MTV Day - Bologna Live report, 12/09/2002

20/09/2002 di Simona Cortona



In 80 mila sono arrivati da tutte la parti d’Italia all’ Mtv day.

Location: arena Parco Nord, Festa de l’Unità-Bologna sabato 16 settembre.

In tanti, tantissimi a festeggiare il quinto compleanno di Mtv, per uno spettacolo lungo dicci ore in compagnia dei gruppi italiani più in voga del momento e di un solo ospite straniero.

In ordine di apparizione: Meganoidi, Timoria, Afterhours, Daniele Silvestri, Articolo 31, Subsonica con Krisma e Rachid, Piero Pelù, i Negrita e The Cranberries.

La maratona comincia rigorosamente alle 16.00 e i Meganoidi sono i primi a far smuovere il pubblico grazie al loro ska “allegretto” e a loro successi: “Into the darkness into the moda”, “King of Ska”, “Supereroi” fino a “ Meganoidi” dove se la prendono, come sempre, ma maniera bonaria con i “cattivissimi” Vigili Urbani di Genova.

Ma visto che loro sono i Supereroi e sconfiggono sempre le forze del male la vittoria sarà sempre dalla loro parte.

Fa caldo, finalmente, e i Meganoidi piacciono al pubblico, che poga e suda.

Tutta l’onda umana si muove al ritmo dello ska.

Nuovo ritmo, nuova band: è la volta dei Timoria.

Si parte con il loro “Treno magico” ma si canta tutti insieme “Senza vento”.

La nuova “Un altro giorno senza te” non convince appieno e ad ingentilirla ancor di più compare sul palco la piccola Sara Morselli, che con voce sicura, nonostante la tenere età, termina il pezzo. Omar Pedrini, tatuaggi in vista, ci mette un po’a scaldare il pubblico, forse complice il fatto che le nuove canzoni, l’esperienza sanremese e i nuovi ritmi non sono ancora patrimonio dei più e forse sono un po’ troppo vicini a quella beat generation lontana alla mentalità dei giovanissimi. Il pubblico ricorda, canta e si emozione con i vecchi successi.

“Sole spento”, la più desiderata, vede sul palco insieme ai Timoria la splendida voce di Lucia Tarì. E loro tornano ad essere i grandi di sempre.

Nell’intervista, dopo il live, le considerazioni sull’atmosfera simil “Woodstock” si sprecano. Ma una volta essere un hippy non era una scelta di vita.?

“Ho cercato di portare sul palco e diffondere tra il pubblico la mia voglia di famiglia, la mia beatitudine”, dice Omar ai microfoni di Mtv (sarà stato il suo nuovo amore? ndr). “Nei nostri tour cerchiamo di stare tutti insieme, mamme, figli, amici” continua, e anche Sasha il loro cantante-chitarrista (non presentatelo mai come il chitarrista dei Timoria perché si incazza veramente!!) si sente finalmente parte di questa grande casa.

Et voilà, noi non possiamo che esserne felici.

E’ l’ora degli Afterhours ma qualche impiccio tecnico fa veramente arrabbiare Manuel che se la prende con la sua chitarra… Ma lo spettacolo deve continuare, siamo in televisione! Spazio alla musica allora! E si continua con: “Quello che non c’è”, “Bye Bye Bombay”, “Milano circonvallazione esterna” e tutto il meglio del loro repertorio.

Arriva sorridente, maglietta e jeans, Daniele Silvestri ed è certamente il più coccolato. Si racconta che suo padre il giorno del suo diciottesimo compleanno gli disse: "Quando entro in casa e sento musica, so che ci sei, perché sei fatto di musica.Come per sua madre, tua madre era di jazz; e per mio padre, io teatro e penna. Tua madre è ancora jazz, io sono ancora penna: spero che tu resti musica ogni giorno".

E allora tutto diventa più chiaro e si capisce perché Daniele Silvestri piace.

