MI AMI 2011: I gruppi dicono

29/06/2011

(Foto di Antonio Campanella)

Abbiamo chiesto un parere sul MI AMI 2011 ai gruppi in cartellone. Ecco alcuni commenti.



2 GUYS IN VENICE

Partiamo in auto da Venezia nel primo pomeriggio pieni di entusiasmo, ma l'acquazzone con cui ci accoglie Milano mette in noi quella paura che tutto vada male, quella tipica sensazione di essere sfortunati nelle occasioni che si aspettano da un po'. Invece la pioggia cessa presto e arriviamo all'ingresso del festival. Ci accolgono persone dello staff sorridenti e di buon animo con le quali ci sentiamo in sintonia fin da subito. Nel backstage mangiamo cose buone e beviamo birra artigianale, conosciamo altri gruppi, salutiamo vecchi amici che ci fa piacere rivedere. Girovaghiamo qualche ora per il parco, passiamo da un palco all'altro respirando un'atmosfera positiva che mette di buonumore e ascoltando ottimi gruppi. Nonostante il cattivo tempo del pomeriggio, gente ne arriva, eccome. Tutto va per il meglio. MI AMI è il festival del gusto, della bella musica italiana che delle volte sembra non esistere. Il sole cala e si avvicina l'ora della nostra esibizione. Di fronte al palco persone a perdita d'occhio. Viene il momento in cui fare semplicemente quello che sai fare, quello per cui stai dando la tua vita. Abbiamo lasciato un pò del nostro cuore lì sopra il palco Sandro Pertini. Grazie a tutti.

BABALOT

Senza pioggia e fango il Mi Ami 2011 sarebbe stato molto meno avventuroso ma abbiamo affrontato le intemperie con lo spirito giusto; convinti di voler suonare comunque, anche in mezzo alla strada, pur di dare un senso alle ore di viaggio, alla tensione, alle prove fatte incastrando sempre per miracolo le esigenze di una band di sette elementi, tutti con un lavoro vero oltre alla musica. Ce l'abbiamo fatta e ci siamo emozionati. Così come lo è stato per me, sei anni fa, sono sicuro che questo MI AMI abbia rappresentato qualcosa di buono anche per Devor, Ezra, Frenziss, Lollo, Martina e Tom. Tutti insieme ringraziamo Rockit, chi era lì sotto al palco e chi avrebbe voluto esserci: è stato bello!
ciao!
Sebastiano.

BARTOK

Un weekend di nuvole non poteva certo rovinare la grande aspettativa di chi come noi era lontano dai palchi da tanti anni. Così avevamo preparato ogni cosa nel dettaglio, il vecchio e il nuovo corso Bartòk erano pronti a decollare. Ma la magia di un grande festival come il MI AMI è in grado di riscrivere le regole del gioco in ogni momento. La collinetta alle 20.00 è gremita di gente,c'è una grande energia sopra e sotto il palco, noi ci siamo, può cominciare il grande "sabba"del rock n' roll. E' una grande sorpresa vedere diverse generazioni una al fianco dell'altra entusiasmarsi, scambiarsi opinioni e per una sera capire che non si è poi così distanti, basta la curiosità, quella che questo festival non smette mai di instillarci.
Grazie di cuore.

BE FOREST

Il MI AMI è stata un esperienza bellissima. Non solo per la bella gente che ti fa venir voglia di fermare il tempo ma soprattutto perché siamo sempre stati abituati a vivere queste esperienze da spettatori e mai da "protagonisti". La cosa ancora più bella è che le persone che erano presenti lo erano per la MUSICA e nient'altro. Nonostante il brutto tempo al MI AMI era come se splendesse il sole.
Grazie e ciao!
Nic.

