Un fiume di teste riempie il boulevard di MI AMI 2026 - che oggi ha un sabato ricchissimo in programma e c'è ancora qualche biglietto - a perdita d'occhio. L'effetto dal palco dev'essere abbastanza impressionante, ma Faccianuvola non lascia trasparire l'emozione di avere per la prima volta un pubblico così sterminato tutto per lui. Anzi, il live è pazzesco, da piangere, con solo lui sul palco a dare vita a questo mondo digitale e bucolico insieme, così puro, così sintetico, così timido e così capace nell'arrivare davvero a chiunque. Era da un po' che vi dicevamo di segnarvi questo nome, ma qua è successo davvero qualcosa di grande.
Vale la pena partire da qui, da questo live così partecipato per un cantante ai più sconosciuto fino a un paio di anni fa, perché è una delle dimostrazioni più lampanti del fatto che MI AMI è dove accadono le cose. E quante ne sono successe, in un venerdì semplicemente straripante, di quella meravigliosa schizofrenia che permette a linguaggi musicali diversissimi di convivere insieme serenamente: dalla ricerca tra tradizione e contemporaneità de La Niña al rap di Silent Bob, dall'indie pop allucinato di Tutti Fenomeni ai ritmi sudamericani del palco Pepsi Club. Ma andiamo con ordine.
Per farlo bisogna cominciare dal palco idealista, il primo ad aprire di tutto il festival e quello più fitto di artisti. Si parte fortissimo con Volpi, un pop punk bello sfrontato che accende il pubblico, a cui rispondono la magnetica voce di iako prima e il rullo compressore degli irlandesi Basht.. Spazio poi a Umarell, che dopo la performance dipinto di rosso dell'anno precedente, questo volta ha del blu a sporcargli la faccia e pure il live, da frenetico, si fa più addomesticato (ma sempre indomabile, non preoccupatevi).

Ci sono poi le Pacifica, duo di giovanissime ragazze argentine cresciute a pane e Strokes, per poi un blocco rap davvero notevole: 6occia ed SKT, due nomi che si stanno facendo notare ultimamente - il primo per il suo racconto del disagio della provincia, il secondo per il suo impareggiabile flow "calabritish" -, con in mezzo gli incastri e l'approccio conscious di uno che le parole le maneggia con una facilità incredibile come Dutch Nazari. Il finale è fuoco puro: Visino Bianco live è devastante, e sembra perfetto per preparare il terreno al la visceralità del concerto di Emma, performance che prevede, come ormai da tradizione, lo scendere in mezzo al pubblico in un momento di condivisione emotiva massima.
Non troppo distante da lì c'è il main stage, il palco ING. Dopo un live ipnotico come quello di Altea, con la sua voce al servizio di un intreccio di elettronica e cantautorato elegantissimo, tocca alla scorribanda dei Patagarri, che comincia con l'uscita a sorpresa da un cassonetto e culmina con un "Palestina libera" che echeggia in tutto l'Idroscalo. Tutti Fenomeni, invece, omaggia i CCCP - e con quale pezzo se non proprio Mi ami? -, porta tutto il romanticismo del suo nuovo disco Lunedì e pure un certo Giorgio Poi, produttore del disco, per cantare insieme Love is not enough.

Il glitch nel sistema è Tony 2Milli, una comparsata breve ma che sarà ben rimasta in testa a chi era già in postazione per il live de La Niña. Quando arriva, ecco che ci si catapulta in una dimensione altra, sospesa nel tempo e anche nello spazio, da togliere il fiato. Non a caso, Furèsta era il nostro disco preferito del 2025, e live tutta la forza ancestrale dell'album si fa carne viva. Si chiude in trionfo con i Dov'è Liana, anche loro protagonisti di un grande live l'anno precedente: foulard in testa, inni all'amore libero e french touch con italo disco a gogo. Ah, e appare pure Malika Ayane con loro.
Dal grande al piccolo, anzi piccolissimo: il palco Quanto. Qua l'epicità si spreca. Oltre al tridenteKay Carter, Gallas e il debutto live di R£d, tre nomi per il rap di domani e forse pure di dopodomani, ci sono momenti incredibili come Scar e la sua voce tenorile che apre una voragine di pogo a fine set, il mondo da pop per il millennium bug di Flamen, il delirio del collettivo romano Lamakkina e della loro sterminata produzione musicale, fino al matrimonio della "troia del futuro" Hachiko, techno pop che gioca con l'osceno per farne movimento di emancipazione dal patriarcato. L'ultima chicca non è da poco: Maximilian, ultimo a esibirsi, oltre al suo notevole solista evoca sul palco Yung Pava e Prince, i Tauro Boys al completo. Con loro farà giusto qualche pezzo, ma c'era gente che aspettava da anni un momento simile.

Prima di finire a costeggiare il lago, il passaggio obbligato è il Pepsi Club. Sotto la tenda, con un interessante talk moderato dal nostro direttore Dario Falcini sul diritto d'autore, la co-curatela di Club Mondo apre le porte a una serie di sonorità che attraversano tutto il globo, a partire proprio dal loro dj set come Club Mondo Soundsystem. Incredibile lo show messo in piedi da Aldolà Chivalà, spoken word in dialetto napoletano su basi tra funk e disco che hanno attirato talmente tanto pubblico da non poter letteralmente avvicinarsi al palco. Da lì si parte verso il Sudamerica: la dj messicana Coco Maria scalda i presenti con una selecta imbattibile, Lua De Santana fonde funk, soul flamenco ed elettronica per un live atomico, Tresca Y Tigre ci riportano in Italia passando dalla Colombia con hip hop, cumbia, dub e quant'altro, suonando brani dal nuovo ep Casi Caustica, Casi Nada.
E così torniamo da dove eravamo partiti, a quel palco WeRoad che a un certo punto si farà davvero cartolina della serata. Lea Gavino e Sissi sono due declinazioni del pop che ben si completano: all'apparenza leggera e spensierata la prima, col cuore spezzato la seconda, entrambe con voci da conservare con cura e farsi coccolare. Rareș - che avrà proprio Faccianuvola come ospite, sia come sassofonista sia per cantare Hanno previsto pioggiainsieme - si prende il giro d'onore per Sincero!, il suo nuovo bellissimo disco, dove di fronte a una relazione finita si alternano tantissimi sentimenti, ma è la gioia la vera protagonista.

Altro nome da segnarsi (e se già non l'avete fatto, male): FreshMula. Show compatissimo, stiloso, coolness che esce da ogni poro e un rap che va preso davvero come esempio. Dicasi lo stesso per Silent Bob & Sick Budd, che dal secondo si spostano in terreni più cupi e brutali, a tratti, con tanto di live band per l'occasione. Dopo Faccianuvola, a cui ormai fischieranno le orecchie, si palesa sul palco il cubo di Mecna, per uno show dove la struttura incredibile in cui si esibisce rende le sue liriche introspettive ancora più penetranti.
E poi? L'ultimo spazio è lasciato alla magia: arriva Costanza d'Este con una schiera di musiciste, come fossero uscite da un Medioevo alternativo e contemporaneo al nostro. Basta un'occhiata per rendersi conto che quella davanti ai nostri occhi è Francesca Michielin, a presentare un nuovo passo del proprio percorso che si addentra in visioni fantasy e leggendarie. Al che un po' ci viene il sospetto: ma non è che tutto quello che abbiamo vissuto è stato un incantesimo? Una stregoneria? Invece è proprio vero. E con un altro giorno così davanti ai nostri occhi.
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L'articolo MI AMI 2026, Day 1: l'amore è tutto qui di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-05-22 09:00:00

































































































































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