Si comincia con “Salirò” ma qualcuno manca sul palco e il pubblico lo chiama, lo vuole, ci vuole ballare insieme. Il suo ballerino non arriva e Silvestri prosegue con “Manifesto”.

D’un tratto appare tra le tante teste uno striscione con su scritto: “Giustizia”.

La mente corre a Roma.

Si prosegue con “L'autostrada” e la splendida “Il mio nemico”che ci piace sempre più quando recita: “Il mio nemico non ha divisa, ama le armi ma non le usa, nella fondina tiene le carte Visa e quando uccide non chiede scusa”.

Ma dopo “Aria” eccolo arrivare: la seconda star, l’ombra di Daniele Silvestri, il serio Fabio Ferri. Il suo amico ballerino si ferma, braccia incrociate, sguardo serio sul pubblico ed è di nuovo: “Salirò, salirò fino a quando sarò un puntino lontano, lontano”.

Si muovono i dreadlock, comincia il ritmo, prende piede il rap e arrivano sul palco per scatenare e far pogare gli 80 mila di Bologna: gli Articolo 31.

E’ un susseguirsi di successi: “Soldi”, “Pere”, “Spirale ovale”, “Domani smetto”, “Maria” fino a “Banana split”, la forza del rap coinvolge e piace.

Il sole è tramontano e, in perfetta armonia crepuscolare, appaiono i Subsonica con due ospiti d’eccezione: i Krisma e Rachid.

Sul braccio del Bootsa si legge la scritta “Alieno”, sulle mani di Samuel a destra un bel “Suca” e a sinistra un chiarissimo “Fuck”… Paroline scaramantiche che però non sembrano d’aiutato nel superare qualche noia tecnica al microfono. Ma loro non se ne preoccupano più di tanto, né tanto meno il pubblico.

Con “Disco labirinto” la festa comincia ed entriamo tutti nella loro discoteca virtuale. Si prosegue con “Nuvole Rapide”, “Mammifero” fino ad arrivare al predicozzo di Samuel: “Siamo pronti ad uccidere tutte le nostre ossessioni?”. E qui entrano in scena i Krisma e le note di “Nuova ossessione”. I Krisma sempre alternativi nei travestimenti e curiosi negli atteggiamenti ci spiazzano sempre, ma a loro si può concedere tutto: sono i padri della techno!

Con “Gente tranquilla” entra in scena Rachid e con “Liberi tutti” riappare sul palco Silvestri ad avvallare la voglia e la necessità di una comunicazione libera e Samuel manda un saluto ai girotondi di Roma.

Bologna e Roma sullo stesso asse, uomini e donne che ne discutono nella capitale, uomini e donne qui a cantarne.

Anywhere, la stessa voglia di libertà.
Samuel si getta tra i fans, un po’ di bodysurfing non fa mai male e l’abbraccio del pubblico è totale. Chi è che non lo farebbe?

Ma l’ora tarda fa salire sempre più l’adrenalina per chi lo aspetta dalle 16.00 del pomeriggio. E’ l’ora del Matador, è l’ora del rocker e tutto si tinge di rosso come la sua maglietta “0 regole”.

Piero Pelù è arrivato sul palco.

Con “Né buoni né cattivi” comincia lo show , “Toro Loco” a seguire. Aggiunge che “Io ci sarò” è una canzone che ha significato molto per lui e la suona splendidamente. Travolge la folla che canta e canta “Ritmo”, e ascolta il nuovo singolo “Bene bene male male”. Ma sarà con “El Diablo” che salirà sul palco una biondina con tanto di corna rosse al seguito e olè comincia la corrida….

Il particolare però spiazza e fa riflettere. Inesorabilmente.

Sul ultimo pezzo “Bomba Boomerang”, elmetto militare calato sugli occhi, regala parole al pubblico: “Se siamo ancora sconvolti dal 11 settembre a New York e Washington allora io vi chiedo un attimo di silenzio anche per le 230 mila vittime irachene uccise nel 1991, per le vittime della guerra del Golfo, per le vittime che negli anni ‘80 sono state uccise da Saddam con i soldi degli americani, per le vittime di Hiroshima e Nagasaki, per le decine di migliaia di bombardamenti a causa degli imbarchi su Cuba, alle mille persone uccise a Panama, in Algeria, in Cile, in Argentina, in tutti i paesi vittime di colpi di stato.

