Chi si lamenta del rock in Italia, non ha mai ascoltato gli ...A Toys Orchestra

"Midnight Again", l'ottavo disco della lunga storia della band, sembra provenire dalla collezione dei CD chiusi nel cruscotto di una Fiat, tra i best of di Springsteen e dei Beatles. È musica per chi pensa che la musica sia l'unica cosa di cui un musicista deve occuparsi. Astenersi tutti gli altri

Le foto sono di Beatrice Belletti
Le foto sono di Beatrice Belletti

Per capire l’anima dei ...A Toys Orchestra è sufficiente rileggere una vecchia intervista del 2018. Si intitolava cosi: Il mantra del cuore: intervista agli A Toys Orchestra. “A costo di sembrare vecchio come formazione, quello che mi piace di più è immaginare il disco nella sua totalità. Non è una nostra priorità quella di sapere qual è la tendenza del momento o  voler creare per forza un singolo che poi diventa tormentone”. 

Sono passati 6 anni da quel momento (e dall’ultimo album) ma il modo di fare musica è rimasto uguale. Lo dimostra l'ultimo disco della band nata nel lontano 1988 ad Agropoli, in Campania, e adottata da Bologna. Si intitola Midnight Again (a riprendere una loro fortunata "tradizione" con le mezzanotti), ed è uscito per Santeria.

Come cantano nel primo estratto, Life Starts Tomorrow :“Italian rock music makes me sick, It's my blame.(...)somebody needs to walk alone”. Non stupisce che ad aprire le danze sia una canzone di 5 minuti, come sempre in inglese, con tante variazioni sonore. Proprio oggi che nella playlist Top 50 c’è solo un brano non italiano, Beautiful Things di Benson Boone (Tik Tok Song, ovviamente) e che di tutte queste 50 canzoni solo 2 superano i 4 minuti. 

Una vita di concerti, tantissimi concerti ovunque, dai piccoli Circoli Arci a 8 € - con consumazione inclusa - nei paesini vicino Reggio Emilia (questo link di Rockit di 20 anni fa – !!!! – per vedere alcune vecchie date), ai festival in Olanda o Germania. Una band che non si è mai posta confini musicali, diventando la backing band di Nada durante alcune date in Italia o affidando la produzione artistica di un album a Dustin O'Halloran della band statunitense Devics.

La cover del disco
La cover del disco

Queste precisazioni analitico/boomer sono necessarie per parametrare le aspettative, ed infatti - molto coerentemente - Midnight Again è un album fuori contesto, un southern rock con sprazzi blues, con lunghe code musicali suonate in vecchio stile. Oltre alla formazione originale si sono uniti tantissimi elementi, dal sax al clarinetto passando per violini e cori, il tutto registrato in modo analogico a Bologna. Il risultato finale è un sound da barbe lunghe e cinturoni in pelle con grandi fibbie, un perfetto equilibrio di pezzi da Noel Gallagher in Erasmus a New Orleans e di brani malinconici con versi e suoni più cupi.

Il primo singolo Life Starts Tomorrow rientra nella parte più up dell’album, una canzone semplice ma efficace, con Enzo Moretto in versione Joshua Homme di Make It Chu ed un controcanto elegantissimo di Ilaria De Angelis. Lo stesso mood lo ritroviamo in Midnight Gospel, con un coro in stile Springsteen e Take Me Home che prosegue con una struttura simile. Al contrario di quanto si percepisce dai singoli estratti, l'album è pieno di ballad e di momenti dark struggenti. Hero e Hallelujah hanno questa matrice, entrambe con un inizio essenziale e crescendo finale, Sometimes I Wonder invece riesce a unire lo stile di Neil Young ad un violino intenso. Un brano leggermente fuori dagli schemi è Our Souls, risposta perfetta a tutti quelli che commentano su Facebook con la frase “eh ma il rock in Italia…!!”.

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Nei testi di Midnight Again si parla di disturbi mentali, di whisky e birre, di tante sigarette, di Liverpool e dei coccodrilli nel Mississippi, di mancanze, di solitudine, d'amore e d’amicizia necessaria per non perdersi e smarrirsi completamente, fino ad arrivare alle citazioni di Johnny Cash e Nick Cave nell’ultimo singolo Goodbye Day. Non penso sia casuale, molti brani ricordano la struttura musicale dell’ultimo Nick Cave & Bad Seeds, con outro musicali lunghi, pieni di assoli che si scontrano con versi ripetuti in loop. Take me home è un esempio perfetto, ma anche Miss You con il titolo ripetuto più volte in una coda strumentale.

Midnight Again è un album che merita tanti ascolti, da assorbire lentamente, con un suono vintage che rispecchia le produzioni degli anni passati e che crea una patina quasi cinematografica. Gli …A Toys Orchestra hanno spesso avuto contatti con questo mondo. Oltre ad avere  Ennio Morricone tra i riferimenti principali, nel corso della loro esistenza, hanno fatto parte di diverse colonne sonore tra serie tv e film, da I Liceali a pellicole con Edoardo Leo o Fabio Volo. Anche in questo capitolo le loro melodie sarebbero idealmente perfette per scene d’amore o di rivalsa sociale con un protagonista dissoluto e combattivo che raggiunge l’agognata “salvezza” finale.

Ci sono le ballad. Ci sono le chitarre distorte. Ci sono strumenti di ogni tipo. Ci sono i pezzi rock. Ci sono tutti gli elementi per un classico album di inizio anni 80’, con tocchi di soul e di blues. C’è il tempo dilatato, finalmente. C’è la volontà di suonare senza pensare a tutto quello che non dovrebbe riguardare la musica. Finalmente. Midnight Again è il richiamo al passato, un album internazionale che sembra provenire dalla collezione dei CD chiusi nel cruscotto di una Fiat, tra i best of di Springsteen, Chicago e Beatles.

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L'articolo Chi si lamenta del rock in Italia, non ha mai ascoltato gli ...A Toys Orchestra di Giuseppe Gualtieri è apparso su Rockit.it il 2024-03-28 10:39:00

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