MI AMI 2007: Gli sbandati hanno vinto

27/06/2007 di

(Marco Tardelli - Foto da internet)



La terza edizione di un festival è come il terzo disco per una band, per certi versi trattasi di quello decisivo. Quello che o arriva "il successo" (o comunque una certa "attenzione" da parte di molti e da lì la propria carriera prende una direzione precisa), oppure si prende consapevolezza che quella del musicista non sarà mai la propria professione e allora si continuerà a fare dischi e concerti, magari, ma con un mordente e una motivazione diversi (se non addirittura si decide di mollare definitivamente il colpo). Sia chiaro, non è una legge matematica, ma diciamo che spesso succede così.

Qualcosa del genere per questo MI AMI, lo dico in tutta onestà e con cognizione di causa. Nel senso che mentre pensavo a questa edizione, mentre la costruivo insieme agli altri (quest'anno più che mai Alessandra Maculan è stata la direttrice di produzione perfetta), mentre mettevo tante cifre nei fogli excel, mentre con Carlo discutevo dei gruppi da chiamare, mentre si valutavano i compensi da dare a ognuno, mentre con Sandro Michele Francesco si decideva la strategia di "guerrilla comunicativa" per radio&giornali&web&persone&città, mentre Silvia veniva arruolata nella banda ed Elisa veniva rimessa a seguire la gestione banchetti, mentre il MI AMI insomma prendeva forma, io iniziavo a sentire una cosa qui, tra lo stomaco e i polmoni, accompagnato a un sapore indefinito in gola che non bastavano cento birre e sigarette a sera a mandare via: quest'anno sarebbe stato diverso, pensavo, anzi "sentivo", senza riuscire ad immaginarmi come e perché. Ma sarebbe stato Importante, quello sì. Ci si giocava parecchio, in pochi se ne stavano rendendo conto del tutto, in pochi (fuori Rockit) se ne sono resi davvero conto, ma noi (io in primis, ma anche Rockit tutta) ci stavamo giocando tutto quanto avevamo costruito fin lì. Tutto. A livello personale-umano (come prospettive e futuri possibili) e a livello economico, oltre che di responsabilità verso chi aveva creduto in noi fino a quel momento. Quest'anno se il MI AMI fosse andato male per qualsiasi ragione, non dico che Rockit avrebbe chiuso ma con tutta probabilità si sarebbe ridimensionato parecchio. E questo sarebbe stato forse ingiusto, ma comunque possibile, nell'ordine delle cose.

Intanto sullo sfondo Milano.

Come se non bastasse, anzi, a caricare d'incertezza, immaginatevi una Milano che si ripiegava su se stessa. Che sfioriva di giorno in giorno in un delirio fatto di apparenze e vuoto pneumatico. Aria irrespirabile di fighettume e arrivismo da poveracci (almeno girassero soldi veri nella musica in Italia, sarebbe stato più comprensibile). Un'intera scena/modo di approcciarsi alla faccenda che diventava caricatura di se stessa (frangette o All Stars che fossero, tutto veniva sempre più attraversato in superficie e dimenticato in fretta). "Eri così carino, proprio carino. Pigro di testa e benvestito" (quanto l'ho risentita questa canzone dei CCCP, questa primavera, quando uscivo e a metà serata tornavo immancabilmente a casa schifato con un senso di nausea fortissimo). Stati di agitazione (tralasciando la confusione personale che di certo non aiutava). Un MI AMI che stava arrivando e che (oltre alla possibilità mica troppo recondita di non andare bene dal punto di vista economico) poteva precipitare a livello qualitativo nella farsa di se stesso. Non comunicare nessuna Bellezza, diventare vetrina per manichini, snaturare la propria essenza di "stare bene relax curiosità apertura grazia sensualità dolcezza". In una parola: perdere la propria Energia. Energia positiva da mandare in circolo, contro quel buco nero (che risucchia energia) di cui Milano era diventata pericoloso simbolo.

Immaginatevi che stato d'animo precario. Immaginatevi quanto c'era in ballo a livello emozionale.

