MI AMI 2008: gentile pubblico del MI AMI

24/06/2008 di

(Occhiali da sole - Foto di Elisabetta Bellosta)

Non è difficile innamorarsi del Festival della Musica Bella e dei Baci. Può essere un colpo di fulmine istantaneo, o anche un flirt leggero che si trasforma poi in qualcosa di più serio. Nicola Bonardi racconta come è cambiato per lui il MI AMI dalla prima edizione al Parco Paolo Pini a quest'ultima al Circolo Magnolia.



Gentile pubblico del MI AMI, mi permetto di darti del tu che ormai un po' credo di conoscerti. È la quarta volta che io e te abbiamo a che fare e devo dire che sto cominciando a considerare l'idea di farla diventare una cosa seria, insomma, il tempo stringe, la vita avanza e il girovita s'adegua, non credi sia il caso di arrivare al dunque?

La prima volta che t'ho visto non pensavo certo a queste cose: c'era eccitazione mista a diffidenza, ma poco altro, più o meno la stessa sensazione che mi ha dato la tua città quando, per forza di cose, ho cominciato a frequentarla regolarmente.

Parliamoci chiaro: lei non mi è mai piaciuta e continua a non piacermi, so di doverci fare i conti e la rispetto, ma i finesettimana preferisco passarli fuori dalla sua aura. Si, lo so, dare addosso a Milano oggigiorno è di moda quanto avere un blog, un Myspace, un avatar, un nickname e via comunicando, quindi me ne scuso e proseguo, ti basti sapere, gentile Pubblico, che, per te sono disposto a passarci sopra.

Dicevamo.

Quando ci siamo incontrati al Paolo Pini, qualche anno fa, non ti prendevo sul serio, ecco, l'ho detto. Mi sembravi semplicemente attratto da qualcosa di diverso, ma pronto ad annoiarti subito, a criticare giusto per e a rivolgerti altrove quanto prima.

Poi ci siamo rivisti all'Idroscalo l'anno dopo e, sarà che una sbronza così bella erano anni che non me la prendevo, ma mi sei sembrato davvero interessante, capisci cosa intendo, no?

Più che altro ciò che mi ha colpito è stato il tuo interesse genuino per la proposta, insomma, non lo facevi per farmi piacere, tipo mogliettina che finge di interessarsi al campionato per compiacere il maritino, a te questa roba piaceva davvero!

Ma veniamo a quest'anno. Che dire? Ho un po' di imbarazzo, ma ecco, credo di essermi definitivamente innamorato di te!

Ti ho visto fregartene della pioggia per esserci, ho visto il tuo sorriso aperto come niente fosse mentre le scarpe sguazzavano nella melma, ti ho visto adeguarti all'impraticabilità di quella meraviglia che era lo spazio collinetta, ho fatto fatica a muovermi tanto era il tuo entusiasmo, anche al chiuso!

Cristo! Io odio la pioggia, se potessi fonderei il Partito Contro il Tempo di Merda in Estate e sono convinto che qualche voto lo prenderei, ma mentre ero intento a scrutare il cielo coinvolgendo il pantheon in uno sproloquio di dubbio gusto, mi sono accorto che mi stavi sorprendendo sempre di più, caro il mio Pubblico! Tu che suoni mettendocela tutta anche quando davanti a te ci sono solo tre pazzi con l'ombrello, Tu che della pioggia te ne freghi proprio e la prendi manco fosse calda e profumata, Tu che aspetti che smetta e a quel punto ti fai tutt'uno e liberi nell'aria tutta l'energia accumulata. Tu che segui la Musica a prescindere, confidando di scoprire cose nuove da amare.

Tu che ogni tanto mi rompi anche le balle perché vuoi la birra gratis, anche solo mezza e, io, devo ammetterlo, ti voglio così bene che questa te la offro e me la bevo con te, gentile Pubblico del MI AMI e a questo punto ho proprio voglia di rivederti prima possibile, visto che nemmeno la pioggia riesce a fermarti!

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