BOB CORN

Super grazie ancora di tutto, al MI AMI mi son veramente veramente divertito...
E non solo perché ho bevuto parecchio!
No no... mi son divertito proprio ed é stato emozionante molto...
Yeeeeeeeeeeeehhh..
Rock 'n roll...
Tizio

CASA DEL MIRTO

Grazie di tutto è stato bellissimo! Alla fine con l'acqua a noi è andata benone! Mirko si è ripreso ed è arrivato non so come all'albergo a piedi. Grazie ancora a tutti per tutto!
Gigi.

DEATH IN PLAINS

Credo fosse il mio quarto MI AMI su sette: due da spettatore, uno con i Damien* e uno da DIP. Io prima delle cose mi prendo sempre male, non me la sentivo di suonare in solitaria di nuovo a un festival, avevo i soliti dubbi, i soliti "freni". Il giorno che suonavo pioveva, qualche minuto di panico, ritardi, cambi. Il timore che le persone se ne andassero, che chi doveva ancora arrivare non venisse. Alla fine è volato tutto in un lampo, tra i cento e più incontri, i saluti, un concerto speciale dei Be Forest, e gli Iori's in gran forma. Alla fine io mi sono trovato a saltare sul palco Torcida, posticipato grazie alla pioggia alle 23.15. E il giorno dopo ci sono tornato al MI AMI, per sentire i miei amici Young Wrists. Bello così.

DELUDED BY LESBIANS

I MI AMI che ho visto fino ad oggi si contano sulle dita di una mano. Sono cinque come gli anni di concerti sotto il Pertini immaginando di esserci sopra. Cinque come i chili di banane che abbiamo tirato sul pubblico mentre suonavamo dal nostro metro in più di palco. Cinque come le canzoni che alla fine abbiamo suonato, proprio lì sopra il Pertini, anche se dovevamo farne sei prima di vedere le cinque dita della mano di Mazzia che ci diceva che mancavano gli ultimi cinque minuti mentre eravamo al pezzo numero cinque che era lungo giusto giusto cinque minuti evvabbè alla fine chissenefrega del sesto pezzo! Quest'anno il cinque, a conti fatti, è un numero che non so perché ma mi sta simpatico! 
Federica Knox / Deluded by Lesbians.

DENISE

"E se piove?"
Scrooooosh. Tuoni, lampi e fulmini, scarpe bagnate e capelli umidi.
"E adesso?"
"Salite sul palco! C'è ancora un po' di acqua qua e là ma proviamoci. Forza, veloci!" Montiamo, line check in tempi record. Puum. La corrente salta. Di nuovo, prova ancora. Puum. Niente da fare. Sotto al palco c'è già della bella gente che aspetta raccontandosi, staranno decidendo che concerti vedere che bancarelle visitare. Quante facce sorridenti! La pioggia non frena di certo alcuni entusiasmi, per fortuna.
"E allora?"
"Tra un'ora, tornate fra un'ora".
Lasciamo tutto sul palco, facciamo cenno a Lorenzo che sta al mixer in fondo alla collina e scendiamo. Un'ora passa in fretta se c'è tanta roba da vedere, tanta gente da incontrare, tanti amici da salutare, tante foto da scattare.
"E allora che facciamo?"
"Salite! Problema risolto, si suona!"
L'orario è slittato ma poco ci importa perché c'è tanta bella gente che è pronta ad accoglierci nonostante sull'altro palco stia iniziando il concerto delle Luci. Bella battaglia. Il mondo delle favole contro il mondo della realtà, quello vomitato in faccia, quello che ci fa tanto male in questi maledetti anni zero. Beh sì ok, ma io preferisco ancora sussurrare.
Il live slitta che è una meraviglia con tanto di "Burning Flames" in summer edition. La gente è tanta, la gente apprezza, la gente applaude, la gente sorride. E io? Io ho deciso che la prossima volta io e i ragazzi verremo avvolti nel domo pack per resistere all'umidità, perché parliamoci chiaro: una cosa così bella come il MI AMI non può di certo essere fermata da un invidioso temporale estivo, no? No, di certo.

