MI AMI ANCORA 2010: I mostri hanno vinto

21/02/2010 di

E' la nostra collaboratrice più giovane, e non è nemmeno il suo primo MI AMI. Ha preso un treno da Padova, ha lavorato per un giorno intero e il pomeriggio successivo è ritornata casa senza quasi passare dal letto. La sera ha scritto di getto quello che, per lei, è stato vedere 8.000 mostri che attaccavano Milano. Alessandra Perongini racconta.



Un tipo sabato mi ha chiesto proprio mentre ero in partenza per Milano perché ci andassi. Ha detto che non valeva la pena di farsi 230 chilometri avanti e indietro per stare lì neanche un intero fine settimana e solo per "un concerto". Ma chi te lo fa fare, mi ha chiesto. E io sono rimasta zitta un minuto buono, e poi ho risposto perplessa "non lo so", e in quel momento devo avere avuto un'espressione davvero stupida in faccia. In realtà io lo so benissimo perché l'ho fatto, il problema è che quelli come me e quelli come te parlano due lingue diverse, e il modo in cui te lo saprei spiegare io è precisamente quello che non capisci tu. Non ha senso, dici. Sei pazza, dici. E invece no, non lo sono, ma le mie motivazioni non rientrano nelle tue scelte di pensiero. Non so davvero con quali parole riuscire a spiegarti come sia possibile che io a 230 chilometri mi senta più a casa che in casa. E non so dirti neanche che quella distanza non è niente, ma proprio niente, se ti porta all'unica cosa per la quale ti senti adatta senza il quasi. Tu non puoi capirlo perchè quel quasi non lo hai mai vissuto addosso a te, non te lo sei mai sentito stretto in mezzo alla gola. E allora che te lo dico a fare. Tanto non ti interessa. Così come non ti interessa sapere che il giorno dopo a momenti mi veniva da piangere nel vedere i risultati. Prendere 15 ore di fila non-stop che è in assoluto la cosa più hardcore che si possa fare e buttarci dentro di tutto, dai Krisma a Noyz Narcos agli Altro. E vedere che la gente ci sta. Ci sta di brutto. Arriva a palate, a fiumi, e quello che trova dentro gli piace. La gente sabato ha risposto. È venuta al Leoncavallo e lo ha occupato sul serio, lo ha riempito, lo ha spaccato, ed erano talmente tanti che non ci stavano più da nessuna parte, non si respirava, e alcuni sono rimasti fuori, non so quanti ma a giudicare da come a un certo punto battevano sul cancello: tanti. Trasformiamo questa città in un'altra cazzo di città, facciamolo sul serio. Milano come Berlino, hanno urlato gli Hormonauts dal palco mentre tutti correvano sotto a ballare "Great Balls Of Fire".

Ma tu ancora non hai capito vero? E allora lo faccio un tentativo di parlarti nella tua lingua, e ti do i numeri. Al MI AMI ANCORA eravamo 8.000 mostri. E siamo arrivati tutti infreddoliti, con le guance rosse le gocce dal naso e i piedi congelati, e la mattina dopo stanchi e assonnati con gli occhi cisposi e a mezz'asta. Però c'eravamo, con il corpo e con il cuore, a sciogliere la neve e la gente come te. E questa è la dimostrazione che abbiamo ragione a non rinunciare alle fantasie, perché anche se non abbiamo la tua logica da vincente fatta di numeri e utile ogni tanto vinciamo lo stesso.

E questa volta abbiamo vinto noi, senza il quasi.


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