MI ODI -Tutti i concerti - MI ODI Live report, 10/06/2009

29/06/2009

400 battute a band per raccontare la prima edizione del MI ODI. A firma di: Marcello Consonni (MC), Stefano Fanti (SF), Sandro Giorello (SG), Andrea La Placa (AP), Barnaba Ponchielli (BP), Marco Verdi (MV).



ZU



(Foto di Marco Becker)

Lassù in regia Giulio Favero in versione Mago Merlino prepara incantesimi per quei tre signori di Roma. Avevamo detto che avrebbero fatto tremare la terra, eccoli. Il live-set più devastante degli ultimi tempi. Tessiture ritmiche che calpestano il jazz masticando e trasformando suono vivo, letale, compresso, linfatico. Colate rugose di materia. I corpi che si scuotono per afferrare i polmoni sfondati nel sax baritono e poi ritornano sul proprio baricentro. Che impressione. // MV
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CRIPPLE BASTARDS



(Foto di Marco Backer)

Oltre il grind-core. Leggende viventi di un modo di fare musica -estremo, radicale, metaforico- senza epigoni. Il tendone è un bagno di sangue. Un assalto sonoro-verbale-gestuale che strattona i presenti verso l'(auto)distruzione. "Italia di merda", "Being ripped off", "Morte da tossico"; l'esasperazione e il rifiuto della vita, la negazione del presente e il nichilismo. Necessari. Imprescindibili. // MV
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THE SECRET



(Foto di Marco Becker)

Cavi strappati, amplificatori che ruzzolano per terra, valvole che si suicidano. Un palco forse (ancora) troppo grande per loro. Oppure è solo sfiga, come il furgone che si rompe sulla via di Milano. Tolto il danno, uno show teso e viscerale. Dissonanze malate e post-hardcore. Che giocano pure con i Neurosis grazie alla sorpresa della seconda batteria di Francesco Valente (Teatro degli Orrori), in chiusura solitario e robotico tra i fumi che si dissolvono. // MV



INFERNO



(Foto di Paolo Proserpio)

Subito prima dei Cripple Bastards è il turno degli Inferno con il loro grind'n'roll adrenalinico. Il buio ormai si è preso tutto e i cinque romani ci triturano con il loro solido, veloce ed estremo sound. Saette che ci colpiscono con geometrica precisione lasciandoci di stucco. Tante urla condite da lancinanti svisate di tastiere tra Locust e il Prog nostrano. Spettri puntuali di metal postmoderno. Il terrore di Dario Argento. // MC



OVO



(Foto di Paolo Proserpio)

Bruno e Stefania sonorizzano il Nosferatu di Murnau, quello primordiale e lentissimo, il bianco/nero spettrale e muto senza la tridimensionalità di Herzog e dei Popol Vuh. E lo trasformano in un'opera ancora più inquietante e oscura. Addormentati nella narrazione, i timpani scandiscono il silenzio tra spasmi elettrici e abrasioni vocali. Verso la desolazione, cullati e scossi dai rumori di morte. Difficile eppure affascinante. // MV
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MORKOBOT



(Foto di Marco Becker)

Habitué del magnolia, i tre rumoristi questa volta salgono meritatamente sul palco principale senza tradire le attese. Live generoso il loro, tratto dall'ultimo riuscito lavoro "Mostro". Pesanti barriere di suono che ci lasciano senza fiato. Come un monolite contenente la chiave della redenzione. Anche al MI ODI il loro infernale gioco di bassi gira alla perfezione. Senza sbavature. Crudi, bravi e devastanti! // MC
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GERDA



(Foto di Paolo Proserpio)

Estenaunte lavoro quello dei Gerda. Violenza sonora e muscolare, volumi penetranti, intensità che produce molto sudore. Arpeggi e poi bordi di feedback, urla come da tradizione. Tessiture intricate e matematiche che sfociano in lunghi finali apocalittici. Debordanti e al limite dell'udibile, mettono a dura prova il pubblico. Un live certamente pieno di fascino, rumore e movimento. // MC



XABIER IRIONDO



(Foto di Paolo Proserpio)

La prima volta che mi era capitato di vedere Xabier in azione anni fa non ne ero rimasto particolarmente colpito. Questa volta però il prestidigitatore dell'improvvisazione rumorista mi è suonato molto più denso, intenso e convincente. Strumenti fai da te, pupazzetti, biglie, giocattoli porno, archetti e batticarne fanno da curiosa corte ad uno spettacolo che trova nella struttura e nella teatralità in cui Xabier costringe il suo rumore la ragione del proprio fascino. // AP



ZIPPO



(Foto di Marco Becker)

Purtroppo non sono riuscito a vedere l'esibizione degli Zippo integralmente causa sbattimenti vari, ma per quello che ho visto sono rimasto piacevolmente colpito. Compatti come pochi, gli abruzzesi, hanno fatto passi da gigante dalla data del loro esordio. Pezzi elaborati ed atmosferici ma puramente rock, con la r maiuscola, e pure o, c e k, il tutto suonato con grazia feroce. Nel nome di Carlos Castaneda. // SF



EL THULE



(Foto di Paolo Proserpio)

