Mish Mash Festival: il live report della seconda edizione Live report, 05/08/2017

Gazzelle sul palco del Mish Mash Festival (tutte le foto sono di Danilo Giordano)Gazzelle sul palco del Mish Mash Festival (tutte le foto sono di Danilo Giordano)
08/08/2017 di

Un golfo tutto intorno, un viale alberato con delle mura di cinta sulla destra; un castello alle spalle ed una spiaggia che si chiude in una baia alla sinistra che poi prosegue in un lembo di terra, come una penisola. Tra il golfo, la penisola di Capo Milazzo, e chi si ritrova al Mish Mash Festival è posizionato il palco principale di questa due giorni musicale. La descrizione fatta è quella di uno scenario panoramico, trecentosessanta gradi di prospettiva di chi ha deciso di investire questi due giorni di calura estiva nella sommità del borgo antico della cittadina messinese racchiusa dalle mura spagnole.

Il 5 ed il 6 Agosto le date in questione di questa seconda edizione del festival: grazie all’associazione culturale no profit Mosaico, più la partecipazione di sponsor importanti ed un gruppo folto e conviviale di collaboratori e volontari è stato possibile, anche quest’anno, concludere con successo questa manifestazione. Se lo scorso anno l'evento aveva avuto tra i protagonisti Calcutta, ora è stata la volta, tra gli altri, di Canova, Gazzelle, Giorgio Poi, I Camillas e Colombre. Ed il pubblico, piuttosto giovane come età media, non poteva che rispondere con disinvoltura e voglia di partecipare, registrando un buon numero di presenze.

Carl Brave x Franco 126

Il Mish Mash Festival,  per come è pensato nell’organizzazione e nell'intelligenza di aver saputo scegliere una location così attraente (tanto da essere decantata da vari artisti sul palco come “tra le più belle in cui abbiamo mai suonato”), oltre che nella stessa line-up proposta, è certamente tra i festival più interessanti in Sicilia e in Sud Italia in generale. Merito dell’Associazione Mosaico se finalmente, dopo lunghissimi anni di disuso del luogo causa lunghi (ma essenziali) restauri o forse il troppo intestardirsi nel passato con l’idea di voler ospitare grossi concerti spot con relative esigenze di ingenti infrastrutture di difficile costruzione, si è ripartiti anche con una rivalutazione di quel luogo come location da vivere attraverso l’arte e la musica. Il festival è infatti pensato non soltanto come evento prettamente musicale ma anche artistico e scenografico, con zone e cripte dedicate a mostre di raffigurazioni, pittura, scultura e arte visiva, e non poteva non collegarsi a uno scenario come la Cittadella monumentale di Milazzo (la più grande per estensione in Sicilia). Questo insieme di cose è il patrimonio su cui puntare per condurre la manifestazione verso un futuro in crescita di consensi nei prossimi anni. 

Nel frattempo, quest’anno, il pubblico ha deciso di partecipare perché interessato a sostenere a gran voce le hit dei Canova, mentre grande curiosità ha suscitato l’ilarità da palcoscenico de I Camillas dato che, a guardare le facce di alcuni, molti non avevano assistito ad un loro live prima d’ora. Dal punto di vista più tecnico invece buona la prova dei VeiveCura: sarà forse perché giocavano in casa ma il loro misto tra post-punk ed indie rock britannico ha sicuramente inciso bene dal punto di vista strumentale. La fetta più rap dei due giorni invece è stata assegnata alle scenografie da bar romani raccontate da Carl Brave x Franco 126: nonostante un solo lavoro all’attivo, il duo si mostra come già sicuro di possedere un bel seguito dietro. Il finale di ognuna delle serate del Mish Mash 2017 sarà ricordato con nitidezza da tutti quelli che si sono convinti di quanto è stato gratificante chiudere i due giorni a suon di beat tribali da crampi allo stomaco di Clap! Clap!, grazie alla sua solita famigerata ed interminabile energia nella performance live, e di Jolly Mare con la sua corrente funky disco prolungata fino all’alba e dedicata a chi ha deciso di resistere anche ai ritardi nel programma della seconda serata. 

Clap! Clap!

Il Castello di Milazzo ed i suoi inquilini del Mish Mash Festival, dopo questa seconda edizione, sembra abbiano formato un connubio ormai consolidato, e si spera che vada avanti a lungo: come commenta un membro dello staff del festival, “Non di soli live di Branduardi poteva vivere questo bellissimo posto”.

Tag: live report

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