, ogni ragazzo con negli occhi schegge di Bellezza e una Voglia di fare/agire/pensare/creare grande così. Contagio a catena. Semi di possibilità da far sbocciare. Come era poi successo, 15 anni fa, con "Materiale Resistente" (e infatti a 15 anni di distanza ecco un remake frutto di quanto seminato allora).

Outro

Faccio tutti questi pensieri prima di addormentarmi e li faccio sentendomi anche un po' in colpa, sapendo quanto costa (a qualsiasi livello, economico personale sentimentale) tirare su una cosa del genere... a quanta gente ci ha creduto e lavorato perchè tutto andasse nel migliore dei modi possibili... e mi sento piccolo e stupido, il classico critichino odioso che forse sta facendo l'errore peggiore di tutti, confondendo i suoi ventanni, la sua Gioventù (15 anni fa, appunto) con l'Entusiasmo. Ed è una cosa che succede spesso, troppo spesso, a guardarsi in giro anzi è lo sport nazionale preferito passati i 30, quindi boh, non so cosa dire, dimenticate l'ultimo paragrafo e tenete solo le mie impressioni della giornata. E spero con tutto me stesso che i 20enni presenti domenica 25 aprile 2010 a Carpi siano usciti dalla piazza camminando a 30 cm da terra, gasatissimi, fomentati, abbracciati a una ragazza/o bellissima/o, abbiano dato dei baci dolcissimi e si siano addormentati, grazie a "Materiali Resistenti", sognando un' Italia diversa. E la mattina dopo, appena svegli, abbiano detto "ok, ce la faremo, si comincia da qui".


P.S.: nella compilation stampata per l'occasione manca la stupenda (!!!) canzone di Giorgio Canali, esclusa dalla tracklist perchè contiene una bestemmia... no comment. In effetti il lavoro per un'Italia diversa è davvero lungo e faticoso...



 

Pagine: Acid Folk Alleanza (AFA) Giardini di Miro' Tre Allegri Ragazzi Morti Üstmamò Massimo Zamboni Offlaga Disco Pax Il Teatro Degli Orrori

Commenti (7)

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  • giada 10/05/2010 ore 09:47 @jade1974

    Piaciuti molto Offlaga Disco Pax, Giardini di Mirò e Teatro degli Orrori. Piaciuti zero i TARM .
    Vergognosa la censura di Giorgio, ottimo nel concerto il giorno 24. Il suo pezzo era di gran lunga il migliore tra quelli presentati.

  • Mario Panzeri 10/05/2010 ore 12:16 @mariopanzeri

    Fiz, non guardarti troppo in giro (o troppo indietro): guarda avanti.

  • Ofelia 11/05/2010 ore 22:25 @ofelia

    bello il concerto!bello vedere le mie foto su Rockit!la prossima volta però chiedetemele!

  • Sandro Giorello 12/05/2010 ore 09:52 @sandro

    Ciao Ofelia,
    le foto ci sono state date da Corrado, quindi credevamo che tu ne fossi al corrente. Prova a sentirlo.

  • a p 19/05/2010 ore 21:48 @pintus

    Ottimo pezzo e ottima recensione; soprattutto la fine. Sai, io di anni ne ho 34, e il 25 con una sfasatura di un paio di orette ho fatto in sequenza i tuoi stessi passi..da cervi a carpi. Con le stesse "aspettative postume", e tanto sole. Unica differenza , tra Reggio e Carpi ci (io e l'amico con cui venivo, su panda nera pre euro) siamo persi..tralascio tante cose, ma le tue riflessioni sono le stesse, tutte, che mi sono fatto anche io e tanti altri come noi..


    (Messaggio editato da pintus il 19/05/2010 21:49:34)

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