MI AMI - La Collinetta di Jack Live report, 11/06/2011

22/06/2011

300 battute e un brano registrato durante il concerto. Vi raccontiamo il MI AMI 2011 gruppo per gruppo. Di Margherita Di Fiore (MDF), Stefano Fanti (SF), Sandro Giorello (SG), Fausto 'Faustiko' Murizzi (FM), Elisa Orlandotti (EO), Enrico Piazza (EP), Stefano 'Acty' Rocco (Acty).



MARCO PARENTE

(Foto di Antonio Campanella)

Poco dopo i primi pezzi ha detto che la sua peggior paura è che gli cadano i pantaloni mentre suona, a fine dell'ultima canzone si è messo a ballare, si è agitato talmente che gli sono caduti davvero. Ora, non so se lo fa tutti i concerti. Ma questo spiega bene come quello che ho visto avesse mille sfumature: da quelle sussurrate, alle grandi e forti rasoiate elettriche. Il pubblico era allibito. // SG

(Il diavolaccio)

BANJO OR FREAKOUT

(Foto di Jessica Bartolini)

Ospiti stranieri al MI AMI. Cioè, non è vero; il fatto è che l'ex Disco Drive Alessio Natalizia è uno di quei cervelli italiani fuggiti all'estero, più conosciuti nel resto dal mondo che da noi. E ora i francesi hanno la Gioconda e gli inglesi hanno BOF. Ma stasera, fra elettronica, pop lo fi, e sensuale psichedelia, Segrate è al centro dell'Europa. // EP

(From everyone above)

IORI'S EYES

(Foto di Antonio Campanella)

Tre persone sul palco, giovanissime ed esili, estrose e magnetiche. Suoni possenti, elettrici ed elettronici, modulati dalle loro menti brillanti, che hanno recepito la new wave degli '80 e l'indie di fine '90. Gusto per la canzone, parola e suono orecchiabili ed incisivi. Un set serrato nel quale ogni pezzo impregna i nostri corpi, per farli muovere e per cullarli. // EO

(Anchor)

BABALOT

(Foto di Antonio Campanella)

Babalot torna ad essere nome plurale. L'avevamo lasciato impaurito dietro la sua chitarra qualche anno fa, ora torna al MI AMI e spiazza, nel bene e nel male. Perché sul palco i Babalot stavolta sono così tanti che non si contano. Colorati, divertenti, strampalati, imprevedibili, caciaroni. Sembrano dei Flaming Lips da festa di paese. Così, nonostante lo spirito da cantautorato punk resti vivo e pulsante nelle canzoni, la collinetta sorride, balla e canta anche a memoria molte canzoni. Bello o brutto che sia stato, non si era mai visto un concerto così di Babalot. // Acty

(Ma che ti ho fatto)

RADIO DAYS

(Foto di Piero Cruciatti)

Gruppi così sono perfetti per i festival. Tre minuti prima della loro esibizione erano sui divani a fumarsi una cicca, 180 secondi dopo erano già sul palco con le chitarre accordate e il pubblico scaldato dovere. Una mezzora di fuoco: elegante come Elvis Costello ma fresca come l'adolescenza che i Ramones non hanno mai avuto. Dopo sono scesi, si sono accesi una cicca e mi hanno detto: bene no? // SG

(Tomorrow)

BE FOREST

(Foto di Antonio Campanella)

La seduzione imperfetta di tre giovani imbevuti del dark migliore riesce a rendere il verde della collinetta un luogo dove riversare i pensieri del crepuscolo e lasciarsi trasportare nel limbo. Il mio cuore si è spezzato cadendo, l'ho raccolto e messo in tasca, una volta a casa lo sistemerò. E questo mentre scorrono minuti densi di una nuova avventura new wave. // MDF

(Your specters)

IL CIELO DI BAGDAD

(Foto di Marco Leone)

Un viaggio infinito per arrivare a Milano e poi subito una sfida all'ultimo sangue con la pioggia, che interrompe il loro concerto sul più bello. Per fortuna non demordono e riescono comunque a fare il loro MI AMI e lasciare un segno. Sul palco dimostrano carisma, presenza, faccia tosta, talento. Ma soprattutto dimostrano di avere alcune grandi canzoni, con quella "LaLaLa, OK" che dal vivo si conferma fantastica. Bravi e in culo alla pioggia. // Acty

(Save your Forest)

MAJAKOVICH

(Foto di Gianluca Galli)

Aprono il sabato pomeriggio del MI AMI, quando la pioggia non ha ancora fatto la sua apparizione. E allora ci pensano i Majakovich a destare gli animi di coloro che si avvicinano al palco de La Collinetta. Una bella scarica di adrenalina a confermare quanto di buono avevamo già ascoltato su disco. Promossi a pieni voti! // FM

GIANNI MIRAGLIA

(Foto di Piero Cruciatti)

Dopo che Maurizio Blatto, il giorno prima, aveva portato due Massimo Volume sul palco della Collinetta con lui, per il sabato tocca a Gianni Miraglia farsi accompagnare da un Casino Royale, tra l'altro appena sceso dal Pertini. Reding straniante come lo è il secondo libro di Miraglia, che dopo "Six Pack" estremizza il suo spietato ritratto sociale portandolo in un futuro vicino e terribile. La gente è contenta e spaventata quindi è andata bene. // SF

(Muori Milano)

MASSIMO VITALI

(Foto di Piero Cruciatti)

È molto tardi, la gente poca, il livello alcolico alto: ma anche per questo, il reading di Massimo Vitali è stato un momento molto divertente e piacevole. Tra uno scambio di battute con i presenti e l'altro, il bolognese racconta la storia di Teresa ed Edoardo tramite le lettere di quest'ultimo: foglie al vento ironiche e disincantate. Speriamo di rivedere Massimo con meno fango intorno ed Edoardo con una fidanzata vera. // SF

(Lettera sulla luce sognata dai ladri)

Continua con i concerti di domenica

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