DIMARTINO

E' stata la prima volta per me al festival, arrivo nel pomeriggio per il sound chek dei Verdena. Li ho visti dieci giorni prima ma sono felice di rivederli, mi butto sotto un albero e mi infango tutte le scarpe, lo stesso fango lo porto con me sul palco alle 17 e 15. La Collinetta è un luogo che si presta all'innamoramento come quei posti che scopri quando hai sedici anni e non hai una casa tua dove andare a fare l'amore. Mi  guardo attorno prima di iniziare e penso che da molto tempo non salgo su un palco di pomeriggio con la luce del giorno e che non vedo le persone in faccia quando ancora siamo tutti lucidi e ci riconosciamo, la cosa mi piace. Guardo la gente muovere le labbra con me, cantare le mie canzoni, sono felice per questo, mi giro un attimo a guardare un telo da mare e un bambino seduto con i pattini a rotelle non ne vedevo così da una vita, penso è domenica pomeriggio è tutto calmo sono pronto per innamorarmi ancora.

DJ GRUFF

tuta d'oro e picinina ti te domine milan...ho sognato di stare dentro una catena di informazioni globali
e quando mi sono reso conto che iniziavo ad ambientarmi ho sboccato su tutto da dentro i miei sogni.

sono stato al mi ami sempre e sono stato nel bene totale.
milano mi ha dato tanto - in certi casi pure troppo.
il gentil fonico del palco dove ho suonato ha avuto modi umani.
rarissimo di questi tempi trovare gente normale con modi normali dentro il mondo della musica.
forse sarà stata la paura della pioggia e del non suonare...
ma ho notato un grande ridimensionamento generale.
saranno stati i ginepri ma stavo molto ridimensionato pure io.
e poi...
e poi vi erano i fratelli royali con gli amici e gli amici degli amici - mi hanno fatto un massaggio cardiaco e mi sono ritrovato dentro la loro musica come ai tempi. ho visto un po di concerto e ho cantato un paio di canzoni che conosco a memoria.

io non faccio più interviste da un po' e quasi sicuramente non ne farò più. - non credo in certi meccanismi loffi - non mi va più di far finta di nulla.
ho provato a confondermi tra gli artisti per una questione di comodita` mentale
nemmeno il tempo di presentarmi
l'arte mi ha sgamato subito.
così come per l'amore - non so fare a spiegare l'arte.
non ho mai capito perche` certe persone cercano di convincermi che vado giusto per dove vado...
in realtà non riesco a tenere la rotta nemmeno con il pilota automatico.
ma al mi ami quella sera - mi sono sentito arte e per un`ora sono riuscito ad allontanare la mia ombra.
grazie Rockit. grazie a tutta quella gente che ha cercato di salvarmi.
sono un caso senza speranza dove è il pensiero quello che conta.
hontoni arigatou gouzaimashita!
sandro orrù.

DJ HENRY

MI AMI Festival. Grazie a Carlo Pastore e ad Arianna Damonti per l'accoglienza, la marcata professionalità e l'organizzazione perfetta in un Festival che, per giro di persone e macchina organizzativa, non è secondo a nessuno in Europa. Grazie in primis all'organizzazione perchè mi ha voluto per il Northern Soul e l'Original Ska coi 45 giri, due generi che potevano spiazzare le oltre 2000 persone che c'erano quando sono salito in consolle, segno che il management ha guardato in prospettiva. Grazie a tutti coloro che mi hanno supportato con affetto.

EMIS KILLA

Siamo stati molti bene e ci ha fatto piacere vedere tanto calore anche da un pubblico che forse non è tipicamente il nostro. Cerchiamo di fare del nostro meglio artisticamente parlando e anche a livello organizzativo e professionale, spero ci saranno altre occasioni per lavorare insieme, un abbraccio e grazie per tutto.
Zanna e Emi.

