Da Glastonbury all'Ypsigrock: quali sono i festival con più donne sul palco?

Joan Thiele al MI AMI Festival. Foto di Alessandro Sozzi. - Joan ThieleJoan Thiele al MI AMI Festival. Foto di Alessandro Sozzi. - Joan Thiele
23/06/2015 di

Ogni anno, nel periodo in cui i maggiori festival internazionali annunciano in pompa magna le loro lineup e i musicofili di tutto il mondo iniziano a programmare le proprie trasferte estive su Ryanair, sulla stampa estera inizia a spuntare una serie infinita di articoli nei quali ci si chiede, in sostanza, perché nelle lineup sia così difficile trovare delle musiciste.
Il 2015 non fa eccezione: si è iniziato già dallo scorso inverno a sottolineare come le musiciste siano incredibilmente sottorappresentate nei cast dei festival inglesi e americani, e si è andati avanti articolo su articolo praticamente ogni mese (l'ultimo è uscito stamattina, sul Guardian). Ma la situazione è così drammatica come sembra? Effettivamente sì.
Lo si capisce bene dando un'occhiata alle gif create da Ticketbis.it, che ha raccolto i cast dei 10 festival più popolari di quest’estate e ne ha tirato le somme: il peggiore sembra essere il Reading Festival 2015, che vanta la minor rappresentanza in assoluto di artiste, come d'altronde era già successo nell’estate 2014.



Se passiamo agli altri maggiori festival europei, purtroppo la situazione non cambia molto: dal Bestival, a Glastonbury a Roskilde le musiciste in lineup sono presenti sempre in percentuali ridicole, e se consideriamo poi quelle che arrivano ad essere considerate headliner, la situazione è ancora peggiore.
Eppure gli spettatori dei festival sono di solito ben distribuiti in entrambi i generi, anzi alcune delle più recenti statistiche hanno evidenziato come circa il 59% degli spettatori di festival sia donna, così come lo è il 66% degli utenti che hanno acquistato biglietti tramite Ticketbis.it.
Non che il genere degli spettatori debba influenzare in alcun modo quello dei musicisti, però un problema di genere c'è, e si nota. 



E in Italia, come siamo messi? Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda con un piccolo censimento dei festival e rassegne che ci offrirà (o che ci ha già offerto) l'estate 2015. Le due infografiche qui di seguito non hanno naturalmente nessuna valenza statistica, ma volevamo comunque provare ad ottenere un colpo d'occhio generale per capire la situazione italiana. Ad ogni lineup di festival e rassegna è stato assegnato un punteggio calcolato in questo modo: 3 punti assegnati se l'headliner è una musicista o gruppo di musiciste, 2 punti assegnati se l'headliner comprende anche una musicista, 1 punto assegnato se in lineup c'è una musicista o gruppo di musiciste, 0.5 punti assegnati se in lineup c'è una band che comprende anche una musicista.

La maglia nera va all'Home Festival, che ha totalizzato la bellezza di ZERO musiciste in lineup: considerando la popolarità, il budget e le dimensioni del festival, è una mancanza piuttosto evidente. Tra le posizioni più basse anche i festival di musica elettronica e sperimentale come il Frac di Cosenza e il Terraforma di Milano, probabilmente perché incentrati su un genere musicale che solo negli ultimi anni ha visto crescere una discreta partecipazione femminile tra gli artisti. In vetta troviamo invece il Beaches Brew, splendido festival sulla spiaggia che sta ricevendo sempre più risonanza anche sulla stampa internazionale, seguito dal nuovo Siren Fest di Vasto e dal Mojotic di Sestri Levante (nell'infografica non trovate il nostro MI AMI, ma ha ottenuto un punteggio ottimo, 14, e sarebbe quindi il primo della lista).

