25 anni fa i Nirvana suonavano a Muggia, Trieste: il racconto di Teho Teardo

foto via tamtamfriuli.it - foto via tamtamfriuli.it -
15/11/2016 di

Sull'edizione triestina de Il Piccolo, ieri si è celebrato l'anniversario dei 25 anni dal concerto dei Nirvana a Muggia, in provincia di Trieste. Un concerto particolare sotto molti punti di vista, perché non si sarebbe dovuto tenere in quel locale, anzi non si sarebbe proprio dovuto tenere a Trieste: la band aveva in programma tre concerti in Slovenia, ma pochi mesi dopo aver chiuso gli accordi con l'agenzia di booking locale, la Slovenia si rese indipendente dalla Jugoslavia, scatenando un'inevitabile guerra

La situazione, insomma, non permetteva il normale svolgersi dei concerti. La band però non voleva rinunciare a suonare per la gente di quei posti, così si decise per una data triestina, facilmente raggiungibile dai paesi limitrofi. I Nirvana avrebbero dovuto suonare al Teatro Miela di Trieste il 16 novembre del 1991, ma si dovette spostare tutto al Verdi di Muggia perché al Miela non si potevano rimuovere le sedie dalla platea. 

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Quella sera il pubblico era vario e numeroso: tra loro c'era anche Teho Teardo, che ha ricordato su Facebook l'atmosfera che si respirava quella notte

"L'altro ieri un giornalista del Piccolo di Trieste mi ha chiamato per chiedermi se ricordavo il concerto dei Nirvana a Muggia (TS).
Era il 16 Novembre 1991, esattamente 25 anni fa.
E chi se lo dimentica?
Bidi ed io siam partiti presto da Pordenone perché la macchina di mia madre era una vecchia Fiat 126 verde marcio con un ghetto blaster a batterie con cui ascoltavamo a tutto volume Jesus Lizard, This Heat e Slits. Avevo anche una storica cassetta di Nature Unveiled dei Current 93 con una copertina da me fotocopiata dove Cicciolina leccava la testa di un uomo calvo. Ma Bidi non amava quel suono.
Avevamo 25 anni e molti capelli e non sapevamo bene cosa fare nella vita, oltre a voler suonare.
I Nirvana li avevamo visti già visti altre volte in compagnia del gigante TAD. Conoscevamo i dischi a memoria, sapevamo che chitarre usavano, come si vestivano.
Nevermind non era ancora esploso nel globo e quelli erano gli ultimi giorni di permanenza nell'underground di Cobain, specialmente in Italia. Lui era già svanito e dissolto dentro sé, non ha fatto una piega quando un tizio nel pubblico gli ha tirato una lattina di birra centrandolo in piena fronte.
Subito dopo qualcuno che si lanciava dal palco è atterrato nel posto sbagliato spezzandosi una gamba.
La gente volava ai concerti, ti piombavano addosso con un tanfo di sudore.
Fu un concerto epocale per buona parte dei 500 convenuti, una buona parte arrivava dall'ex Jugoslavia in guerra.
La goffa rigidità di quei giorni portava a cancellare dai propri contatti chi mancava quegli appuntamenti che a noi parevano essenziali, col senno del poi si è visto che non ci sbagliavamo più di tanto...
Con un'altra macchina il giorno dopo siam partiti per rivedere i Nirvana al Bloom di Mezzago, allora era una nostra meta frequente da dove ritornavamo di notte rintronati dopo aver ascoltato dal vivo Foetus, Beast Of Bourbon, Cows...
Faceva sempre freddo a Mezzago, era umido e c'era spesso la nebbia. Mi angosciava guidare lì.
Autogrill e caselli, albe e caffè, a volte anche direttamente all'università per fare un esame, ma mica ci si poteva perdere un concerto dei Cop Shoot Cop e Deity Guns?
Non ho nostalgia, ma è stato davvero meraviglioso essere in quell'onda di suono e vita.
Rifarei tutto ora."

Tag: storie

Commenti (1)

  • Alberto Facchin 17/11/2016 ore 08:54 @facchin.alberto60

    @TehoTeardo complimenti per il racconto, una simile esperienza mi portò al l' unico concerto italiano di Frank Zappa, anno '84...

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