MEI2001: La descrizione di un attimo (o poco più)

02/12/2001 di



PRIMO GIORNO. 24 Novembre 2001.

Rieccoci.

Roma. Sabato 24 Novembre ore 7:30, anche quest'anno la radiosveglia ha funzionato e non resta che andarsene al M.E.I.

Ho preso tutto ?! Non credo. Fa niente.

Quest'anno si parte con macchina nuova di zecca, si tratta di una piccola utilitaria giapponese da quattro soldi, dotata però di uno scintillante navigatore satellitare che fa molto global.

Non contento del notevole livello tecnologico raggiunto, arricchisco il mio viaggio con la presenza di un clamoroso lettore di CD MP3, che mi permette, finalmente, di evitare la sequela di imprecazioni a cui solitamente va incontro un disordinato automobilista che non rimette mai le cassette nelle custodia ma le getta per terra in un mucchio inestricabile di nastri dall'ignoto contenuto. Stavolta un CD e via per tutto il viaggio! Come al solito spendo più in vivande all'autogrill che in benzina.

Quasi quattro ore e finalmente ecco che dinanzi a me si ergono i due padiglioni della fiera di Faenza.

"Dovrei ritirare un pass a nome Stefano Rocco oppure Acty, boh"
"Mi spiace non sei in lista, devi prendere il biglietto"
"...ma... sono di Rockit... devo pure parlà a 'na conferenza e mi fate pagare?!"
"...e vabbeh... allora entra..."

L'ingresso del MEI é sempre uguale: una grigia distesa di asfalto. Mi son sempre chiesto perché nessuno abbia mai pensato di piazzarci qualche vaso di fiori, una lampada colorata, una moquette rossa, una macchina per lo zucchero filato...

Sono le 13:30 quando faccio il mio ingresso trionfale(?) nel padiglione (auricolare) degli espositori.

Deja-vu. Sono tutti al loro posto, schierati in formazione tipo. Vuoi vedere che li han tenuti imbalsamati qui per un anno?

Molte facce note e voci familiari che rimbalzano qua e la, ma ignoro tutto e punto dritto al nostro stand.

Ci siamo.

Lo stand di Rockit é bellissimo (ovviamente...), con tutte quelle magliette colorate appese a mo' di lavanderia, lo striscione nero sullo sfondo bianco, le fanze sparse sul banchetto, la webcam a spaventare i passanti e le bottiglie di vino a rassicurarli.

I loschi ceffi della redazione ci sono tutti.

Pons é piegato sul PC a imprecare con la webcam: é sempre la solita faccia pulita e pacioccona (quest'anno ancor di più, noi sappiamo perché...)
C'e' Camillo che smista le fanze con quell'aria un po così, che non ho mai capito bene che c'ha in mente (se ce l'ha).

Luca versa vino alla gente costringendola a comprare magliette, con quel suo fascino da Brad Pitt (Chernobyl version).

Faustiko terroneggia in calabrobolognese, accecando band e colleghi con la sua cultura musicale(?).

Roby saluta a cinque mani ogni essere vivente che passa nel giro di due chilometri: se non conoscete la Robbé allora suonate solo in cantina.

C'e' Fiz... ma non mi avvicino troppo per paura di sgualcirgli la cravatta (cravatta, si...)
Dopo anni di esilio ingegneristico in Inghilterra, finalmente anche Sixth esce dal matrix per mostrarsi al grande pubblico in carne ed ossa.

Nonostante i miei sforzi, Sherwood Rigolin continua ogni anno a pesare più di me, il nostro abbraccio rischia di trasformarsi presto in una lotta di sumo.

Pochi attimi di assestamento e comincio il rituale giro del padiglione per dare uno sguardo agli stand e incontrare un po di amici. I primi sono Michele dei 3000 Bruchi e Paola "A&R" Parenti che parlottano di chissà quali intrallazzi discografici... baci per entrambi, con chiara preferenza per la seconda.

Fondamentale la tappa allo stand della Wallace Rec. per ritirare una delle cose più attese degli ultimi cento anni: il nuovo disco di Bugo. Continuo a passeggiare in senso orario, salutando le facce conosciute che mi capitano a tiro e sorridendo con imbarazzo a quegli sconosciuti che per una qualche ragione mi salutano ma di cui ignoro nome, cognome e ragione sociale... probabilmente "questa insicurezza nei rapporti, la sistemerò quando avrò i capelli corti".
Mi accorgo che sono quasi le 15, quindi é ora di cercare Radiogladio (all'anagrafe Sergio Messina) per capire di che morte s'addamorì alla sua consueta conferenza.

