MI AMI ANCORA 2010, I gruppi dicono

21/02/2010

(Il Salone, foto di Stefano Cerutti)

Chi ha suonato a ridosso della cena, chi alle prime ore del mattino: ognuno ha un'immagine tutta sua di cosa è stato il MI AMI Ancora. Ecco i commenti delle band arrivati in redazione.



ALESSANDRO GRAZIAN
Sono arrivato al MI AMI ANCORA alle 22 di sabato, mi sono esibito alle 24, me ne sono andato alle 4 e poi vi sono ritornato alle 6, per poi esibirmi di nuovo alle 7 del mattino.
In assoluto l'evento più caotico vissuto con più lucidità dal sottoscritto. Ho bevuto solo due birre piccole (ho avanzato anche una consumazione): una pulizia interiore che mi è servita da contraltare all'Acheronte che fluiva nei saloni e nei mille disimpegni del Leoncavallo.
Direi che più che baci e abbracci la situazione ha conciliato buffetti sulle guance, comunque sereni e festosi.
Mi sono divertito e alle 7 del mattino, suonando Leo Ferré ai superstiti della nottata, con la luce del giorno che penetrava i vetri, mi sono anche emozionato.


BOLOGNA VIOLENTA
Sono partito alle 3.00 da Pavia dopo un concerto de Il Teatro Degli Orrori e mi sono immerso nella nebbia padana alla volta di Milano. Verso le 3.30 mi ha chiamato Sandro Giorello, chiedendomi a che punto fossi, ma soprattutto per dirmi di fare con calma perché la situazione era degenerata, il cancello era chiuso, c'erano un migliaio di persone infuriate e una rissa in corso. Ho rallentato con decisione.

Quando sono arrivato, verso le 4.00, la situazione era più tranquilla; diciamo che il momento di "crisi" era passato, il cancello era aperto e, sparsi ovunque, c'erano rottami di vario genere, per lo più bottiglie, esseri umani e celebrità.

Non c'era più niente da bere (o almeno così mi hanno detto), ho pisciato tra rottami ferrosi e ho suonato. Il Baretto era proprio bello, a vederlo dal palco, tanta gente, nonostante fossero le 5.30, tutti attenti e silenziosi, ma partecipi. Che spettacolo! Non ho risparmiato una sola energia per 30 minuti.

Ho ricaricato la macchina e la festa era finita. Anche l'ultima ambulanza se n'era andata.

Sono andato a prendermi la tanto agognata colazione e a sentire gli ultimi rimasti a suonare mentre pochi sopravvissuti ancora conversavano (altri blateravano, altri dormivano). Ho preso un bicchiere di thé freddo ed una brioche di quelle confezionate.

C'era il sole ormai, erano le 8.00 del resto, e sono ripartito verso casa, visto che non c'era da dormire, e visto che c'erano di nuovo la nebbia ed una notte insonne alle spalle.

Oggi ho ufficialmente buttato via la brioche, ancora sigillata, ritrovata dopo giorni sul sedile posteriore della mia macchina.


BROWN AND THE LEAVES
Mattia: Mai vista tanta gente così affamata di musica! E il fatto che la musica in questione fosse "Tutta roba italiana" non può che darmi gioia e soddisfazione. Suonare diventa un gioco emozionante quando si ha davanti un pubblico che ti da la sua più completa attenzione. Il palco era un grande prato su cui per mezz'oretta ci siamo distesi, tutti insieme, a dare forme e colori alle nuvole.

Marco: Un'esperienza tutto sommato positiva e sicuramente indimenticabile. Bello conoscere e condividere il palco con artisti di valore, bello incontrare tanti stili, talenti, portamenti ed idee diverse, un buono spunto per migliorare anche sé stessi e la musica in genere. Un ringraziamento particolare a chi ci ha seguito ed a chi si è fermato fino alle sette e ci ha ascoltato nel set mattutino. Propongo per il prossimo anno delle amache insonorizzate (con wc) per chi si deve fermare e suonare anche il giorno dopo.

