MI AMI 2023 quest’anno fa il giro del mondo

Le visioni degli inglesi Jockstrap, una delle band più affascinanti in circolazione, gli inafferrabili gemelli svedesi Deki Alem, il punk degli Ada Oda, dal Belgio con rancore, ma anche i ritmi intercontinentali dei “nostri”. La domenica del MI AMI si fa internazionale, ecco come e perché

Le band internazionali del MI AMI 2023
Le band internazionali del MI AMI 2023

Il MI AMI 2023 si affaccia sempre di più verso nuovi orizzonti e nuove mete, che possano travalicare e trascendere i confini nazionali - sempre più importanti per una certa politica - per farci ascoltare nuova musica da tutto il mondo, in un festival che sia sempre più internazionale e che si ponga sempre meno limiti. L'illustratrice della bellissima grafica di questa edizione è Ana Miminoshvili, di Tbilisi (Georgia), che è riuscita con il suo tratto delicato e insieme potente a far rifiorire la musica, la voglia di partecipare alla vita, che è più forte di ogni ostacolo o ferita.

"La domenica è un giorno di festa. La festa la vogliamo fare tutti assieme", spiega il direttore artistico del festival, Carlo Pastore. "È dal 2022 che questo giorno del MI AMI è diventato non più un modo di guardarsi dentro, ma di guardare fuori. Perché la musica non risponde alle regole delle ideologie e del sovranismo, ha un rapporto con l’identità che non passa per forza dalla nazionalità. I livelli raggiunti dalla musica italiana negli ultimi anni la pongono di diritto alla pari con ogni altro stato europeo. Non ci credi? Senti".

Domenica 28 maggio si esibiranno Ada Oda dal Belgio, Deki Alem dalla Svezia, Jockstrap dal Regno Unito. Carlo ce li racconta così: "È il momento giusto di mischiare le carte, di allargare la prospettiva, di rilanciare la sfida. Dopo aver invitato L’impératrice e Yin Yin, il 2023 è l’anno di Jockstrap, Deki Alem e Ada Oda. Sono tre formazioni imparagonabili. I Jockstrap, inglesi, hanno fatto il miglior disco dell’anno passato (secondo Pitchfork) e sono un’esperienza unica che spazia dal country all’elettronica radicale; il loro live è eclettico, associano l’Italia allo champagne e questo ci fa molto sorridere. I Deki Alem sono invece la miglior nuova formazione europea, no cap. Sono stati votati al primo posto della classifica exchange dell’Eurosonic. Sono due gemelli svedesi di seconda generazione che uniscono il post punk alla drum’n’bass, l’electro al rock. Gli Ada Oda invece hanno un sound early thousand che li riporta a esperienze come CSS, a tutti gli effetti fanno post punk. La cosa bizzarra è che pur venendo dal Belgio cantano in italiano, in ossequio alle lontane origini siciliane della cantante".

Ma anche molti dei gruppi "nostri", per così dire, sono archi tesi verso il mondo esterno:" Come possiamo definire se non world music le esperienze de Il Mago del Gelato o Addic Ameba, che fanno perno attorno all’afrobeat? Lo stesso approccio inclusivo e onnivoro dei Bud Spencer Blues Explosion di Adriano Viterbini, che ha suonato con Bombino e Rokia Traorè. Senza dimenticare l’Istituto Italiano di Cumbia, che esplora un genere nato in Sudamerica e divenuto globale, che torna al MI AMI dopo l’esordio nel 2017 a presentare il terzo volume della compilation dopo un incredibile tour in Argentina e Uruguay. MI AMI è un suono che si può cantare in tutte le lingue del mondo".

Ada Oda 

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Vengono da Bruxelles, sono in quattro e per il loro disco di debutto, dal titolo Un amore debole, hanno scelto la lingua dei genitori di Victoria, la cantante, figlia di immigrati palermitani negli anni '50. Il risultato è unico e delirante! La loro missione è trovare il punto di incontro tra il punk anni '80 e la canzone italiana: ascoltandoli diremmo che ci stanno riuscendo alla grande. La loro musica non somiglia a niente che esca fuori dal nostro paese, risente molto degli influssi mitteleuropei, serrati e danzerecci, che vanno a condire i testi di Victoria, che parlano di amore finito male, cuori spezzati e relazioni tossiche. 