Ora che la situazione è leggermente più chiara, sarebbe utile iniziare a riflettere su questo argomento anche nel nostro paese; la questione non è semplice né univoca, e forse sarebbe sbagliato parlare di un generale sessismo, o peggio invocare delle quote rosa nei festival italiani. Però un problema c'è: le musiciste (in Italia come nel resto del mondo) sono in media meno considerate dei loro colleghi, e gli è riservata un'esposizione mediatica nettamente inferiore che non è in nessun modo correlata alla qualità della loro musica.
Uno dei motivi principali è che molti generi musicali sono tradizionalmente considerati prerogativa degli uomini (il rock o il rap, per fare dei macro-esempi), ed è per questo che di fronte ad una musicista la stampa ha l'irrefrenabile bisogno di definirla con l'orrenda formula "al femminile", come per rimarcare bene che nel rock (o in qualsiasi altro genere) le donne sono un'eccezione tollerata, quasi una nicchia, un genere a parte. Un atteggiamento che porta poi all'organizzazione di festival di sole musiciste, "eventi rosa" che contribuiscono a creare ghetti ristretti e inesistenti, e in qualche modo a screditare le artiste che invece si impegnano per essere considerate senza filtri di genere, alla pari dei loro colleghi. 
Questa forma mentis, insieme a molti altri fattori, porta molte meno donne a suonare e produrre, a scrivere di musica, ad organizzare festival e concerti, ad essere considerate valide, con i risultati che potete ammirare sopra.
Il discorso è lunghissimo, e per ora ci accontentiamo solo di aprirlo: basterebbe ammettere che c'è un problema, rendersi consapevoli di questo stereotipo e sforzarsi di scardinarlo, ognuno a suo modo.

Tag: festival opinioni

Commenti (5)

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  • Scenasonica 23/06/2015 ore 18:36 @Scenasonica

    Avete dimenticato Fiera della Musica, dove oltre a band miste, la prima serata ci sarà una band composta da sole donne! SAVAGES!
    https://www.facebook.com/fieradellamusica/events

  • Vale_Punk 24/06/2015 ore 12:32 @valeriafabbrini

    Purtroppo essere donna in un campo come questo è veramente difficile... Ci vuole il doppio degli anni per farsi rispettare ed il triplo per emergere, rispetto agli uomini. Ah, e bisogna essere anche 4 volte più brave!
    Speriamo che tra qualche anno le cose migliorino, ma la vedo bigia...

  • EleReglisse 26/06/2015 ore 13:15 @ele_nora

    Sarà, ma da donna bassista ed ingegnera non ho mai avuto esperienza di discriminazione di genere, nemmeno suonando metal. (Visto che l'articolo parla di generi più "estremi")
    Pur lavorando in contesti "maschili" sono sempre stata fatta sentire alla pari.
    Quello che più ho visto, invece, è che spesso sono le stesse donne a limitarsi, a evitare certe attività solo perché storicamente "maschili".
    Conosco molti musicisti, ma tra questi, di donne (che non siano cantanti, figura femminile) ne conosco gran poche, in proporzione.
    Un comportamento del genere non si può certo attribuire a discriminazioni fatte da terzi, quando si parla di passione praticata anche a livello amatoriale..
    Le poche persone che si sono stupite di vedere una bassista donna sono state delle donne, o degli omuncoli bavosi di mentalità medievale..

  • Vally-Valentina Sardella 04/07/2015 ore 12:24 @vallymadhatter

    in pochi sanno che moe tucker, batterista dei velvet underground è una donna, perchè in effetti era una via di mezzo fra un ragazzino in pubertà e rita pavone. meno femminilità e più weirdos!!!

    https://ernestsliver.bandcamp.com/releases

    Ernest's Liver %7C Ernest's Liver

    https://ernestsliver.bandcamp.com/releases

  • wax 19/08/2015 ore 15:58 @wax

    Waxman Brothers supporta la buona musica e le quote rosa!

    join the wax connection su http://waxmanbrothers.com/ !


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