MI AMI 2018 - Secondo giorno Live report, 26/05/2018

Foto di Claudio CapraiFoto di Claudio Caprai
27/05/2018 di

Per cominciare, un paio di immagini simbolo della serata: i Prozac + attendono sul retro del palco, Gian Maria cammina su e giù, le luci sono basse, siamo tutti col fiato sospeso come l'attimo prima di lanciarsi col paracadute fuori dal portellone dell'aereo. C'è un'elettricità strana nell'aria. Al primo accordo, guardandoci negli occhi, ci diciamo: "Sta succedendo davvero".  
Giovanni  Succi nel backstage con Mattia Boscolo, Manuel Agnelli, Rodrigo D'Erasmo, i TARM e molti altri, dispensa amaro per tutti.
La bimba di Giulio con la maschera dei TARM che guarda il concerto sulle spalle del suo papà. 
Gigante e la sua fidanzata che mi portano il #paccodaggiù.
Go Dugong con la maschera che trasforma il MI FAI in un rito pagano dove si suda e ci si purifica.
Tutto il MI AMI che intona "Tanti auguri Ramiro".
Auroro  Borealo che fa stage diving dando una grandissima lezione di stile persino a Cosmo.



(Foto di Davide Padovan)

Quando con 3 ragguardevoli ore di sonno varco i cancelli del Magnolia si sente già che l'aria è diversa. Dai palchi arrivano quasi unicamente suoni di chitarre mentre si svolgono i check: da una parte i Dunk, dall'altra i Vanarin, dall'altra ancora i Latente. Ieri nell'aria c'era l'amore, oggi c'è una punta di orgoglio. Non è così scontato avere gente alla porta prima dell'apertura nel 2018 con le chitarre, lo dicono tutte le riviste specializzate. Ma intorno al MI AMI c'è molto di più di questo: è un'esperienza, indipendentemente da chi c'è sul palco.
Iniziando i miei giri vedo la scena meravigliosa della collinetta colma, tutti stesi ai piedi del palco Havaianas a farsi accarezzare dal sole e da Oh Pilot. Tra gli occhialoni à la Cobain di Mèsa e i capelli blu di Giorgieness mi faccio assalire da una grinta spaventosa: il 70% dello staff operativo del MI AMI, tra produzione e collaboratori, è composto da donne e vedere tutte queste ragazze sui palchi mi fa venire voglia di mangiarmi il mondo una canzone alla volta. Sciolgo l'adrenalina in una danza propiziatoria guidata dal reverendo Gabriele dei Joe Victor e al Palco MI FAI mi incanto 5 minuti abbondanti a guardare gli Hit-Kunle, sognando lidi e profumi che non conosco ancora. Più tardi nel backstage assisterò alla scena dei musicisti di Giovanni Succi che si complimentano con loro, un incontro tra generazioni di musicisti di ieri e di oggi sincero e rassicurante. "Non prendersi sul serio, ma farlo seriamente" mi dirà la giovane e saggia Folake.



(Foto di Alessandro Sozzi)

Mentre l'#invitoalviaggio spicca il volo sulle note globali (dai, ormai dire italobrasiliane è riduttivo) dei Selton, i pollini di tutto il mondo arrivano a far fiorire il palco Havaianas con Maria  Antonietta, in un tripudio di composizioni floreali che ci avrebbero invidiato anche a Sanremo. Quando atterro i Tre Allegri Ragazzi Morti sono appena scesi dal palco e Davide abbraccia tutti e dice: "È sempre il posto più figo dove suonare". Grazie Davide, il sentimento è reciproco.



(Foto di Claudio Caprai)

Colapesce santifica questo prato e con l'effusione della sua totalità porta al MI AMI un concerto sofisticato ma al tempo stesso tempo pieno di sing along: forse è questo che chiamano talento. Poi succede qualcosa.
Temo in un altro blackout ma così non è. Il paesaggio dall'oblò dei Boing 737 MI AMI airlines su cui sto viaggiando smette di scorrere, il pubblico si ferma, persino i baristi chiudono gli spillatoi e non rovesciano più bottiglie. È il 1998, il 2008, forse il 1988, forse il 2018 o forse nessun luogo spaziotemporale. I tre minuti di "Acida" bloccano il MI AMI in una fotografia incredibile di sguardi rivolti al palco. È il momento che stavamo aspettando sin da quando abbiamo avuto la conferma di avere i Prozac + in lineup, e per un momento non c'è più staff, lavoro, cose da fare: in quell'attimo siamo parte del pubblico come tutti, e ne siamo felicissimi.
Poi come in un film tutto ricomincia a scorrere velocemente intorno, da una parte c'è il live degli Yombe a tenere alta la bandiera dell'energia, dall'altra Valerio Millefoglie ha già cominciato a raccontare le storia di questo MI AMI che non si è nemmeno concluso ma è già ricco di cose da ricordare. Un'ora dopo Dj Gruff verrà incontro a chi è a quel punto della serata in cui più che scatenarsi nelle danze vuole molleggiare lentamente. 



(Foto di Claudio Caprai)

Il nostro MI AMI continua prima sul palco per un finalone da abbracci collettivi con il dj set di Rockit all Starz e oltre il cancello per i saluti finali, mentre è già mattino e Bea osserva "È incredibile quanto vada veloce l'alba, puoi vedere la luce che cambia ad occhio nudo". Per quest'anno, sipario, come dice il maestro. Al MI AMI 2019, non vedo l'ora.



(Foto di Alessandro Sozzi)

Tag: live report mi ami

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