Amir Issaa, Maruego, Karima 2G e Alex Chen: la musica delle seconde generazioni è già qui

Foto di Alessandro Sozzi - Foto di Alessandro Sozzi -
31/01/2016 di

Cosa intendiamo quando parliamo di "seconda generazione"? Si tratta di persone nate in Italia da uno o entrambi i genitori stranieri, oppure persone nate all'estero e arrivate da piccolissime nel nostro paese. Il pretesto per affrontare l'argomento è il dibattito attorno alla legge Ius Soli, già passata alla Camera e in attesa del sì del Senato: attualmente quasi un milione di bambini nati e cresciuti in Italia non sono considerati italiani per lo Stato, che li lascia di fatto in una zona grigia dove gli sono precluse moltissime opportunità. Ma se questa legge venisse approvata si risolverebbe almeno in parte il problema, e il nostro paese potrebbe affrontare la sua realtà multiculturale in un clima più sereno (e legale).

Volevamo parlare di questo, e di come la musica giochi un ruolo fondamentale nella questione, così abbiamo invitato sul palco del Better Days Festival quattro musicisti di seconda generazione: Amir Issaa, Maruego, Karima 2G e Alex Chen. Ognuno di loro ha affrontato il tema nella propria musica: Amir ha iniziato col rap quando aveva 18 anni, "Era il modo più semplice per sfogare la rabbia, per raccontare le mie storie. Non conosco molto delle origini del mio paese, all'inizio il termine 2g nemmeno lo capivo. I media si fanno tanti problemi, io me la sono vissuta sempre in maniera molto naturale. Col tempo ho acquisito una nuova consapevolezza che mi ha portato a muovermi per degli atti concreti, una petizione per la richiesta dello ius soli ad esempio, con la quale mi sono ritrovato assieme a Karima alla Camera dei Deputati". Il percorso di Karima è invece partito da una base diversa: "A me interessava da subito mostrare questa mia ricchezza, unirla con la mia musica, mescolare i suoni occidentali con quelli africani".

Alex Chen, il primo cantante italiano k-pop, racconta invece della sua partecipazione al docu-reality di Real Time "Italiani Made in China": "È stata un'esperienza molto bella, sono partito assieme ad altri ragazzi per la Cina per scoprire la mia cultura. Ho iniziato a farmi delle domande sulla mia identità quando gli altri hanno iniziato a farmi notare la mia "diversità". Ma io mi sento in tutto e per tutto italiano, sono nato e cresciuto qua". Anche Maruego, come molti altri, ha dovuto combattere contro i pregiudizi: "È fin dalle medie che mi danno del terrorista, io mi chiamo Osama quindi ti lascio immaginare. Non ci ho mai dato tanto peso, so che è un fatto di ignoranza". Il discorso diventa interessante quando si ribalta la prospettiva e la contaminazione diventa cool. Continua sempre Maruego: "Nei miei pezzi ho iniziato ad usare il termine "kho". È come dire fra, bro, e mi sono ritrovato con i miei fan a usare questo slang. Quello che mi piacerebbe è fare un feat. con un artista arabo conosciuto. La musica è sempre ciò che unisce la gente". Dello stesso avviso è Alex Chen: "La globalizzazione non cancella i tratti culturali ma li mette a confronto, li rafforza. Vedo tanti italiani ai concerti k-pop e questa cosa mi entusiasma".

Alcune volte però bisogna anche proteggersi da insulti e attacchi gratuiti, come quelli di cui è stato vittima Amir: "Libero ha scritto che la mia canzone "Ius Music" è un inno al terrorismo contro gli italiani. E la gente ha iniziato a offendermi gratuitamente sul web. I giornalisti hanno anche strumentalizzato la partecipazione di Khalid Chaouki, deputato del PD e mio amico, al video, però non mi pento di averlo fatto". "Io credo che dovremmo cambiare nostro linguaggio" – aggiunge Karima - "il termine meticcio, come integrazione, razzismo, andrebbero aboliti o ripensati perché ormai hanno una connotazione negativa. Il mio invito è di lavorare affinché si possa ricreare un nuovo linguaggio che sia veramente "nostro". Ai miei concerti canto sempre "L'Italiano" di Toto Cutugno, e chiudo la strofa con il verso "sono un italiano, un italiano nero". Tutti si bloccano automaticamente e da questo feedback capisco che non sono ancora pronti. Questo è il momento migliore per renderci conto che c'è un processo in corso, e bisogna farne parte".

Tag: betterdays festival

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    LEGGI ANCHE:

    Porno per sapiosessuali su Rai1: Alberto Angela intervista Paolo Conte nelle Langhe