Siamo andati alla Mostra del Disco di Pordenone Live report, 26/01/2016

27/01/2016 di

Probabilmente l'oggetto più rivalutato dagli anni '70 ad oggi, di sicuro un cult per chi la musica la ama in maniera feticista oltre che emozionale, il disco in vinile sta rivivendo un momento di grande popolarità anche tra i nativi digitali dell'mp3 e dello streming.
Il 23 e 24 Gennaio a Pordenone si è svolta l'edizione numero 25 della mostra e mercato del disco usato e da collezione: 2000 mq di pura libidine per tutti i sentimentali del fruscio da puntina, più di 110 espositori italiani e stranieri hanno messo in mostra i loro pezzi forti e schierato le classiche cassette di legno con dentro centinaia di LP e 45 giri ordinati per genere, nazionalità o semplicemente in ordine alfabetico, un grandioso archivio da sfogliare respirando l'odore di cartone quasi sempre vecchio delle copertine.

Nessun limite di età o estrazione sociale, tra i tavoli della fiera un pubblico eterogeneo unito dalla viscerale passione per il suono caldo e pastoso, la ricerca dell'edizione da collezione o di una prima stampa originale può costare ore di fatica oltre che far volatilizzare le banconote (sempre che non si sia in possesso di altrettanto patrimonio da scambiare). Molte le rarità e i pezzi unici avvistati: da una costosissima prima edizione inglese di "Never Mind the Bullocks" dei Sex Pistols a una rara stampa giapponese di "Yellow Submarine" dei Beatles, il 33 giri del primo concerto De André e PFM e fornitissime raccolte dei Led Zeppelin che a sollevarle ci perdevi un braccio, non solo pezzi vintage ma anche l'ultimo disco di Adele, che anche in versione vinilica rimane prepotentemente uno dei più venduti degli ultimi mesi, classifiche alla mano.

I vinili si vendono, più dei cd, sempre più spesso si vedono sulle bancarelle del merchandising durante i concerti e sempre di più il vecchio disco nero sta diventando il salvagente dei negozi di dischi che grazie all'ottima rivendibilità del supporto riescono a sfruttare il settore dell'usato per trarre ricavo. Il marcato del vinile è uno di quelli che meglio ha assorbito la crisi economica, dal 2009 ad oggi sono circa 20 i punti percentuali di minor perdita rispetto al compact disc, l'industria musicale ne produce un numero maggiore di copie di anno in anno e gli stessi musicisti propongono la loro musica nel formato da giradischi per puro vezzo o per offrire la versione "d'epoca" delle loro canzoni nuove.

Ora che la Panasonic ha annunciato per il nuovo anno il ritorno alla produzione di evolute versioni degli storici giradischi Technics SL-1200, non è da escludere un'attenzione sempre maggiore verso un prodotto nato quasi 70 anni fa ma che rappresenta un metodo di fruizione della musica che richiama gli anni d'oro di molti generi musicali, quelli che hanno formato le culture di interi paesi e che magari ritorneranno ad essere così importanti, ecco perché il vinile venderà cara la pelle prima di estinguersi completamente.

Tag: mercato discografico

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