Gli amici El thule, visti per la milionesima volta, riescono ancora ad entusiasmare. Il loro set al MI ODI, da buon power trio quale sono, è tirato, carico e potente al punto giusto. Stoner rock come John Garcia comanda, intenso e mai noioso. A margine è necessario ringraziare il bassista Matteo, senza di lui il MI ODI non sarebbe stato ciò che è stato. // SF



BASTION



(Foto di Paolo Proserpio)

Jukka Reverberi ai pedalini e filtri vari, Valerio Cosi al sax a alla batteria, Burro al synth modulare. Sono stati grandiosi: mezz'ora ipnotica e densa, dove tutto era perfettamente a posto, quasi che scomoderei la parola "pop". E non è nemmeno così importante capire che musica facciano i Bastion, vi basti spere che quella sensazione di bolla protettiva e isolante – per me un tempo molto frequente, ultimamente meno – è ritornata d'incanto. E ringrazio. // SG



NURSE NURSE NURSE



(Foto di Marco Becker)

La vera sorpresa del MI ODI, ghost concert basso-batteria al centro di un cerchio di gente coinvolta ed interessata. Sarà la sorpresa, sarà il contesto, il duo ha dato prova di saper trascinare, con ritmiche serrate e mai scontate, carica da vendere e dinamiche cangianti che ti tenevano inchiodato vuoi sul bassista, che saltava qua e là, vuoi sul batterista, vera macchina da guerra. Assolutamente da scoprire, sono stati una delle ragioni per esserci. //AP



ERASER



(Foto di Paolo Proserpio)

Da Bari il circuit-bender più figo d'Italia. Lascia il suo banchetto per uno show a sorpresa nel tendone. Non se lo aspettava nessuno e molti sospettano uno scherzo degli Inferno (che avrebbero suonato di lì a poco). Giocattoli modificati, oscillatori e tastierine lo-fi: miscugli di circuiteria elettronica ad alto impatto rumoristico con melodie sintetiche e pattern percussivi. E' un lampo ma ci ha divertito moltissimo. // MV



STONER KEBAB



(Foto di Paolo Proserpio)

Dopo il MI ODI, i toscani, per il prossimo anno, non possono che essere ospitati al Roadburn. Un gruppo stratosferico, che dopo solo 30 secondi di live è riuscito a ricreare un'atmosfera fumosa e desertica con il suo stoner psichedelico a braccetto col doom, che manco gli Sleep. Va bè, si esagera, ma la strada è quella. Enormi ed atmosferici come pochi. Il live più iptonico - con quello dei Morkobot - del festival. // SF



LUCERTULAS



(Foto di Marco Becker)

Si diceva che in Veneto non si scherza. E gli amici Lucertulas sono qui a gridarcelo in faccia. Noise rock tiratissimo e disturbante, riff come macigni, ubriachezza al servizio del caos. Un concerto di fuoco come da tradizione, dove i nostri non si risparmiano neanche per scherzo, ed al pubblico piace. Per chi scrive, uno dei migliori gruppi in Italia, come musicisti e come persone. //SF



CANI SCIORRI'



(Foto di Paolo Proserpio)

Tempo fa vivevo in un paesino del Piemonte vicino a Fossano, la loro città. Sono sempre stati degli eroi locali ma, ogni tanto, si lasciavano andare in un'attitudine cazzara un po' fuorviante. Al MI ODI invece hanno sfoderato un rigore e una professionalità impressionanti: perfetti, sicuri, dritti, gonfi come il miglior rock ciccione caricato di fuzz fino a scoppiare. Se continuano a fare concerti del genere diventeranno i re indiscussi del blues marcio (ed esplosivo) italiano. // SG



GORAND D. SANCHEZ



(Foto di Paolo Proserpio)

L'ultimo gruppo inserito in scaletta, ma di certo non gli ultimi arrivati dato che nelle loro fila, tra gli altri, troviamo ex membri di La crisi e De crew. Grande impatto ed energia da vendere per una band nata da poco ma già con tante cose da dire. Il set al MI ODI è stato breve, ma di sicuro impatto. Pollice su. // SF



BOLOGNA VIOLENTA



(Foto di Paolo Proserpio)

Ne avevo sempre sentito parlare e ne avevo seguito le gesta in rete ma non l'avevo mai visto su un palco. Incredibile! Da solo, chitarra alla mano, e basi assurde a base di ritmiche serrate e campionamenti di b-movies con lo spiritato Nicola Manzan unico detentore della sigla efferata. Drill'n'bass grindcore da urlo, non ce n'è, e una presenza scenica favolosa. L'acmé è quando ha tirato fuori il violino è si è esibito in un pezzo alla Yann Tiersen dark. // BP



THE INFARTO, SCHEISSE!



(Foto di Paolo Proserpio)

Pur avendo visto gli Infarto qualcosa come 300 volte, davvero non stancano mai. Anzi, migliorano live dopo live, confermandosi band solida e tutt'altro che di passaggio. I pezzi sono sempre più violenti e densi, e al MI ODI, i bergamaschi, non hanno fatto fatica a dimostrarlo. La scuola Ebullition unita alla pesantezza del metallo, una devastante convergenza dall'impatto assicurato. In esclusiva, poi, Nat (voce) è rimasto sul palco per tutto il concerto... // SF

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