ETTORE GIURADEI

Bel concerto, nonostante la pioggia tanta gente davanti al palco. Concerto particolare per noi visto che è stata la prima volta senza Marco, mio fratello, diventato papà proprio quel giorno. Ottima accoglienza e tanti baci davvero. Mal di testa e fango. Tante chiacchiere, cosce di pollo, birra artigianale e tanti amici. Sono tornato a casa presto perchè ero distrutto, ma anche alleggerito, da una "medicina" passata dal bresciano. Mi son dimenticato l'intervista ma ho pensato per tutto il ritorno al concerto del pomeriggio, l'arrivo con la pioggia, la mancanza di Marco, bella energia sul palco e gente presa bene e in ascolto.

GREEN LIKE JULY

Andrea: Gli anni passati da spettatore, quest'anno sul palco, fa poca differenza: il MI AMI è sempre un'esperienza molto intensa. È uno di quei momenti in cui ci si sente parte di qualcosa di importante, in cui si vede una Milano bella. Guardare i Verdena dal palco Pertini e "Miglioramento", lo sguardo prima impensierito e poi soddisfatto e commosso di Carlo, i bei concerti di Iori's Eyes e Radio Days, Francesco e Giuseppe e il banchetto della Ghost tra fango e acqua. Ricordo anche di aver parlato con Roy Paci e di non averlo riconosciuto.

Paolo: è stato tutto molto emozionante. L'attesa del concerto adrenalinica. Ascoltare Bob Corn in mezzo al pubblico solo voce e chitarra acustica e sapere che appena dopo tocca a te. Una grande soddisfazione poter esibirsi davanti ad un pubblico tanto attento e silenzioso.

Nicola: Di questo MI AMI ricordo le persone, ricordo Sandro provato dalla fatica di tenere insieme tutto, ricordo Bob Corn in mezzo alla folla, non lo si vede, sparisce e riappare, non smette di cantare, perlomeno non si capisce, sono sul palco e attendo, è una scena strana ma molto intensa, ci fanno un cenno e il set vola via, sforiamo, e qui colgo l'occasione per scusarmi ancora, infine mi ritrovo insieme ad altri gruppi e addetti ai lavori di fianco ai Verdena che esibiscono in un concerto incredibile. Forse il miglior MI AMI a cui sia stato.

L'ARIELE

Ho il dj set schedulato per la giornata di sabato. Per la prima volta nella mia disonorata carriera devo farlo saltare (mai successo prima). Devo tirare il pacco a quelli di Rockit che mi hanno invitato a mettere i dischi nel festival più fico d'Italia. Chiamo Fiz, orecchie basse: "Oh non posso venire sabato!" -"Ma come avevi preso un impegno". Azz inizia male - ma finisce bene: "Dai, allora vieni Domenica e ti inseriamo nel dj set di noi di Rockit". Mi presento, orecchie bassissime, coda tra le gambe: "Sono il vostro schiavo ditemi cosa devo fare e lo farò!" è Carlo che mi indica un gruppetto di giovani dicendomi: "Metti i dischi con loro!". Le orecchie sono sempre basse quindi non chiedo: "Quando? Sì, ma per quanto? Ma dove?", farfuglio soltanto: "Oh, sono mortificato per il pacco di ieri", non ho altri pensieri. Mi siedo nel backstage e mi guardo i Verdena suonare accanto alle mie valige di CD (sembro uno che deve traslocare), dentro ho la musica per ogni occasione e per tutto il tempo possibile, ma non me ne preoccupo, sfoglio un libro sui CRASS che ho comprato al banchetto, non voglio dare troppo nell'occhio, sono pur sempre in smarerra (Nota di Ariel: termine varesotto). I Verdena finiscono. Io me ne sto zitto e buono e penso: "Tanto mica inizio io, io al massimo metterò qualcosa insieme a loro, sono pur sempre un vecchio professionista, me la caverò!" e invece no - una voce alle mie spalle sentenzia: "Dai Ariel inizia tu!". Riflessi pronti, nervi scattanti, chiudo il libro sui CRASS prendo le valige e con un balzo felino salgo sul palco. Alzo lo sguardo sulla gente - TANTA - TANTISSIMA - e solo allora mi rendo conto che
- NONHOPENSATOCONCOSAINIZIARE
- NONHOCHIESTOIFREEDRINK
- NONHOFATTOLASTAR
- NONHOGUARDATOSEC'E'QUALCUNOCHECONOSCOCHEFADACLAQUE
- NONSONOPRONTO
- NONSONOCONCENTRATO
- EPOIC'E'UNBOTTODIGENTE AIUTOOOOOOOOOOOOOOO
Mi giro, c'è Pertini che mi guarda, gioco sporco, parto coi RAMONES sparo sulla croce rossa.
Qualche giorno fa ho ricevuto una foto via mail, ci sono gli occhiali di Pertini, ci sono io e c'è una scritta sulla consolle "DOMANI NON RICORDERAI NULLA". No no, me lo ricordo benissimo.
Non tirare mai più un pacco a quelli di ROCKIT.
Ariel.