L'aitante Sergio mi attende nell'ala destinata a chiacchiere e premiazioni... quest'anno siamo relegati nell'auletta piccina per un mai disprezzabile "pochi-ma-buoni".

Seduti in cattedra(?) da destra a sinistra: Federico Guglielmi, Sergio Messina, John Vignola e Stefano Rocco (che poi sarei io... non uso il grassetto che gia lo sono di mio...). La sala é piccola ma il pubblico é dicretamente folto, con qualche spettatore di prestigio come Giulio Estremo Casale (che sembra un po spaesato sull'argomento) e Manuel Agnelli (per la prima volta in 10 anni é lui ad ascoltare me...)
Si chiacchiera, si ciarla, si dibatte... ma la conversazione prende una piega che esula dalle mie competenze, sfociando in un dibattito aristocratico sulla critica musicale... non fa per me... e neanche per Fiz e Sherwood, che provano ad intervenire per puro atto di presenza. Devo però citare la frase di uno dei tanti ragazzi che mi hanno fermato dopo la conferenza: "ue' uaglio'! ... ma pecché nun te si incazzato nu poco'?! vulimme capocce fresche 'ngopp' a sticcose, basta co' sti personaggi che nun vann cchiù ai concerti e raccontane solo chille che sientono arinte a nu stereo... ecchemaronn..."
Fuori é buio e ho gia perso troppo tempo... meglio correre allo stand a fare quello per cui sono venuto al MEI: stare in mezzo alla gente.

Il banchetto di Rockit sembra un baraccone da circo... faccio fatica ad avvicinarmi, che diamine!

Luca vende magliette e smista fanze, Pons parlotta allegramente, Fiz si diletta con la fotografa ufficiale della redazione, e con la nostra "ragazza copertina"... nel frattempo Manuel Agnelli, da artista navigato qual é, zitto zitto si beve il nostro vinello autoprodotto: "se ci fosse un metodo, vorrei che fosse il mio" ...non certo per aprire il vino, dato che c'ha annaffiato lo stand!... inoltre Mr.Afterhours si strafoga buona parte del nostro salame di cioccolato (le foto testimoniano), salvo poi aver forti spasmi addominali quando gli si fa presente che il dolce in questione é autoprodotto da Maura Murizzi (Faustiko's sister), colei che ha praticamente annientato il suo libro sui tubetti in una ben nota recensione...

Tra un salto sotto il palco e qualche fugace visita in sala conferenze, il pomeriggio scorre via lentissimo... i minuti si fanno interminabili per via del caldo soffocante (devastante) nonché per i crampi dovuti alla fame. A nulla serve il delizioso parmigiano sdraiato sul banchetto della Cyc Promotions, se non ad alimentare la sensazione di verme solitario.

Foto e abbracci. Cominciano ad essere troppi.

Complimenti e sorrisi. non tutti veri. ma chissenefrega.

John Vignola fa la solita foto con la fanza in mano: ogni anno peggio...

Estremo Casale fa la solita foto con la fanza in mano: ogni anno peggio di Vignola...

Anche Brychan fa la foto, é la sua prima volta... comprate immediatamente tutti i suoi dischi (pubblicità occulta).

Intanto la montagna di CD raccolti comincia ad assumere connotati minacciosi... e siamo solo al primo giorno.

Finalmente arriva la sera... sembra essere giunto il momento della meritata magnata! Tutto é pronto, ma, come l'anno scorso, parte della redazione sente il bisogno irresistibile di assistere ad un concerto prima di levare le tende... considerando che l'anno scorso la redazione é quasi venuta alla mani per "colpa" dei Baustelle , quest'anno decidiamo di subirci tutti insieme il concerto dei Giardini di Mirò... bravissimi, per carità... ma... secondo me dal vivo strapazzano un po i cosiddetti, a meno di saturarsi il corpo con sostanze illegali... gusti...

Ce ne andiamo finalmente in pizzeria. tutti. al completo. al Felix, ritrovo storico da cinque anni.

Pizza. birra. le solite cose.... ma siam tutti insieme appassionatamente e abbondantemente sorridenti nonostante la stanchezza.

I capotavola: Faustiko da una parte. Acty dall'altra. due fazioni.

