MI AMI 2012 - Palco Pertini - Domenica Live report, 17/06/2012

Foto di Antonio Campanella - Foto di Antonio Campanella -
28/06/2012

Le registrazioni dei concerti e 350 battute a concerto. Di Paola Cantella (PC), Benedetto Delle Piane (BDP), Carlotta Fiandaca (CF), Mara Guzzon (MG), Chiara Longo (CL), Stefano Rocco (Acty), Marco Villa (MV).

(PH. Starfooker)

BRUNORI SAS

Esiste sicuramente, da qualche parte, un universo parallelo in cui tutto il mondo canta solo le canzoni di Brunori Sas. In quell'universo probabilmente si sta bene e Brunori Sas ha voluto mostrarcelo al MI AMI, teletrasportando il pubblico del Palco Pertini. Il cantastorie del sud ha creato giochi di prestigio con le emozioni, dando vita ad uno spettacolo di gioia e poesia. Brunori è ormai diventato grande anche dal vivo, tiene il palco, comunica, coinvolge, diverte. E tutti a cantare con lui. Il futuro della nostra tradizione passa probabilmente anche dalle sue canzoni e dai suoi concerti. // Acty

 

 

(PH. Starfooker)

OFFLAGA DISCO PAX

Che cantino delle loro oasi post-sovietiche o di concerti esauriti cambia poco. Sono gli Offlaga Disco Pax, sul Pertini sono di casa e il pubblico lo sa. Li aspetta sotto il palco e li ascolta in laico silenzio. Collini e soci non si tirano indietro. La pelle d'oca è d'ordinanza. Oggi come cinque anni fa, come otto anni fa. Bentornati al MI AMI.// MV

 

 

(PH. Starfooker)

RONIN

I Ronin tornano a calcare i palchi del MI AMI dopo un cambio di formazione (il nuovo batterista) che aveva inizialmente fatto storcere il naso ad alcuni fan della prima ora. Invece dal vivo suonano compatti e puliti, senza lasciare il tempo di prendere fiato tra un brano e l’altro. La chiusura arriva troppo presto, al tramonto, con una versione crepuscolare del tema di Twin Peaks che fa venire i brividi a più di qualcuno. Imprescindibili.// BDP

 

 

(PH. Starfooker)

LO STATO SOCIALE

È comprensibile che in tanti odino Lo Stato Sociale. I suoni, lo stile, il modo di fare. Più che comprensibile. Però poi li vedi su un palco a fare i cretini, a fregarsene di tutto. Perché sono divertenti, sono leggeri. E hanno ragione loro. Anche quando fanno il balletto da villaggio vacanze su un brano in playback, anche quando dicono stronzate. Per i brividi, invece, basta aspettare i Ronin. // MV

 

 

(PH. Starfooker)

AMYCANBE

Nella domenica pomeriggio del Pertini, gli Amycanbe regalano una lezione di stile: Francesca è la protagonista assoluta con la sua voce che tocca le corde dell'emozione del pubblico e si rivela una frontwoman d'eccellenza, che sa intrattenere e far sorridere. Rock ed eleganza coniugati a una presenza scenica perfetta, un cocktail deliziosamente internazionale. // CL

 

 

(PH. Antonio Campanella)

VINCENZO FASANO

Palco Pertini, suona Fasano. Di corsa incrocio Laura che mi dice di fermarci a sentire. Mi fido, che lo conosco poco. Lui è lì sopra, bello, con la sua chitarra; mi piace, pezzo dopo pezzo. Quando scende dal palco e suona in mezzo a noi che lo circondiamo è subito falò-spiaggia-baci-MI AMI. Quando torna su per salutarci ringrazio Laura che mi ha fatta fermare. // CF


 

 

(PH. Starfooker)

THE GENTLEMEN'S AGREEMENT

Una melodia swing si fa strada tra i presenti stupiti: i Gentlemen’s Agreement arrivano suonando per le strade del Mi ami e fanno il loro ingresso trionfale sul Pertini come una gispy-band di tutto rispetto. Tra un ukulele, un mandolino e un tamburello, la band partenopea viaggia attraverso territori latini. E’ un folk contadino costellato di spensieratezza estiva. E’ un salto nella poesia di luoghi inesplorati e lontani.// MG