LNRIPLEY

Milano per noi è ogni volta il punto di ripartenza. Il vero test, il nostro personale "make it or break it". Siamo torinesi duri e puri, ma Milano è la cittá che ci ha adottato, spronato, incoraggiato e capito da subito. E Milano per noi è soprattutto Magnolia, queste coordinate geografiche qui, questi spazi che d'inverno diventano bollenti e d'estate si aprono a festival vivi, veri come questo MI AMI: bello girare tra le aree, tra le bancarelle, i palchi, vedere tanti ragazzi diversissimi tra loro attirati da un cartellone eclettico e ben costruito. Ecco la bella, pericolosa opportunità che il MI AMI offre a LN Ripley stasera: metterci di fronte ad un pubblico che per larga parte non ci conosce, nuovo. Ma è un pubblico attento, noi siamo preparati e daremo il massimo: il debito di gratitudine che abbiamo per questo posto non merita niente di meno. Quindi, nonostante i decibel atrocemente limitati, suoniamo forte sempre piú forte finché le facce stupite che vediamo all'inizio non si sciolgono nel ballo: occhi giganteschi volano sulle mani tese, ne vorremmo ancora e ancora quando il set è già finito: ancora una volta Milano ci ha dato la carica e l'adrenalina per affrontare tutte le altre date, tutte le altre città. A presto.

MARIPOSA

Io, l'incaricato a raccontare una soggettiva di un giorno fausto, che non è nome, come del resto franco, clemente o linda, sono Enrico.
Esso è solo un nome, anzi la marca di una famosa ditta di bitumi raffinati, raffinati come la cacca rispetto alla merda, in termini lessicali.
Un amico mio durante un attacco di dissenteria alla domanda via messaggio della romantica fidanzata "Mi ami?" rispose "Chicago".
Ma era amore il suo.
Forse amor proprio.
Proprio amore.
E il nostro?
Lo fu molto per il festival e poco per i Cherokee che dopo la danza della pioggia fallita di due secoli fa, ebbero successo proprio venerdì 10 giugno 2011. Li si sentiva gioire in qualche riserva del Colorado, con un hamburger yankee in mano. Per colpa di ciò e di un simpatico Corto Circuito, come il film, alcuni gruppi furono spostati in un terzo palco.
Diciamo un bronzo.
Nel palco oro, io con un hamburger meneghino in mano (senza zafferano) vidi il solo Le Luci della Centrale Elettrica. Che era uno e quatrino perchè Ferrario, Corti e De Gennaro facevano uno San Giovanni Evangelista, l'altro San Lorenzo e il più berlinese facea San Sebastiano con le frecce e tutto. Vasco incarnava San Franesco dalla facile bestemmia nominata invano. E Gesù? Era con i Cherokee quel giorno a mettere nelle riserve l'oro, la mirra e l'incenso rimasti. E a curarsi le stimmate per via delle bestemmie che per la pioggia gli sono arrivate con abbondanza. Ragazzo con un ego problematico quello, come disse un altro amico mio. Ne è nata una band che nel combattersi da soli o nel rendersi paladini di loro stessi, si sono chiamati, per non equivocare, EgoKid. Di loro ho visto l'ultimo brano e so per certo che di Glam, caro a noi Brian Eni, si tratti.
Tornano i petrolii.
I petrolii, stavolta, di marca italiana.
Giusto che finissimo la serata noi fossili Mariposa, con gli splendidi pterodattili, i solamente grandi sassi e l'amato, amatissimo fango del duemilaundici.

