Gli Avvoltoi - Metaverso - Roma Live report, 19/05/2007

18/07/2007 di

(Gli Avvoltoi - Foto da Internet)

Il "Twiggy" è l'appuntamento romano dedicato a chi ama la musica degli anni '60, ogni serata una band "storica", un dj set e ragazze vestite a tema. il pubblico è vario: c'è chi quel periodo l'ha vissuto e chi l'ha visto solo sulle copertine dei dischi dei genitori. Sul palco Gli Avvoltoi. Sara Loddo racconta.



A vent’anni dalla loro comparsa Gli Avvoltoi, gruppo simbolo della rinascita beat italiana, sono in scena nella capitale. L’occasione è offerta dal “Twiggy”, il 60’s party di Roma che prende il nome dalla filiforme modella inglese icona dell’Inghilterra di quegli anni. Una serata al mese per rivivere il passato, con un dj set d’eccezione, un gruppo ospite a sudare e dimenarsi sul palco e una schiera di ragazze abbigliate alla stessa maniera in coreografiche movenze. Stranamente l’appuntamento di maggio risulta meno affollato degli altri e alle undici e mezza si è già tutti fuori dal locale ad aspettare e guardarsi attorno. Verso mezzanotte è chiaro che non c’è più tanto da aspettare e la serata può anche avere inizio. Gli Avvoltoi sono piuttosto coinvolgenti, strappano sorrisi e applausi e offrono leggerezza come il beat italiano sa fare, riportando qualcuno ai ricordi di una giovinezza ormai sfumata e qualcun altro ad un’infanzia non troppo lontana. Moreno Spirogi e soci cantano “Il nostro è solo un mondo beat”, “Gli avvoltoi sono qua” e tanti altri pezzi, accompagnati dal calore seminostalgico e sognante di un pubblico di nicchia. Un pubblico per il quale il caschetto o la scarpa a punta non rappresenta esclusivamente un elemento estetico, ma è anche il lasciapassare per un viaggio indietro nel tempo, verso un “mondo beat” popolato da mod, dove si balla il soul e il rock’n’roll. Il gruppo non riesce ad abbandonare il palco se non dopo un’ultima canzone: fra le tante richieste la spunta “Gloria”, versione italianizzata del successo di Van Morrison, per la cui esecuzione lo stesso Spirogi invita uno spettatore - chiaramente non uno qualsiasi - a sostituirlo in qualche strofa, questa volta in inglese. Dopo è il turno delle Hormonettes, cinque ragazze impegnate in uno spettacolo evidentemente autodidatta, più simpatiche che brave, tuttavia con una propria ragion d’essere all’interno della serata. Per finire un inesauribile dj set che attraverso ritmi irresistibili risucchia le ultime energie dei presenti.



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