Inutile girarci intorno: guardiamo Sanremo sperando nel grande pezzo, ma restiamo incollati allo schermo aspettando l’incidente ferroviario. Tra svenimenti ignorati, nobiltà decaduta e tutorial su come distruggere una carriera in tre minuti di monologo, il Festival ha collezionato una serie di momenti così imbarazzanti da farci desiderare un blackout preventivo della rete elettrica nazionale.
Ecco a voi il meglio (o il peggio) del cringe targato Ariston.
Mike Bongiorno e lo svenimento di Carla Puccini (1966)
Immaginate la scena: siete sul palco più importante d'Italia e la vostra co-conduttrice Carla Puccini crolla a terra. Cosa fa il presentatore? La soccorre? Chiama un medico? Macché. Convinto che si tratti di una gag, continua a leggere il gobbo con totale naturalezza. Mentre Puccini giace a terra, lui prosegue imperterrito, regalandoci uno dei primi esempi estremi di “the show must go on”.
Il buono, il brutto e il cattivo (2010)
L’improbabile trio composto da Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia e Luca Canonici arriva secondo con Italia amore mio, un brano che definire kitsch è un complimento. L’orchestra protesta: spartiti appallottolati e lanciati sul palco. Il pubblico fischia furiosamente. Alta tensione e dignità musicale in rivolta.

Diletta Leotta e la bellezza "che capita" (2020)
Monologo sulla bellezza come “peso che capita”, mentre la regia indugia sul volto della nonna in platea. Il contrasto non passa inosservato: il web si scatena e il teatro si raffredda. Lezione imparata: il silenzio a volte è l’accessorio più elegante.

John Travolta e il Ballo del Qua Qua (2024)
Una leggenda di Hollywood coinvolta in un improbabile balletto fuori dal teatro insieme ai conduttori. Lo sguardo perso nel vuoto diventa immediatamente meme. Punto di non ritorno del cringe televisivo.

Maria Grazia Imperio — Tu con la mia amica (1983)
Una delle esibizioni più surreali di sempre: coreografia scatenata, presenza scenica fuori scala e testo memorabilmente improbabile. Diventata cult per tutti i motivi sbagliati. Manuale vivente del “cosa non fare su un palco”.

Piero Pelù e lo “scippo” in platea (2020)
Durante Gigante scende tra il pubblico e sottrae la borsa a una spettatrice per portarla sul palco. Momento surreale diventato meme istantaneo. Rock’n’roll o panico civile: ancora dibattuto.

Francesco Salvi — Esatto nella vecchia fattoria (1989)
Performance nonsense con comparse vestite da animali antropomorfi e slogan urlati. Il pubblico elegante dell’Ariston che cerca di battere le mani a tempo rende il tutto ancora più straniante. Allucinazione collettiva certificata.

Rocco Papaleo vs Martin Solveig (2012)
“Sfida” tra cabaret e DJ set internazionale: risultato, dieci minuti di imbarazzo puro. Dialoghi surreali, incomprensioni linguistiche e congedo diplomatico finale. Sipario.

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L'articolo I momenti più cringe nella storia del Festival di Sanremo di Marco Brunasso è apparso su Rockit.it il 2026-02-19 18:43:00

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