Filippo: Una nottata reale e allucinante, il buio e le luci, il silenzio e la musica, il cortile e i sotterranei, l'adrenalina e il sonno, il pubblico visto da sopra un palco e il palco visto da sotto, in mezzo al pubblico, suonare nel buio del dopocena e alla luce del dopocolazione. Nel mezzo della notte, nell'invano tentativo di riposare su un'amaca, mi ritrovo a pensare che, intorno a me, c'è un'immensa superficie ricoperta di persone che sono qua forse per un fine comune. Penso che noi esseri umani siamo proprio dei creativi. Possiamo creare qualsiasi cosa. Abbiamo inventato tutto questo per sentirci liberi. Liberi di Amare quello che ci piace. Mi sveglio sapendo di non aver dormito. Ormai è giorno. Prendo in mano la chitarra e riempio la stanza di Amore.

Lucia: Una notte in mano ai mostri, sul palco e sotto, ovunque. Le orecchie piene come le stanze del Leoncavallo. La claustrofobia insieme allo stupore di scoprirsi così tanti. Input da ogni dove e troppa stanchezza per registrarli tutti. Una notte importante ed intensa.


CASADOR
(commento sul forum)
Due settimane fa ho partecipato con il mio progetto Casador al mega festival MI AMI Ancora. Mi sono divertito, ho registrato una grande partecipazione di pubblico e una (non scontata) piacevolissima prova di civiltà da parte del pubblico stipato nella sala Dauntaun, dove - per quanto ho potuto vedere - non sono mancati i momenti di grande ispirazione artistica e ottima qualità musicale, fatto a mio avviso non propriamente consueto all'interno della scena che il Festival rappresentava.

Mi hanno emozionato in particolare il grande mestiere di Gabrielli ad impreziosire e dare slancio alle canzoni di Ale Grazian e la vocalità struggente di Francesca Amati, una volta liberatasi dalla grande emozione che la attanagliava. Osservando il cartellone mi sono accorto che la line up prevedeva l'esibizione di molti nomi, alcuni dei quali esordienti o quasi, per cui questo sito ha speso parole roboanti, richiamato accostamenti prestigiosissimi e previsto carriere luminose.
Stando ai dati di afflusso non si potrebbe non decretare il clamoroso successo dell'iniziativa e di conseguenza l'enorme richiamo che questi artisti (me compreso) hanno prodotto nel pubblico milanese e non.

Per questo motivo mi ha enormemente stupito, nei giorni successivi, la totale assenza di discussioni riguardanti la musica proposta dai gruppi, le loro peculiarità, le emozioni evocate dalle loro esibizioni, il loro sound, la loro espressività. Cosa che accade, in tempo reale, sui siti e sui forum dedicati a qualsiasi festival (anche non gigantesco) di musica alternativa nel mondo, attraverso discussioni e post spesso godibilissimi e piu' illuminati di tante recensioni della critica specialzizata. Ho letto moltissime prese di posizione sulla rissa o sull'ordine pubblico in generale, esternazioni di entusiasmo di chi -presumo- ha appena iniziato a frequentare questo genere di manifestazioni, ma poco o nulla, se non qualche commendo 'da fan', sulla musica, sulle band, sul suono, sullo stile, sui testi, su quello che i musicisti dicono. Eppure si trattava di una vetrina importante, che offre a molti artisti una visibilità che probabilmente nella loro carriera non si ripeterà piu' (ovviamente mi auguro il contrario) e in cartellone non mi pare ci fossero solo progetti dedicati al mero intrattenimento.

Passa qualche settimana e inizia il festival di San Remo.
Il giorno dopo la prima puntata leggo sul forum di questo sito un resconto della serata, puntuale e dettagliatissimo, artista per artista, con tanto di voti e risposte di altri utenti, che -giustamente- prendono la cosa sul serio ed esprimono la loro opinione. Questa cosa mi ha fatto pensare. Non voglio credere che la maggior parte delle persone sia diventata così pigra da non prendersi piu' la briga di dare forma scritta alle emozioni che un concerto evoca. E nemmeno che tutto ciò finisca sistematicamente solo su Facebook, discriminando indirettamente chi non utilizza quel sito.

