Vogliamo Tutto. Sempre

Foto di Gash Rouge - L'editoriale del MI AMI ANCORA 2014Foto di Gash Rouge - L'editoriale del MI AMI ANCORA 2014
24/02/2014 di

Forse ci hai pensato anche tu, con le guance rosse e le mani fredde, il cappello di lana abbassato sugli occhi, quando su quel muro che ti trovi di fronte tutte le mattine hai visto un manifesto strambo giallogrigio (anche tu lo trovi macabro?) con una donna mascherata e una testa servita sul piatto con scritto MI AMI ANCORA, 15 febbraio: "sì certo, ma chi me lo fa fare di uscire di casa il 15 febbraio, con questo tempo (e poi c'è masterchef e/o la champions e/o devo finire di vedere la 4° puntata della 3° serie di *** e/o aggiungi tu la tua scusa preferita)". Già, sono d'accordo. La mia pigrizia ti capisce perfettamente, credimi.

E però. Epperò, alla fine, oggi è il 15 febbraio ed eccoti qui, al festival, con questo giornaletto in mano, una sete senza fine, i pensieri che non sanno bene dove rimbalzare e tutta la serata davanti per scoprirlo. 2 palchi, 15 band, zona banchetti, la polenta e il vin brulè, un guardaroba djset, il tuo vestito migliore, quella ragazza che ti piace, lei che è sempre più bella, lui che era un sacco che non vi vedevate e tutte queste persone, tutti e tutti insieme, che è sempre bello vedere così, oltre a quella band che te ne hanno parlato così bene e adesso finalmente puoi sentire, quel cantante che canta le cose giuste per te, quella band che questi da dove saltano fuori? e quella band che ti aprirà la testa come il sole apre le nuvole (e tu ancora non lo sai).

Che senso ha tutto questo? Perchè il MI AMI ANCORA esiste? Perchè lo stiamo facendo? Il senso, e quindi buona parte della bellezza del festival, sta proprio nel suo accendersi nel mezzo dell'inverno. Una lunga notte come una serenata romantica e sconclusionata (Matti Innamorati Attaccano Milano). Un festival d'inverno perchè Milano se lo merita, perchè Milano sia (ancora) più bella, specialmente d'inverno, già, quando sembra più fragile e sfuggente, chiusa e tesa, mentre in realtà dentro, negli appartamenti nei club nei sottoscala, brucia d'amore e passione.

Per questo il MI AMI ANCORA chiama tutti fuori, per una notte, come un incendio a colori, un rituale pop che vengono in mente le notti delle streghe e le danze tribali primitive ma con le facce, i vestiti e le pettinature del 2014. Come una tappa infilzata lì a metà, nel calendario, verso le promesse della primavera e tutto quello che esploderà poi d'estate (!). Gli occhi che brillano. Qualcosa che ti strappa a forza dal letargo (dei sensi, dei pensieri, delle fantasie) in cui inevitabilmente finisci per rinchiuderti, volente o nolente (per questo cielo grigio piombo che si fuma i tuoi neuroni / per quelle lunghe ore a sonnecchiare sui banchi di scuola seguendo programmi ministeriali inchiodati se va bene al 1938 / per un lavoro che un giorno c'è e il giorno dopo non c'è più (e comunque non c'è budget).

Il MI AMI ANCORA ti fa uscire di casa e ti fa incrociare sguardi musica e desideri. Ti fa camminare sul filo. Rimescola le carte, svela gli arcani maggiori e minori, spariglia le regole e se ne inventa di nuove (qualcosa come giocare a poker con un mazzo di carte napoletane). Come dire: infinite possibilità. Perchè la cosa figa è che c'è spazio per tutto, sempre. Dovreste averlo capito chi siamo e come la pensiamo a riguardo. A noi non ce ne frega una fava del lamento di fondo dei frustrati, degli invidiosi, dei meschini e dei poveri di spirito. A noi interessa di più l'allegria (e la lotta quotidiana) degli entusiasti, l'energia di chi continua insensatamente a fare quello che gli piace sempre, senza rompere i coglioni al mondo, senza piagnucolare come un bambino viziato (solo perchè quell'idea o quell'altra non l'ha avuta lui) per elemosinare attenzione o qualche pacca sulle spalle.

Come dire: se mi inviti a cena da Cracco o alla trattoria di tua sorella, per me è uguale, son contento e curioso, vengo e mangio e ti ringrazio. Non faccio 10 post su Facebook prima per giustificarmi, 5 foto su Instagram durante per ironizzare con distacco e/o vantarmi di quello che sto facendo e infine una recensione al vetriolo su Tripadvisor per dire "che schifo" (ricondivisa poi su Facebook, ovvio). Perchè io non cerco la fama, ma ho fame davvero. Perchè, come dice il poeta, tu (tu lettore, tu ascoltatore, tu amore mio) non fai sconti, neanche di fronte al talento, neanche se resto al tuo fianco. Giustamente. E quindi devo restare vivo, curioso, attivo. Non posso permettermi di volere meno di tutto. E di usare ogni grammo e ogni centimetro di me, della mia intelligenza, del mio coraggio, della mia forza e della mia fantasia per ottenerlo. Quest'anno poi, figuriamoci :-) Non possiamo che volerne ancora e ancora e ancora.

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