Facciamola breve. Arrivano i giorni del MI AMI (e com'è andata l'avete visto voi e lo avete letto o leggerete). Dico solo 12.000 persone e un'atmosfera così bella che in parecchi han detto che non sembrava di stare a Milano (e nemmeno in Italia), e questa se non è una Vittoria (su tutti fronti), ditemelo voi cos'è. Lo ripeto perchè ci sta e ce lo siamo meritati: questa E' una Vittoria. E che bello scriverlo adesso, a distanza di giorni e con un Oceano in mezzo a far da spartiacque fra un prima e un dopo. Splendido, anzi Stupendo, un Pensiero Stupendo che in quei 3 giorni diventa Reale e ridà un giusto peso/valore alle cose.

Anche se c'è chi non capisce, chi non vuole vedere, chi farnetica pur di non ammettere.

Anche se nel giro di 1 settimana, a 1 mese dall'inizio del festival, sono saltate 2 sponsorizzazioni importanti.

Anche se il Comune di Milano (settore Cultura) prima ci promette poi ci nega il micro-contributo richiesto (contributo che invece il settore Tempo Libero ci concede). Anche se la Provincia di Milano per il secondo anno consecutivo ci dimezza il finanziamento promesso. E questa volta le modalità e il tempismo sono ancora più allucinanti e quindi ve le racconto: se l'anno scorso il gioco di prestigio di far sparire soldi promessi a voce in riunioni su riunioni (ovviamente non è possibile farsi firmare nessun foglio da questi signori, ecco "ovviamente"… vi sembra normale? Un modo di lavorare regolare giusto? Io preparo i budget di un festival e nella casellina contributo Provincia metto una cifra quando invece dovrei mettere un punto di domanda??), dicevo l'anno scorso il taglio del contributo al MI AMI arriva a festival finito da mesi (intorno a novembre, su nostro sollecito, scopriamo non esserci mai stati soldi stanziati ufficialmente per noi e quelli che poi si è recuperati (la metà) sono avanzi presi dai fondi di 2 assessorati differenti: settore Idroscalo e settore Sport&giovani). Quest'anno la telefonata di taglio fondi ci arriva a 2 ore dall'apertura dei cancelli, la motivazione ufficiosa è che nessun articolo uscito sui quotidiani menzionava il fatto che il festival fosse patrocinato dalla Provincia di Milano (peccato però fosse uscito tutto il materiale promozionale (manifesti e flyer) e pubblicità sulle riviste, con il logo Provincia di Milano). In 2 parole: la malagrazia e il malaffare. Ora, non è questa la sede per alimentare polemiche o denunce, lo so bene cosa rischiamo e ROCKIT non si può ancora permettere niente del genere, però i punti di domanda e la sfiducia nelle cosiddette "istituzioni" non fanno che aumentare. Si parla di giovani. Si parla di aiuto ai giovani. Si parla di disimpegno dei giovani. Si parla. A fatti è: così vanno le cose (così devono andare). Noi ci giochiamo il culo con un rischio imprenditoriale di circa l'80%, altre manifestazioni ricevono copertura pressoché completa delle spese. Da noi 12.000 ragazzi. Altre manifestazioni a ingenti contributi provinciali pressoché deserte. Noi giovani, sbandati, squattrinati a inventarci un futuro. I vecchi foraggiati a soldi statali che giocano a fare i giovani e buttano via l'ennesima occasione per avere dignità stile intelligenza e levarsi dai coglioni e lasciar fare a chi giovane lo è davvero (e ho 33 anni e dire giovane mi fa schifo perché "giovane" non lo sono più da un tot nemmeno io, ma in Italia è così che funziona, se hai meno di 40 anni sei ancora un giovane (di belle speranze…). Assolutamente ridicolo).

Questo per rendervi un po' partecipi e farvi capire alcuni meccanismi/giochetti che ci sono dietro (ma li sapete/immaginate da voi).

Quindi su le mani, larghi i sorrisi e continuiamo. Perché questa è una Vittoria, il Credo Del Savoir Vivre Et Faire, non la Religione Del Lamento.

Questo MI AMI 2007 è una Vittoria contro tutti quanti hanno più o meno velatamente sperato che il Festival andasse male, per una qualsiasi ragione possibile (pioggia – su tutto, problemi organizzativi, poca risposta di pubblico). Sono gli invidiosi e i mediocri che esistono da sempre e sempre esisteranno. Non ce ne siamo mai curati a Rockit, anche perché poi sono i primi a venire (fosse anche solo per poter criticare in diretta e avere un minimo di pubblico alle loro seghette da nulla) o frequentare il nostro sito. Bene così. Un ciao con la mano ad ognuno di voi e l'ennesimo sorriso: avanti con quella bocca (succhiatecelo bene). C'è bisogno anche di voi a questo Mondo. Ci serve vedervi e avervi intorno per ricordarci di voi e non fare la stessa vostra fine (cioè parlare e non fare: stare ai lati al riparo a guardare e mai mettersi in mezzo e giocarsela/rischiare in prima persona).