Probabilmente le spiegazioni sono tante e non è questa la sede in cui cercarle ma non so se questo episodio sia totalmente slegato dal fatto che abbiamo delle ministre troniste... che la musica è oggi ormai un mero prodotto di intrattenimento nazionalpopolare basato su una penosa competizione televisiva ad uso dei lettori di Chi... e che avremo nel giro di pochi anni il primo vincitore di san remo under 10.

Sia chiaro, non è questo un intervento volto a polemizzare gratuitamente con l'utente che ha, credo con una buona dose di goliardia, postato i voti a San Remo, manifestazione contro cui non ho nulla in quanto tale, anzi, ma una riflessione su come viene percepita la musica in questo momento, in quei 'bacini di utenza' a cui mi rivolgo anch'io in quanto artista. Riflessione probabilmente parziale, estemporanea e assolutamente non bellicosa!

CRIMEA X
Ci siamo sdraiati verso le sette del mattino, a casa della fidanzata di Tommaso. Per fortuna lei era partita per le montagne e non saprà mai dei cereali rovesciati sul pavimento della cucina, del latte fuori dalle tazze, le tisane sul divano e tutte quelle altre robe che fanno molto rock dopo una serata assolutamente roll. Per i Crimea è stata la prima volta in un contesto rock indipendente in Italia. Chi ci conosceva quel sabato sera? Qualche amico, ed ora? Qualcuno in più. Un'occasione importante per un duo balearic/erbazzone/kraut/cosmic. E' stata pure un'occasione di lavoro per me e Rocca (facciamo quasi quasi 80 anni in due, questo per la cronaca -ah io sono quello giovane dei due): lui con il suo altro progetto Ajello ha parlato con i Krisma del pezzo che hanno appena realizzato assieme, mentre io ho gestito i contatti per la mia microlabel Secret furry hole (His Clancyness, Buzz Aldrin, Wolther Goes Stranger) e per il progetto di cover dei Giardini di Mirò. Insomma una buona bazza per beccare tanti amici amiche musicisti musiciste e robe così. Il fanatico di musica che risiede nella mia testa ha apprezzato di gran lunga i live degli Altro, Iori's eyes, Maolo in veste hip hop ed in generale stare li in mezzo a gente viva che si è mossa per un festival di soli gruppi italiani che hanno poco spazio nel pease reale.


DID
il nostro commento è:
Leoncavalle

ciao, a presto!
grazie per tutto


DJ GRUFF
(commento sul forum)
se mi ami ancora
metto l`ancora

onoratissimo di aver partecipato a questo evento
ottimi musici granbenessere

qualche monitor ha chiesto il fallo
e` fallo fallo!!!!!
che fallo di fallo

se devi fare fallo
un mare di gente non ha chiesto il fallo
questo basta e avanza per una vita.
"le`n gran milan o mia bela madunina tra metro` e tram m`intrometto nel traffico"

hontoni arigatou gozaimashita

nel bene

gruffetti


(secondo commento, via mail)
iscritto e commentato
grazie ancora

e complimenti per l`evento riuscito alla perfezione

ho giusto qualche incubo da monitor in larsen esagerato ma ne e` valsa la pena
aime` a volte capita....il fonico di palco (bravissimo) ha probabilmente
avuto uno svarione da cilomo serissimo
quindi e` perdonato a prescindere. :)

ottimi musici
pubblico stupendo.

nel bene


FABIO DE LUCA + GIORGIO VALLETTA
L'emozione, oh, l'emozione di trovarsi d'un botto al centro esatto di uno di luoghi cardine dell'immaginario post-milanese della Milano dabbene, il Leonka. Il nuovo (fluo-friendly, postpolitico, hipsterista) del MI AMI incontra l'antico (dada, militante, operaista), e salir sul palco a far suonare i dischi dopo i Krisma – sia detto a memoria futura: più fichi di qualsiasi creatura electro teuto-french presenta passata o futura – è stata una gioia e un privilegio, come pure far ballare tutti i numerosi presenti. Poteva essere un MI AMI Nonostante, invece è stato un MI AMI Eccome. L'inverno, decisamente, non ci fa più paura.