PLASTIC MADE SOFA

Sono passate ormai due settimane dalla nostra esibizione al MI AMI, ma il ricordo è ancora vivido! Per noi è stato sicuramente uno degli appuntamenti più importanti dell'anno e probabilmente uno dei più belli. Bello il Magnolia estivo tutto aperto, bello il palco e soprattutto bella la marea di gente che si aggirava rimbalzando da un palco all'altro. Siamo contenti di come abbiamo suonato e della risposta della gente che magari ci vedeva per la primissima volta. Noi ci siamo divertiti ed è stato bello vedere come, minuto dopo minuto, la gente arrivasse a riempire il piazzale di fronte al palco e fosse così "presa bene". E' stato bello anche il post concerto, tra una birra e l'altra, qualche intervista e ancora tanti bei live fino a sera. Ma quello che è davvero da sottolineare è la filosofia del festival in sé: il fatto di essere riusciti a creare un evento di successo, con tanti gruppi e tanta gente che partecipa e soprattutto ascolta della musica che in Italia difficilmente ha modo di esibirsi ed esprimersi in un contesto che la faccia sentire in qualche modo importante.
Quindi un grazie a tutti e speriamo di vederci l'anno prossimo!

VIDEODREAMS

Fil: Il mio terzo MI AMI, stavolta con i Videodreams (dopo i due con Brown&The Leaves). Abbiamo portato un po' di sole per vedere meglio chi c'è sotto il palco, per riabbracciare i nostri amici, per stringere le mani di chi ci fa i complimenti, per guardare negli occhi chi ci intervista, per fare i complimenti ai gruppi che ci piacciono, di persona.

Marco: E' stato un piacere, sul palco e sull'erba appena un po' più in basso. E' stato il mio primo MI AMI, non sarà l'ultimo. Non dico altro.

Maurizio: Beh che dire se non che l'esperienza del MI AMI mi ha dato la possibilità per una volta di prendere  la vita con calma; lontano dalla frenesia quotidiana, avulso dai ritmi incessanti della routine di ogni giorno, ho avuto modo di respirare con assoluta tranquillità l'armonia dello stare insieme, di immergermi nella natura in simbiosi con il prossimo, di rilassarmi e stupirmi del tempo che sembrava quasi essersi fermato.

ZABRISKY

Per noi Zabrisky é stata la primissima volta al MI AMI. Un' esperienza sicuramente indimenticabile. Il clima che si respirava sin dal primo momento non ha assolutamente nulla a che vedere con altri festival in cui abbiamo suonato. Ci ha colpito la professionalità di chi ci ha accolto e assistito sul palco, anche durante i movimentati momenti del diluvio che si è scatenato un istante prima del nostro live. Mai un attimo di panico o di confusione. Complimenti a tutti veramente! L'organizzazione, poi, era impeccabile: dal catering alle interviste, tutto è filato liscio in modo assolutamente sereno. Bellissimo pubblico (peccato per la pioggia!), sempre attento ad ogni band su entrambi i palchi, una goduria suonare in queste condizioni. Il pomeriggio e la serata sono davvero volati, complice anche l'altissima qualità dei gruppi, in grado di catturare per tutto il giorno la nostra attenzione. Un'occasione unica, quindi, che ci ha dato la possibilità, oltre che di esibirci in un luogo prestigioso, anche di tessere contatti e amicizie preziose per il futuro.
Grazie ancora.

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