L'ala del buon Fausto filosofeggia di musica con citazioni colte e opinioni intelligenti, con contributi di Enrico Sherwood Rigolin e Giuseppe Catani.

La mia metà di tavolo é molto più frivola e sprigiona un tasso di demenza ben oltre la soglia di guardia, con Fiz che si dimostra in forma smagliante a partire dalla pizza: messicana (con salsicce e fagioli) con aggiunta personale di ...acciughe... mah...

dolce. caffé.

tutti vanno a dormire... all'indomani si prevede una giornata intensa.

"Hey Fiz, ma noi dove dormiamo?!"
"...eh... bisogna rintracciare Roby"
"...e dove sta?!"
"...hmm... al Max?!"

...ci dirigiamo al Max, pub musicale in cui si tiene la festa per tutti gli operatori del Mei. roba scicchettosa fatta apposta per finti alternativi come noi.

Saliamo in macchina e Fiz si dimostra ampiamente terrorizzato dalla cibernetica voce femminile del mio navigatore satellitare, che dopo mille giri ci guida nei pressi del Max.

Parcheggiamo in un vicolo e proseguiamo a piedi.

Dopo alcuni minuti di passeggio, a Fiz sorge un dubbio:
"ma... tu hai seguito la strada che abbiamo fatto?!"
"beh...no, ci guidava il navigatore satellitare..."
"ah... e dopo come ritroviamo la macchina?"
"..."
"..."

A prima impressione il Max sembra uno sgabuzzino... in realtà si rivela un posto davvero sterminato, con un bel palco su cui proprio in quell'istante termina il concerto di Pinomarino, geniale cantautore romanaccio che finalmente saluto dal vivo dopo intensi scambi di email.

Fatichiamo a trovare Roby e la nostra nottata si preannuncia assai triste... ci sediamo a sorseggiare bevande, scambiando parole e parolacce con i due collaborati Emiliano Colasanti e Gaetano Lo Magro.

All'improvviso ecco spuntare la Robbé che ci tranquillizza sull'esito della nostra nottata... possiamo così continuare a sorseggiare in attesa del giusto riposo.

Il locale é stracolmo di persone familiari, continuano così gli incontri e gli scambi di pensieri... un supplizio!

... inaspettatamente mi trovo a dover difendere le mie idee... nulla di strano, se non fosse che l'interlocutore é una delle persone che ha contribuito negli anni a dare un verso alle mia mente...

...l'arte della comunicazione é cosa assai instabile e talvolta si rischia di apparire quello che non sei per dire quello che pensi...

...Fiz interrompe la discussione, portandomi via a forza con le ultime energie rimastegli.

Ormai é tardi... tra mille fatiche ritroviamo la macchina persa nei vicoli di Faenza. decidiamo di lasciarla davanti al MEI e dirigerci a Bologna con la macchina di Roby.

Le note di Sketches (for my weetheart the drunk) ci accompagnano quasi fin dentro il letto...

Ore 3:30 fiz:"...domani alle 11:00 devo assolutamente essere al Mei per il concerto dei Ljuba Rosa..."
Ore 4:00 squilla il cellulare di Roby (!)
Ore 4:30 ....ultima scena (inverosimile e agghiacciante): Fiz si addormenta con indosso una maglietta degli Afterhours...

SECONDO GIORNO. 25 Novembre 2001.

Ore 8:00 .........

Ore 9:00 ......

Ore 9:30 ...

Ore 10.00 squilla il cellulare di Roby...

Ore 10:30 Fiz: "ho un'erezione" - Acty: "buongiorno Fiz"
Ore 10:45 Acty:"Fiz, ma i Ljuba Rosa?! Alziamoci" - Fiz: "..."
Ore 12:20 siamo nuovamente al MEI

Ancora assonnati ci dirigiamo allo stand, gia presidiato dal resto della redazione che aveva ben pensato di non fare bagordi notturni per presentarsi al massimo dello splendore.

Mi dicono che la mattinata é stata molto blanda, con poca gente, molte "conferenze per i vecchi" e qualche discreto concerto. Il pomeriggio però si preannuncia assai intenso in fatto di presenze.

E' il grande giorno. Quello in cui i VIP invaderanno il MEI per portare una ventata di inutilità.

Se avete letto la fanza, avrete gia avuto modo di appurare il modo garbato (...) con cui noi di Rockit abbiamo accolto i premi multipli assegnati a lucio dalla, raf e bennato...