La combinazione di parole scelte da Victoria, così fuori dall'ordinario per chi si trova all'interno dello Stivale, con gli accenti sballati e i suoni ruvidi, con il suo timbro acuto, squillante, in cui più che cantare si lascia andare a flussi di coscienza parlati e urlati tutti di un fiato, diventa qualcosa di ipnotico fin dal primo ascolto. Un po' come aveva fatto recentemente – in maniera diversa per contesto culturale e genere musicale, ma simile per effetto sorpresa e, casualmente, città di origine dei genitori – Pufuleti, con le sue barre in un italiano scombinato. Una sorpresa super figa tutta da ballare per gridare al mondo basta con gli amori deboli!

 

Deki Alem

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Si sa pochissimo dei Deki Alem, inafferrabili, quasi extrasensoriali nell'immaginario quanto nel suono che propone. Lontani e figli di nessuno, fenomeni spirituali, i Deki Alem sono una coppia di gemelli svedesi. I loro veri nomi: Sammy e Johnny Bennett. Difficile fornire delle reference, ma ci proviamo: immaginate i Joy Division mischiati a Santigold, oppure dei Klaxons non bianchi e non fighetti. Il duo ha all’attivo un singolo e un EP di debutto dal titolo Among Heads, che è stato prodotto da LIOHN e Klahr (che oltre a essere strettissimo collaboratore dei due gemelli, ha lavorato con Lady Gaga, Bree Runway, Swedish House Mafia). Nel corso del 2023 arriverà il loro secondo lavoro, dal titolo Fluent Stutter.

Ci sono piaciuti talmente tanto che li abbiamo chiamati a suonare per un doppio evento, il primo che si è tenuto il 17 marzo - insieme a Nobody Cried For Dinosaurs e Aftersalsa - al Covo di Bologna per la preview del festival, per poi bissare il 28 maggio al MI AMI, di fronte al pubblico affamato di novità, per far conoscere un'identità artistica inedita e potentissima nel panorama musicale europeo. Venite a scoprirli insieme a noi!

 

Jockstrap

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Un duo londinese eclettico e assurdo, composto da Taylor Skye e Georgia Ellery, due che si sono laureati alla prestigiosa Guildhall School of Music & Drama di Londra, quindi che sanno suonare bene e che giocano con la musica in modo personale e non etichettabile. Non solo: si divertono anche come matti a fare video totalmente fuori dagli schemi, basti vedere qui sopra il loro Greatest Hits.

Passano dal country all’elettronica concreta o dalla drill al violino classico senza nemmeno porsi il problema di percepire che ci potrebbe essere un problema. Il loro disco I love you Jennifer B è Best New Music per Pitchfork. È il disco manifesto di una nuova ondata di artisti pop che rifiutano di limitarsi a un singolo genere, stile o punto di riferimento culturale. Nei testi parlano di sesso, di corpi, spesso dal punto di vista femminile. Tipo, per intendersi: “I believe in dreams, do you?” , oppure: “I think of Italy, champagne”. Arrivano al MI AMI, nella domenica che connette l'Italia al mondo. Bollicine.

Istituto Italiano di Cumbia

 

L'Istituto Italiano di Cumbia è diventato internazionale! Grazi al tour Volver al Sur, dal 16 al 22 marzo il collettivo guidato da Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti ha portato la cumbia italiana lì dov'è nata, al suo continente d'origine: il Sud America. Un viaggio tra l'Argentina e l'Uruguay molto atteso, che ha incendiato le piazze di Jujuy, Cordoba, Rosario, San Francisco Cordoba e Montevideo con la musica dei producer, cantanti, trombettisti, percussionisti impazziti per la cumbia, a cui hanno messo un ingrediente in più, quello italiano.

Torneranno al MI AMI forti di questa nuova esperienza per farci divertire e ballare come non mai, grazie anche al ritmo suadente del nuovo singolo Iluminarà. Tutti sotto cassa per una domenica 28 maggio indimenticabile!

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L'articolo MI AMI 2023 quest’anno fa il giro del mondo di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2023-05-04 09:30:00

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