MNV: Giornata di apertura

11/06/2002 di



Venerdì 24 maggio 2002

Con l'arrivo dell'estate inizia la stagione dei festival all'aperto, stagione che in Italia si inaugura a San Martino Spino, dove si svolge il Musica nelle valli. L'evento, organizzato dalla Fooltribe, è ormai un appuntamento fisso di fine maggio e ogni anno propone un programma sempre più ricco. Questa edizione vede esibirsi una ventina di gruppi e basta dare un'occhiata al programma per accorgersi che ci sono i nomi più interessanti dell'underground italiano.

Il primo giorno sono tuttavia gli ospiti stranieri a spiccare per originalità e freschezza. Gli Oxes, inseriti in programma all'ultimo minuto, aprono le danze con il loro math-rock sconclusionato, che abbonda di citazioni metal sia nelle soluzioni musicali che nelle pose. I due chitarristi se ne vanno a spasso in mezzo al pubblico traendo dalla propria chitarra riff taglienti in continua evoluzione. Uno dei gruppi più felicemente inconcludenti che mi sia mai capitato di vedere, capaci di risultare freschi e originali anche quando alle prese con sonorità abusate. Tutto il contrario del gruppo che segue, i Jaron Brittle, i quali sembrano impegnati a togliere ogni forma di originalità al proprio noise rock di derivazione americana. Più complesso il discorso dei Bartok, band senz'altro più brillante su disco che sul palco. La loro musica infatti gioca molto sulle sfumature raffinate che inevitabilmente si perdono nella dimensione live, soprattutto a causa di alcuni elementi (voce e batteria) spesso troppo prevedibili nelle loro esecuzioni. I My Cat Is an Alie si guadagnano la palma di migliore esibizione della giornata. Nonostante lascino da parte le evoluzioni più astratte presentandosi come un "normale" gruppo rock, la loro musica non perde un grammo della carica eversiva che da sempre li contraddistingue. Una batteria imposta il ritmo, una chitarra macina il riff e su questa base si stendono voci distorte e feedback lancinanti, ottenuti con una oggettistica artigianale di rara bizzarria. Nonostante alcune inflessioni ricordino i Sonic Youth o i Girl Vs. Boys, a risaltare è una personalità quanto mai spiccata. Chiudono gli Orso da Portland Oregon, sorta di Penguin Café Orchestra rurale che si permette di eseguire addirittura un brano di Satie. Una grande classe e raffinatezza che vanno di pari passo con grandi sbadigli.



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