Ma soprattutto, e finalmente, questo MI AMI 2007 è una Vittoria PER NOI. Dove NOI sta per Rockit ma anche per tutti quanti sono venuti e sono stati bene al MI AMI. Hanno vissuto partecipato bevuto respirato reso possibile la MAGIA di tutto questo. Mi viene da commuovermi a pensarci. Giuro. Perché siamo stati in tanti. In tantissimi.

E questo vuol dire un livello di Energia e Bellezza e Potenzialità enorme. Eravamo in tanti e diversi tra noi, ognuno la sua storia dietro, in molti sono convinto che non conoscevano nemmeno uno dei gruppi che si sono esibiti, eppure l'atmosfera era magica, l'attenzione era massima, la curiosità e lo stare bene si toccavano con mano, i banchetti hanno venduto tantissimo, i fumetti in diretta del MI FAI hanno stregato molti. Il tasso di elettricità ha acceso non poche lampadine nei cuori e negli occhi di chi ha avuto la fortuna e la grazia di lasciarsi andare all'onda. I gruppi hanno suonato davanti a un pubblico (a livello numerico e qualitativo) che molti di loro si sognavano da tempo. E poi le menate e le pose da divetti dei poveri che restano (o vengono calorosamente spedite) fuori dai cancelli. Le meschinità tenute per qualche inutile blog o altrettanto inutile intervento su qualche forum (di Rockit o di qualsiasi altro sito), che al MI AMI non c'era proprio spazio o tempo per nulla che non fosse bello&utile&importante. E poi un certo orgoglio per aver reso possibile inventato uno spazio che è stato per molti – crediamo – una boccata d'ossigeno e di speranza. E ancora di più la consapevolezza di aver tirato in piedi una roba importantissima per la Cultura Italiana che chissà quando e se verrà capita.

Lo so che il MI AMI non è perfetto (per fortuna), molte cose vanno ancora migliorate (su tutte la potenza dell'impianto del Pertini, la logistica delle band che han suonato alla Collinetta e aumentare/variare l'offerta di cibo, anche se quest'anno non è stata catastrofica come l'anno scorso, anzi.)
Tante cose da fare e da migliorare certo, per la prossima edizione. E lo faremo (ci proveremo insomma). Ma noi siamo degli inguaribili splendidi meravigliosi sbandati. Non siamo nè degli asettici fighetti senza spessore né degli sfigati politici parolai venditori di fumo né degli intellettuali della domenica capaci solo di infestare l'aria con impraticabili (o sorpassate) visioni del mondo pret-a-porter. Sappiamo da tempo che Forma&Sostanza vanno insieme, indivisibili. Per cui ci preoccupiamo dell'Equilibrio, della Magia, del preservare quella scintilla che fa del MI AMI il MI AMI e non un festival dei tanti. Quanta e quale ingenuità a volte, continuare a pensarla così. Ma Noi SIAMO così. È questo che fa la differenza. E ognuno deve accettarsi valorizzarsi pretendere rispetto per quello che è. E quando dico NOI, ripeto, dico sì Rockit ma anche tu che stai leggendo e sei arrivato fino a qui e sei felice di tutte le immagini e sensazioni vissute al MI AMI, tue, che hai e ti porterai dentro, che ti serviranno (anche loro, fra le molte altre che hai e che avrai) a credere/immaginare un mondo migliore. Un futuro diverso rispetto a quello che da quando sei nato ti hanno fatto credere essere l'unico possibile (un capo a cui obbedire, soldi da guadagnare, un prete che ti dice in cosa credere).

Perché siamo degli sbandati, su questo ce ne siamo fatti una ragione. Ma se questa volta abbiamo vinto. Vuol dire che vincere si può. E il messaggio che passa, quello che resta, quello che a molti fa paura, quello che ancora molti non percepiscono, è questo: vincere si può anche senza seguire le loro regole. Coraggio. Dal palco c'è Pertini che ci incita: Italiani Brava Gente, noi sorridiamo e stringiamo il pugno. Un occhio all'immediato un occhio all'Infinito.

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