Il gigante peloso e i suoi compagni prendono possesso dell'ala conferenza. Non é affar nostro e ci ritiriamo nel calore infernale dello stand degli espositori che si riempie progressivamente.

L'affluenza pomeridiana é davvero notevole se paragonata alle altre edizioni. Il nostro stand é davvero preso d'assalto.

"Salve, volevamo sapere se voi producete i dischi di gruppi indipendenti"
"ehm... no"
"e perche!?"
"...beh...siamo una webzine, non un'etichetta"
"ah... allora non ci interessate"

...azz!...

Intanto vendiamo qualche maglietta... quest'anno abbiamo esaurito le small, pare che alle ragazze siano piaciute parecchio, mentre i maschi si dimostrano i soliti energumeni privi di classe. Da segnalare un curioso siparietto tra Luca e due ragazzi che provano in tutti i modi a trattare sul prezzo della maglietta proponendo uno scambio alla pari con il loro CD!

Il flusso di persone allo stand continua ad aumentare e finiamo tutte le riserve di vino... il prossimo anno é il caso che tutti voi che ci venite a trovare, vi portate il vostro litrozzo di vino, perché noi non siamo una cantina sociale!

Fortunatamente siamo aiutati dagli altri stand, con cui intensifichiamo gli scambi di gagliardetti alcolici...

In un momento di apparente calma, ecco che tra gli stand viene fatto girare un comunicato stampa che recita più o meno così:

"Ore 14 - Sala Stampa
Franco Zanetti - Rockol
Carlo Moretti - Repubbilca
Emiliano Coraretti - Musica!

Fausto Sbisa' - Libero
sono disponibili a ritirare direttamente materiale discografico e informativo delle etichette indipendenti."

...ma come sono carini... adorabili...

...sono "disponibili" a fare quello per cui li pagano...

...si vede che sono dei professionisti. non perdono mica tempo a girare dentro un padiglione... basta fare un comunicato e annunciare di portare tutto il materiale ad un'orario prestabilito. D'altronde... loro sono pagati per fare quel mestiere... normale che siano così scaltri da evitare qualsiasi contatto diretto... mica si può andare in giro per gli stand raccattando materiale discografico...

...che direi di noi poveri idioti e di tutte le altre riviste e fanzine che invece se ne stavano chiuse dentro un padiglione, dialogando con artisti ed etichette per cercare di capirne di più...

Non so quanti siano andati in sala stampa a portare materiale... spero nessuno...

Nel primo pomeriggio arriva anche il momento della clamorosa premiazione dei vincitori del Premio Web Rockit, evento ormai storico(!?). Dopo i DaBo e gli Hangin On A Thread, quest'anno tocca ai Neurodisney aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento per aver creato il miglior sito di una band emergente, sconfiggendo la concorrenza delle oltre 300 band iscritte al concorso.

Il MEI, per premiare i nostri sbattimenti (avete idea di cosa significa spulciare oltre 300 siti?!), ci recapita la targa premio con la splendida scritta PREMIO ROKIT... per fortuna i nostri mezzi sono talmente potenti che, armati di pennarello nero, riusciamo in tempi brevissimi a correggere la scritta sulla targa aggiungendo la lettera mancante e premiando i Neurodisney con un pezzo da collezione! Chiaramente i niumetallari milanesi potranno giovarsi anche di un anno intero di promozione sul sito.

Nel frattempo Pons accoglie le richieste dei secondi classificati e decide di premiare anche i primi cinque della classifica con un mese di banner...

Bene. Pure questa ce la siam levata.

La gente continua ad affluire copiosa... tra l'altro continuiamo a chiederci per quale cazzo di motivo tutti gli artisti che entrano al MEI devono venire a posare giubbotti e sciarpe al nostro stand. Decidiamo pertanto che il prossimo anno attiveremo un servizio guardaroba per rimpinguare le casse societarie...

Compio un ulteriore giro di perlustrazione del padiglione e mi stupisco per la presenza dello stand dei Didjeridoo (si scrive così?), che non avevo notato il giorno precedente. Con aria intensa e stupita scruto il singolare strumento, che tutt'ora mi lascia dubbi sul suo effettivo funzionamento a meno di non essere amanti dello sballo da iperventilazione.

Faccio un salto alla NUN per salutare a Pinomarino, ma il sor Pino é in giro, probabilmente a "disturbare" qualche conferenza dopo aver gia dato spettacolo durante quella sulla canzone d'autore (nota: mi spiegate che c'entrava Domenico Liggeri a quella conferenza? Non dovrebbe occuparsi di immagini?).

