Il Parto delle Nuvole Pesanti - Melbook Store - Padova Live report, 19/10/2004

21/10/2004 di



Si stava stretti al Melboook store per la quarantina di persone (tante, per una città snob e poco incline ai presenzialismi come Padova), dalla mezza età all’adolescenza appena superata, stipate per la presentazione de “Il parto”, nuovo disco dei calabresi Il parto delle nuvole pesanti. Bel risultato per un gruppo che non gode di grandi promozioni pubblicitarie, è in attività dal 1991 e ha sette dischi alle spalle. Salvatore De Siena, Amerigo Sirianni e Peppe Voltarelli, nucleo della band, accompagnati da Cristian Lisi, si sono presentati all’appuntamento con un po’ di ritardo, scusandosi (“Abbiamo sbagliato strada venendo da Milano: abbiamo preso per il Brennero”). Ma si son fatti subito perdonare grazie alla calorosa simpatia (“Un applauso ad Amerigo, che è stanco. Pensate: ha guidato!!”) e alla vulcanica energia di cui sono dotati. La musica de Il parto delle nuvole pesanti affonda le radici nel folk calabrese, interpretato con un’energia che deriva dal passato punk dei tre, e non è alieno da influenze swing, specie nel solismo chitarristico di Sirianni, debitore di Django Reinhardt, l’inventore del jazz gitano. Questa base si colora di mille sfumature di brano in brano: “Banal Tango”, ad esempio, evoca, anche grazie agli ironici istrionismi di Voltarelli, che si atteggia a Bobby Solo vestito da emigrante, le balere degli italiani all’estero. Tema che torna con “Onda calabra”, dal ritornello davvero accattivante, parte della colonna sonora del documentario “Doichlanda”, road movie tra le pizzerie calabresi in Germania. “Ma è un film allegro”, dice Voltarelli. E che gli piaccia divertirsi, lo dimostrano quando annunciano “un paio di pezzi vecchi”: introducendo “Raggia”, dallo spettacolo “Rocco u stortu”, imbastiscono una spassosa scenetta incentrata sul non ricordare lo spettacolo che portano in giro da tre anni. Quindi chiedono ai commessi informazioni su come sta andando la vendita del cd. Al loro “così così”, rispondono: “Non preoccupatevi: il nostro pubblico compra soprattutto libri”. Bella scusa, essendo in una libreria. E poi, aneddoti sulle reazioni di automobilisti e vigili alla comparsa del loro camper in città: “C’è ancora fuori? No, perché i vigili dovevano portarlo via. Per pubblicità”. Un vero e proprio show, che diverte non poco i presenti, non solo di calabresi nostalgici. E che Il parto delle nuvole pesanti voglia parlare a tutti partendo dalla propria terra, lo dimostrano le collaborazioni importanti al nuovo cd “Il parto”: il comasco Davide Van der Sfrooss, i toscani Les Anarchistes, il bolognese Claudio Lolli, tra gli altri. E che riescano a farsi ascoltare, è certo.



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