Terza serata e ormai le maschere stanno cadendo. C’è chi cresce a ogni ascolto e chi, al contrario, sembra impegnato in una personalissima e ostinata corsa verso l’ultimo posto. Davvero vogliamo mandare Sal Da Vinci all’Eurovision e osservare il mondo implodere in diretta? E siamo sicuri che non sarebbe meglio regalare un playback a Luchè? Tra ventate di freschezza, popstar vere e piccoli esperimenti sociali sfuggiti di mano, anche questa notte all’Ariston ha avuto i suoi picchi altissimi (e i suoi momenti da nascondere sotto il tappeto).
TOP
Sayf – Tu mi piaci tanto
Sarà che è arrivato dopo il micidiale trittico Bravi-Luchè-Sattei. Sarà che c’è finalmente uno che si diverte sul palco. Sarà quel che sarà, ma Sayf è la ventata di freschezza di cui avevamo bisogno, tra un Cannavaro e un Cavaliere.
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
È febbraio 2026, ma quando cantano questi due sembra la Summer of Love del ‘69. Il cielo diventa caleidoscopio come in quel pezzo dei Beatles, e io ho solo voglia di saltare sul più classico dei furgoncini hippie e andare a fare una rapina per riprenderci tutta la nostra vita.
Sal Da Vinci – Per sempre sì
Abbiamo davanti a noi un’occasione unica: mandare Sal Da Vinci all’Eurovision e guardare il mondo bruciare e la discografia degli algoritmi implodere mentre i discografici fanno harakiri. Ora o mai più. Facciamolo!
Alicia Keys
Alicia Keys da sola prende buona parte di quelli che noi chiamiamo Big, se li mette nel taschino della giacca di pelle e se li porta in giro per tutta la ridentissima città di Sanremo. Ora capisco perché avevamo smesso di invitare ospiti internazionali, per preservare gli artisti in gara.
Arisa – Magica favola
Ha tutto ciò che dovrebbe avere una canzone sanremese (qualunque cosa voglia dire): bel testo, bellissima melodia e grande voce. L’interpretazione di ieri sera poi è stata perfetta.
FLOP
Irina Shayk
Credevamo di esserci lasciati alle spalle il periodo buio in cui la supermodella straniera senza alcun legame col Festival veniva chiamata a co-condurre Sanremo. Amadeus ci aveva provato a cambiare le cose in tempi non sospetti, arrivando a invitare le 4 anchorwoman del Tg1. Niente contro la bella Irina, che se la cava anche bene, ma è proprio il concetto che infastidisce.
Michele Bravi – Prima o poi
L’impressione è che Michele Bravi stia facendo di tutto per arrivare ultimo. Ma c’è almeno un Luchè pronto a mettergli i bastoni tra le ruote.
Luchè – Labirinto
La versione studio della canzone di Luchè è discreta, niente di che, ma si lascia ascoltare. Quella live è da spasmi muscolari. Non c’è bisogno che vi dica qual è il problema.
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Forse non tutti lo sanno, ma la canzone di Mara Sattei nasce da un interessante esperimento sociale. I 3 autori hanno scritto una frase a testa, senza sapere cosa avessero scritto gli altri. Poi le hanno messe insieme ed è venuto fuori ‘sto capolavoro impressionista.
Serena Brancale – Qui con me
C’è stata una grande sommossa social dopo aver messo Serena Brancale tra i peggiori della prima serata. Quindi mi sono chiesto: ma forse sbaglio io? Stasera l’ho riascoltata meglio e… confermo: pezzo che ha poco o nulla da dire, con vocalizzi e virtuosismi che tolgono quel poco che c’è di buono nel testo.
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L'articolo I momenti migliori e peggiori di giovedì, la terza serata di Sanremo 2026 di Marco Brunasso è apparso su Rockit.it il 2026-02-27 10:49:00

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