Intanto il banchetto é sempre più sommerso da CD... ormai i demotape sono solo un ricordo (se solo si usassero i CD riscrivibili...) Finalmente incontro dal vivo Stefano Rossi del Baraonda. Ci siamo conosciuti litigando via email dopo che ce ne aveva dette di tutti i colori: "...e siete troppo buoni... e gli Afterhours han rotto le palle... e basta coi soliti nomi... e vi voglio più cattivi... ". Un vero rompicazzo. Uno che ci sta dentro fino al collo. Un amico.

Passano a farmi un saluto anche i Jean Fabry, gruppo con improvvisi lampi di genialità che mi aveva davvero impressionato:
Acty: "...ma voi siete scemi?"
Jean fabry: "...decisamente si!"

Tra l'altro, scopro che uno di loro é disegnatore di fumetti e lo obbligo a regalarci un disegno per la prossima fanza... staremo a vedere.

Un rappresentante dei Frutti di bosco fa tappa allo stand per chiedermi l'ennesima spiegazione di una mia recensione. Se ne va soddisfatto. Sembra deciso a farmi ricredere.

Continuano gli abbracci (cheppalle!) ... stavolta toccano a Pero, chitarrista dei Samsara, band che ormai circola nel mio stereo da parecchi anni e di cui sto seguendo con grande interesse la crescita artistica... per loro sembra essere giunto il momento buono per il grande salto... non resta che attendere qualche mese e ne sapremo di più. L'angolo del crossover é arricchito dalla presenza degli Hu:t, altra gustosissima formazione che seguo da parecchio e che ha appena dato alle stampe un promo, beccandosi il "promo del mese" su parecchie riviste... peccato che stavolta a me faccia un pochino schifo il loro lavoro, ma pare che i ragazzi abbiano gradito le mie spiegazioni e siano pronti a smentirmi non appena avranno inciso i nuovi pezzi con un'etichetta statunitense.

Tra una birra offerta da Pero e una chiacchiera sui Folder (bravi? si? no?) e sulla scena crossover italiana, i minuti continuano a scorrere.

La Robbé conduce i Circo Fantasma a fare l'ormai prestigiosa foto con la webcam.

Con Matteo Remitti (.teo o ideea per chi frequenta il forum) si discute sul modo di fare le recensioni, provando a spiegarci l'un l'altro le "metodologie" con cui recensiamo i lavori che arrivano sulle nostre scrivanie.

Pinomarino si affaccia al nostro stand e scopro che é alla ricerca di un passaggio per il ritorno nella capitale. Quale miglior compagnia per il viaggio:
Acty: "a' Pino, vie' co' me!"
Pinomarino: "eddaje... basta che nun corri"
Acty: "nun t'apreoccupà... se famo tutti l'autogrill..."

Il padiglione comincia a svuotarsi.

Anche i Verdena passano a farci un saluto.

Il MEI volge ormai al termine... siamo davvero stanchi e il piacere di stare insieme comincia a trasformarsi in voglia di salutarci per tornare a casa.

Tutto sommato siamo contenti... é stato il solito ritrovo tra amici... probabilmente non tutto é andato come da programma e non sono mancate le delusioni per molti di quelli che vengon al MEI per sperare in un futuro migliore...

Di certo non mancheranno le solite polemiche da parte di quelle persone che ci diranno che siamo i soliti mafiosi che abbracciano solo le band che puntalmente ricevono una buona recensione... in realtà é un problema di consecutio temporum... ...nella maggior parte dei casi noi non conosciamo le band che ci inviano materiale... gli artisti del MEI sono degli sconosciuti che vengono da tutta Italia per lasciarci dischetti indecifrabili... noi li ascoltiamo... poi li riascoltiamo... e infine scriviamo quello che ci pare... poi alla resa dei conti tutte le band che hanno ricevuto una buona recensione sono pronte a sorriderci, ma solo in rari casi le band di cui parliamo male si dimostrano pronte ad offrirci da bere e discutere a quattr'occhi dei nostri giudizi...

Bene... dopo questo pensiero é tempo di mettersi in macchina... dimentico di salutare molte persone, ma ormai ho la nausea... raccatto armi e bagagli e via...

...e pure quest'anno i due giorni di Faenza ce li siamo tolti dalle palle... ;-)



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