MI AMI 2007: Oggi lavoro durissimo #2

27/06/2007 di

(Gente di primo pelo e storie di orsogrill - Foto di Giulio Pons)

Abbiamo scelto due dei nostri migliori giornalisti e li abbiamo obbligati, per tre giorni, a lavorare per davvero. Il risultato è che non hanno potuto vedere tanti concerti, e dunque non ne possono raccontare. Scrivono, bensì, di cosa è stato per loro questo MI AMI 2007. Fra scorci nostalgici e storielle personali ecco il loro punto di vista sul Festival della Musica Importante e dei Baci. Mario Panzeri è stato il nostro gigante buono. Da poco in quel di Rockit, da subito attivo e volenteroso. Tra orsogrill da spostare e amori nati ma - ahimè - mai cresciuti, ecco il suo racconto del MI AMI.



Ciao! Come stai? Hai visto qualche bel concerto?
Parto da un paese qualunque in provincia di Bergamo, imbocco la tangenziale est, pago il pedaggio e sfreccio sotto il ripetitore di Cologno Monzese. Ogni volta che lo vedo alzo il dito medio: i loro programmi hanno forgiato la mia infanzia a colpi di wrestling e serie tv americane, quelle con i succhi d'arancia nel contenitore da due litri e il cavo del telefono lungo dieci metri. Loro hanno in un certo senso modellato il mio modo di pensare la felicità, ma per fortuna adesso sono cresciuto e guardo solo Youtube. Esco a Linate, per farlo devo illogicamente accellerare perchè lo svincolo è in quarta corsia. Percorro la stessa strada da giovedì mattina a domenica sera per essere all'idroscalo a spostare recinzioni, tavoli, fusti, bombole del gas mentre gli altomilanesi si godono il loro bacino artificiale tra vogate ritmate e footing di gruppo. La schiena duole, eppure bisogna raccogliere cartacce, immondizia e qualche euro perso tra i banchetti delle etichette.

Sono lavori decisamente poco piacevoli (tranne trovare gli Euro) ma ampiamente ricompensati dal privilegio di poterti osservare mentro spillo birra sotto il Pertini: e ti vedo con la tua amica, siete eccitate, felici di essere qui; ti vedo che sei nervoso prima di suonare, certo ecco la tua media e prendine pure un'altra aggratis e in bocca al lupo; lo so, vuoi un po' di schiuma nel bicchiere vero? Come posso negarla ad uno sguardo così luminoso? No, mi dispiace, se porti venti bicchieri niente birra omaggio. Anche tu, che sei venuto per i fatti tuoi, che rimarrai deluso dalla performance del tuo gruppo preferito ma che scoprirai altre band e, di sicuro, incontrerai i soliti amici dei concerti. E guarda un po' chi si vede, proprio non ti aspettavo. Ma ci sei. Perchè oltre ai Bachi da Pietra e il loro incedere cavernoso, oltre a Canali che canta come se non ci fosse domani, oltre alle marcette sghembe dei Jennifer Gentle il bello del Mi AMI sei proprio tu. Tu che ti armi di pazienza per la coda, che saltelli di gioia appena lo vedi oppure lui, che cerca di non sembrare emozionato mentre ti parla. Sempre tu, che ti sdrai sulla copertina alla Collinetta, poi sorridi e lo stringi forte. Ma anche voi due impegnati in assurde quanto fondamentali discussioni sugli ultimi Giardini di Mirò. E i due ragazzi lassù, con la loro chitarra acustica che suonano senza badare a nulla e nessuno. Eppure voi, che siete indecisi tra quella maglietta o cd.

Come se la musica in questi giorni diventasse il collante di tante piccole e coloratissime realtà. Non è più l'evento in senso stretto ad avere importanza, ma quello che da qui potrebbe nascere. Ci avete mai pensato? Ma certo, solo io non riuscivo ad immaginarlo ma mi è bastato vedere l'ENTUSIASMO della gente per iniziare a fantasticare.

Mario come? Ah, Mario Panzeri!
Sono uno degli ultimi arrivati qui a Rockit ma è stato facile e bello conoscere redattori e collaboratori. E dopo le presentazioni di rito era come se fossimo già amici di lunga data. La forza della musica, già, ma anche la passione e il rispetto reciproco che ci vuole per realizzare qualcosa di bello. Di seguito ricordi sparsi di una tre giorni che con il passare del tempo assume contorni sempre più chiari e preziosi: la triste partita di calcetto durante quel piovoso giovedì pomeriggio; le occhiaie di Nicola, sempre più lunghe; Fiz e Acty che scaricano mattoni dal camion come fossero sacchi di riso per aiuti umanitari; Sandro, che corre sempre; le pizze margherita divorate a pranzo e cena; l'aristocratica stanchezza di Manfredi il sabato mattina; l'orsogril che mi ha morsicato la caviglia (te possino!); i "13 Bastardi" di Wad; Francesco, semplicemente busy; la flemma gigiona di Daniele; lo stupendo dj set di Enver, dio bon; gli occhiali di Carlo, gli occhialoni della stagista. Marco e la sua troupe; Federico e Parigi; tutti i pareri contrastanti dei collaboratori e le discussioni infinite sui gruppi del MI AMI; la salamella della domenica sera, bella come un gol al 119simo minuto; la ragazza con i codini.

Io sono quello con la maglietta I Hate Postrock (dai, è ironica, anche a me piacciono i Mogwai).

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