L’Italia deve rimanere fuori dalla guerra. Noi ripudiamo il terrorismo. Tutto il petrolio non può valere le nostre vite umane”.

80 mila bocche sono rimaste in silenzio. Un silenzio assordante. Un pensiero unico.

Il suo ultimo saluto, dopo essersi buttato per due volte tra il pubblico che lo ha sorretto, toccato e baciato è stato: “la pace è l’unica vittoria”.

Applausi.

Considerazione strettamente personale: Qui, oggi, NOI non siamo SOLO il LORO popolo televisivo, qui siamo carne vera, cervelli pulsanti.
Grazie.

E’ notte e la regina sale sul palco, i suoi occhi di ghiaccio infiammano la platea.

E’ bellissima come sempre, è sensuale come poche: Dolores O’Riordan e The Cranberries sono a Bologna all’arena parco nord.

"Quello che dicono le nostre canzoni è non ti stressare pensando a domani, alla settimana prossima, all'anno che verrà: guarda da quanta bellezza siamo circondati”, le parole di Dolores vagano nelle menti di chi li segue da anni e ci predispongono positivamente a seguire fino alla fine il loro spettacolo.

Si comincia con “ Daffodil lament”, “Dreams”, “Zombie”, una carrellata di singoli rappresentativi dei loro dieci anni di carriera, dei loro animi irlandesi, del loro essere nati negli anni ’80 insieme a tanti altri grandi: U2, Clannad, Enya, Hot House Flowers, Sinead O'Connor.

Le note della splendida “Analyse” si diffondono nell’arena seguite poi dal nuovo singolo “Stars” che brilla come gli occhi di Dolores. Con “Salvation” possiamo arrivare a pensare che oggi, dopo dieci anni di carriera e 33 milioni di album venduti, i Cranberries sono una band veramente in forma smagliante.

Ultimo atto di questo quinto compleanno di Mtv, si torna in Italia e il merito di chiudere la maratona musicale spetta alla band aretina dei Negrita. Ai loro successi “Bambole”, “Cambio” “In ogni atomo”, al loro e al nostro “ Non ci guarderemo indietro mai” che fa venire i brividi a tutto il pubblico, va l’onore di chiudere il cerchio.

Pau, occhiali da sole nella notte, decide di toglierseli per guardarseli tutti i tanti di Bologna e per regalare una “Hemingwai” veramente speciale.

Il ritmo incalza e chiudono con il loro successo rock: “Mama maè” che ci dà la sferzata finale e chiude degnamente questo lungo pomeriggio. Il loro live ci lascia veramente soddisfatti.

In fondo loro sono i Negrita, sono quelli di “Nessuna certezza, nessuna promessa”, sono quelli che in un’intervista ci hanno detto: “Nessuna promessa è il prezzo che gli altri mi fanno pagare per averti così, perchè comunque è un tipo di vita e di mentalità, di attitudine che non potrà mai garantire nessuna promessa a nessuno. Come dire: facciamo un salto nel buio, ma però non chiedeteci un cazzo! Noi ci accogliamo questo rischio sulla nostra pelle però poi non vogliamo dare garanzie a nessuno, facciamo comunque quello che cazzo ci pare”.

Un altro anno è passato e noi più vecchi e con più acciacchi di Mtv ce ne torniamo a casa (a parte qualcuna che ha girovagato tutta la notte nella spasmodica ricerca della chiave della sua macchina!!! Sigh).

Chissà se da casa guardando in quella scatola sempre presente nei vostri salotti avete sentito la stessa energia che c’è stata qui.

Io non credo proprio.



Pagine: Afterhours Articolo 31 Negrita Daniele Silvestri Timoria Meganoidi

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