 

 

(PH. Antonio Campanella)

Dicono che se la mattina ti svegli in ospedale con il mal di testa e un occhio nero, hai passato una gran bella serata. Confermo tutto, signor infermiere, tutto vero, serata grandiosa, anzi senti qua. Sai che ho fatto ieri? Ieri notte? Tutto concentrato un quel momento, l'inizio della fine, la fine spettacolo da godersi come al cinema, con i fuochi di artificio e i pop corn, un po' come i Maya, no? Mica è duemiladodici per niente, sciocchino. Comunque, senti qua: dentro e fuori il Magnolia, sopra e sotto il Pertini, l'erba della Collinetta che punge i piedi nudi, il sole buono di tre giorni migliori, come li vogliamo noi, senza fermate, ci sono scappati via e ora siamo qui, i bicchieri di Negroni tra le mani, troppi, in aria, in alto, le pistole d'acqua verso il cielo, tutti contro tutti, magliette bagnate, ti lecchi il rimmel sbavato fin sulle labbra e mi abbracci, ti abbraccio, salta!, e spariamo alle stelle, si, sembreremo matti o forse alieni marinai pirati, noi che MI AMI, davvero, sul serio, stanno arrivando e sono arrivati, siamo arrivati, che ci senta tutto l'Idroscalo, Milano, cazzo, l'Italia tutta quanta, che ci siamo e ancora una volta abbiamo fatto vedere quanta voglia c'è, di musica, di gente, di buono, di nuovo, tutti quanti, su su su salite, andiamo!, ma c'era proprio bisogno di "The final countdown" per l'entrata, oggesù, noi sul palco con la benda sull'occhio come Capitan Harlock e voi che ci fate l'occhiolino per un'altra golata di rum versata dalle transenne, dalla bottiglia alla gola, brucia che è un piacere, bevi bimbo! ed è un Rockit All Starz da veri pirati, perché saremo anche sudati, sporchi, con un sorriso enorme stampato in faccia, non ci si fa nulla, è quel sorriso cretino che non togli manco con, eh lo so, ed è musica, che musica ragazzi, dal meglio al peggio, dai, ditemelo, chi l'ha scelto questo pezzo in redazione?, e tutto eppure suona bene, tutti balliamo forte quassù, certo che anche laggiù vi date da fare, lo dice anche Pertini, "Italiani brava gente!", e poi arriva Max, te lo giuro, quello vero, e la gente ulula, abbraccia Sandro, sia Giorello che Pertini, ancora più stretto, e siamo tutti di nuovo sul motorino in due, dentro quel vecchio bar, con un Arbre Magique nuovo di pacca per il puntello, con un deca, sui divanetti della disco la domenica pomeriggio, vicino alla tipa che non ti fila, nelle nottate a perdersi in macchina con gli amici di una vita, festeggiamo così, con Max che ci spinge indietro, gli anni Novanta baby, che c'eri o non c'eri, che tu lo voglia o meno, le parole della canzone le sai e ti squarci il petto per cantare anche tu, e ti viene solo da abbracciarlo quel mattacchione, e stiamo cantando davvero tutti, stretti e ridicoli, e se potessi ridere e cantare insieme lo farei, sei un mito, ce lo urliamo in faccia, sei un mito. Rido. Saremo anche sudati, sporchi, sorridenti come i matti, forse abbiamo esagerato con le pistole d'acqua e le bende da pirata, colpa mia per quelli, peró anche i dischi eh, che storia. Quello che volevo dire, è che siamo così. E che se i guerci sembriamo, almeno siamo guerci in un mondo di ciechi. Voi e noi. Almeno una notte, o anche tre. Ogni anno, una volta all'anno. Eh? No, non me lo ricordo come sono caduta, signor infermiere, un brutto volo e tre giorni intensi, si, ma io il prossimo anno, fossi in te, ci verrei al MI AMI. // PC (ovvero la ragazza che è caduta dal palco)


 

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Pagine: Ronin Offlaga Disco Pax Amycanbe The Gentlemen's Agreement Brunori S.A.S Vincenzo Fasano Lo Stato Sociale Rockit All Starz

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