MilanoSuona 98 - Milano Live report, 17/05/1998

17/05/1998 di



In una giornata iniziata all'insegna del caldo, e finita poi con vento e qualche goccia di pioggia, si è svolta la 2° tappa, delle 10 complessive, dell'edizione 1998 del festival 'Milanosuona'. Nonostante le condizioni metereologiche, la manifestazione, favorita da un ingresso di sole £. 7000 si è affollata soprattutto durante la serata, quando è toccato a Scisma e Afterhours chiudere lo show; bisogna però ricordare che lo spettacolo ha avuto inizio fin dalle 15, vista la partecipazione di 4 gruppi che cercano di confezionare le prime apparizioni di fronte a platee numerose. Spettava così agli Xilema l'arduo compito di aprire le danze, lasciando un po' di stucco gli spettatori, oltre che il sottoscritto; la loro proposta era molto particolare per il fatto che agli strumenti si aggiungevano 'frammenti' teatrali e un cantato che ricordava le prime esperienze degli Ustmamo e alcune cose dei CCCP; il tutto serviva a fugare i vari dubbi e a finire per applaudire il set di questi ragazzi da tenere d'occhio.

Cosa che invece si può evitare di fare per gruppi che rispondono al nome di Solemadras e Dagored: i primi tentavano di proporre dei testi banalissimi farcendoli con ritmiche in simil-grunge, risultando veramente inutili; i secondi, invece, optavano per chitarre pesanti e testi in inglese, riuscendo a coinvolgere solo due degli spettatori presenti. Quando poi è toccato ai Kill Joint e a Le Iene è stato il momento del punk, con i primi che strizzavano l'occhio a quello di matrice americana (vedi Ramones e una cover di "Sonic reducer"), e i secondi che invece preferivano la carica di quello inglese (in scaletta una cover di "My way" secondo lo stile dei Sex Pistols).

Tra le due band c'era però stata l'esibizione dei Bludinvidia, pugliesi di origine, ma forlivesi d'adozione; la loro musica, orientata decisamente verso il pop d'oltremanica (i richiami agli ultimi Statuto sono d'obbligo!), era ben suonata e molto accattivante, soprattutto perché lineare e con testi semplici.

Alle 21.30 era il momento di vedere in azione la prima formazione 'head-liner', quegli Scisma che avrebbero riscaldato l'atmosfera prima di dare spazio alla band di Manuel Agnelli. Benvegnù & co. hanno dimostrato di avere lo spessore giusto per entrare nel circuito delle produzioni rilevanti; l'esecuzione di "Rosemary plexiglas" (riarrangiata in acustico nei bis), "Centro", "Svecchiamento", "L'autostrada" e di altri brani, rivelano le capacità dell'ensemble, soprattutto quando le voci di Sara Mazo e di Paolo si alternano nelle canzoni.

Alle 23 finalmente arrivavano gli Afterhours, ancora in giro per promuovere il loro ultimo capolavoro e annunciare l'uscita di un ep che sarà riempito anche da una versione acustica di "Strategie", presentata stasera come primo assaggio, tanto che suggeriamo ad Agnelli di fare un pensierino su diverse canzoni da reintepretare unplugged. Per il resto niente da eccepire, come al solito: chitarre abrasive e ritmiche martellanti in pezzi come "Elymania", "Germi", "Male di miele" e "Posso avere il tuo deserto" (stasera con la partecipazione di Andrea Scaglia dei Ritmo Tribale), mentre pezzi come "Pelle", "Voglio una pelle splendida" e "Dentro Marilyn" si arricchivano dei cori del pubblico. Piacevole il ripescaggio di brani come "Questo pazzo pazzo mondo di tasse", "Musicista contabile" e delle cover "Mio fratello è figlio unico" e "La canzone popolare", entrambi presenti su due album tributo a Rino Gaetano e Ivano Fossati.

Quando si riaccendevano le luci pensavo non fosse vero che solo £ 7000 erano bastate per questa giornata.



Pagine: Afterhours Bludinvidia Scisma

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