Daniele Dupuis - Nane della Giulia - Padova Live report, 31/05/2002

23/06/2002 di



A entrare da “Nane della Giulia”, storico locale universitario padovano, l’ultimo venerdì di maggio, pareva di sospendere il tempo. Pareti rosse e fiori primaverili sui tavolini d’antan immergevano nell’atmosfera di un quadro di Gauguin o di una stampa di Toulouse Lautrec. E, sullo sfondo, un folletto elettronico: Daniele Dupuis, per la serata di fine stagione, intento a suonare uno strano strumento di inizio secolo, coi gesti larghi propri di un direttore d’orchestra. Eh già, perché il theremin, costituito da due antenne che sprigionano un campo magnetico, si suona senza toccarlo. Agitando la mano in corrispondenza dell’antenna verticale se ne controlla l’intonazione; al volume presiede invece quella orizzontale. Quando nel 1919 il musicista russo Lev Termen lo inventò, non avrebbe mai pensato che per il suo pieno utilizzo si sarebbe dovuto attendere quasi un secolo.

Utilizzato già da Led Zeppelin e Beach Boys, pare accordarsi al meglio proprio con le sonorità elettroniche degli ultimi anni. Le stesse che Dupuis ha proposto nel corso della serata, alternando eleganti brani tratti dal suo album solista “Farina tipo 00” a cover di La Sintesi, David Sylvian, Air. Suggestive musiche, rese ancora più evocative dalle video proiezioni dell’ottimo Stefano Lucini, spalla visuale di Dupuis nel progetto della casa di produzione “Transiti”. E che si sposano benissimo all’ambiente fin de siècle, dando l’impressione di trovarsi in una sorta di pianobar cibernetico alla Blade runner.

Il pubblico, entusiasta, applaude ogni singolo brano, incantato dai momenti in cui Dupuis esegue il suo balletto manuale nell’aria intorno al theremin. Alla fine, l’applauso più lungo, che pare non finire mai.

Da tenere d’occhio, questo Dupuis.



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