GREEN LIKE JULY
Abbiamo iniziato a suonare davanti ad alcuni amici cari e fedeli. Nel giro di due tre canzoni la zona baretto si è riempita. E' stato un bel concerto e ci siamo divertiti, nonostante Nicola avesse la febbre e nonostante il freddo. E poi abbiamo avuto l'onore di aprire per il Truceklan. Suonare prima di Duke Montana non è una cosa che capita tutti i giorni. E' stata una bella serata, grazie Rockit e grazie Leoncavallo!


HORMONAUTS
(commento sul forum)
Bella serata...ma bbella bbella bbella. Quanta gente? Abbiamo una tecnica in Scozia per contare le pecore velocemente. Si conta le gambe eppoi si divide per 4. Ovviamente nel caso d'una folla di gente si divide per 2...ma son mica qui a parlare di aritmetica pastorale. Comunque avere tutta quella pazzia d'avanti era quasi commovente...solo che non c'era un cesso backstage, toccava trattenermi.
Oh, c'erano anche dei bonghisti...erano li vicino lo stand di FusoRadio de Roma...abbiamo fatto un intervista usando la telepatia grazie a voi! Certe pensieri non erano ne le mie ne dell'intervistatrice ma uscivano in onda lo stesso! Comunque pensavo che i bonghi erauna roba "naintis"...c'e' gia' la revival?
Complimenti a tutti i gruppi, tutti gli organizzatori e tutti voi che siete venuti avanti a scuotere i vostri ormoni con noi!


MILANO FOR ZOMBIES
Abbiamo fatto quello che dovevamo. Anche a costo di spingere la macchina con la batteria scarica in circonvallazione, parcheggiare in aperta campagna, superare il torpedone all'entrata, bere acqua fino alle 4 del mattino e sorbirci la tipa con la chitarra prima di noi che proprio non si poteva. C'era tanta di quella gente che qualcuno ha aspettato anche noi. Così potremo raccontare di quanto eravamo hardcore quella sera alle 4 di notte in dauntaun con lo scolo della fogna dietro che non la smetteva di gocciolare. Siamo come l'Alda Merini del dubstep. Solo più magri e più vivi.


ROBERTA CARRIERI
...arrivo fila salto la fila indosso un braccialetto magico ho due free drink e un buono pasto che accettano solo nel bar dove io non vado mangio patatine fritte per la fretta scavalco la gente scavalco i banchetti scavalco transenne scavalco il mixer sono in downtown ho gia suonato li una volta ho freddo il mio vestito è leggero canto forte piu forte che posso che quasi mi scappa da piangere invece rido il mio amore è là in fondo e canto per lui che hai il coltello in tasca ancora sporco di me ha gli occhi incantati mentre canto e il manico in pugno di fronte qualcuno sa la mia canzone brillano gli sguardi e penso sono felice di ciò che sono l'ho sempre voluto poi stacco il jack ho ancora il mio cappello da cowboy e lo porto a girare tra 8.000 a voce alta diventano le 6 in 2 minuti ho la febbre a 38 tossisco e vado a letto abbracciata a mio fratello MI AMI ancora?


STARDOG
per gli Stardog un parere bifronte: da un lato massimo rispetto per l'organizzazione sul palco (anche se c'era forse una eccessiva distanza tra la batteria e il resto degli strumentisti) e l'idea, il concetto di fondo e l'iniziativa MI AMI Ancora (così come il MI AMI in genere). Aspetto più che positivo, che non diamo affatto per scontato e ci fa piacere ribadire. Tra l'altro, noi abbiamo avuto l'onore di aprire il primissimo MI AMI, quello al Paolo Pini di qualche anno fa. Ecco, forse di allora era più avvertibile (negli organizzatori ma anche e soprattutto nel pubblico) l'urgenza, e l'importanza di ciò che si stava facendo: un raduno vero della musica indipendente, qualcosa di cui si percepiva davvero la mancanza. Non rischiate di far sì che questo appuntamento diventi uno tra i tanti, qualcosa di comunque più bello-importante-necessario, per carità, ma in fin dei conti un'abitudine, bella finché si vuole ma un'abitudine: fu bello il primo woodstock (dicono), non le copie successive. Non che si corra il rischio a breve termine: succedono così poche cose oramai in giro che il rischio-abitudine non è poi così imminente. Ma non si sa mai, quindi, se accettate un consiglio, sempre antenne ben dritte a proporre formule interessanti.

Dall'altro qualche perplessità su alcuni aspetti logistici: la security para-nazi, ad esempio, non soltanto per gli scontri fuori dal Leoncavallo ma anche per la, chiamiamola così, poca elasticità mentale verso chi si presentava al cancello con gli strumenti in mano e non veniva fatto entrare; e forse la sottovalutazione del numero di spettatori che avrebbero potuto esserci e di fatto poi ci sono stati, con tutti i problemi di cui si è parlato. Volendo, poi, forse ci poteva stare una figura dell'organizzazione che prima di ogni set (magari anche solo sul main stage) annunciasse il gruppo che si sarebbe esibito: non certo un bravo presentatore ma anche solo una piccola indicazione per chi non avesse fatto in tempo a prendere il programma completo del tutto. Ma questa è una venialità, in effetti.

Detto questo, è stato indubbiamente un piacere esserci, suonare, ascoltare, chiacchierare, vedere facce vecchie e nuove, lumare le fanciulle, interagire con Ugo Mazzia e disquisire di sbucciatura di banane e altri massimi sistemi nei camerini con i Krisma (qualche drink in più lì ci poteva pure stare, eh!).
Quindi grazie di cuore, speriamo di esserci anche a prossime effusioni di amore. Dal canto nostro, noi vi amiamo ancora e dippiù!


USELESS WOODEN TOYS
"Buona sera, Londra. Prima di tutto vi chiedo di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 5 novembre, un giorno ahimè sprofondato nell'oblio, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere.
Alcuni vorranno toglierci la sicura, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese.
Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole... non c'è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l'avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C'era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all'attuale Alto Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio.
Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre.
Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato..... " da "V per Vendetta".

il MI AMI ANCORA è come questo monologo …


3 IS A CROWD
tema scritto: "IL NOSTRO MI AMI ANCORA"
di 3 IS A CROWD

Dopo aver fatto le 6.30 al MI.AMI estivo pensavamo che l'edizione invernale potesse essere una passeggiata, del genere "Ma sì, al massimo suoneremo alle 2.30...". E invece. La maratona al Leonka ci porta sul main stage alle 5 -cinque- di mattina per consegnarci la coccarda di "dj-band scassapista" che dobbiamo guadagnarci dopo i concerti fighissimi di Hormonauts ft. Nikki, DJ Gruff -monumento-, Krisma -leggenda-, e gli amici passati ai piatti prima di noi: Valletta+De Luca, Useless Wooden Toys.
Ma la nostra maratona inizia a mezzanotte e passa: panico per parcheggiare, specie nell'infelice passaggio all'interno, a passo d'uomo tra due ali di gente in coda che ci guarda sbigottita e un po' minacciosa, sembra di essere una pattuglia di caramba al G8. Con Four Tet a volume insano sull'autoradio. Roba surreale, da film. Ci barcameniamo tra backstage, banchetti e uffici bevendo ginger, la vera bibita delle rockstar, rilasciando improbabili interviste a improbabili webradio, chiacchierando del palco col Nikki e di stile con i Krisma, che diventano nostri idoli in due battute, apprezzando cardigan e braghe scozzesi. MI-TI-CI.
Arrivano le 5. Dopo il beat bello grassoccio dei fratelli UWT siamo sul palco. "Con la faccia spenta ma il volume a cento" vinciamo il sonno, carichiamo appppalla, spingiamo suoni inauditi: roba quasi trance, inediti nostri, Mad Decentaglia che dalle casse cola il lardo, tanto è grassa.
Chi è rimasto dietro il palco con noi è allibito, la gente sotto sembra un girone dantesco, non se ne scolla uno da lì. WOW. Sono le 6 e chiudiamo con "Born Slippy". E abbiamo detto tutto...
Leonka, mi ami ancora¿¿¿ domanda retorica... BIIIG UUUUUP!!!



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