Non rompeteci il Mondo delle Uova

In piena Brianza c'è un'associazione indipendente che da 30 anni è una roccaforte per la scena underground della zona (e non solo), dove si organizzano concerti e si registrano pure i dischi. Ora tutto questo rischia di andare perso

Tutte le foto sono di Luca Secchi
Tutte le foto sono di Luca Secchi

Se conosci la Brianza, quasi sicuramente hai avuto a che fare con Mondo delle Uova, soprattutto se fai parte di una generazione che negli ultimi trent’anni ha vissuto la sua tarda adolescenza. Se invece non conosci la Brianza e per te è solo un’idea annebbiata a nord di Milano e poco prima del lago di Como, comunque ci hai preso lo stesso, perché la zona è quella e soprattutto il suo legame con la nebbia, quella della pianura con qualche accenno di collina, quella che puzza di fumo dei camini e di industria immobiliare, è molto forte.

Tra la nebbia che accoglie ogni passante in ogni stagione dell’anno, soprattutto ora che le prime piogge alzano umidità, c’è una luce sempre accesa, un cancello sempre spalancato e una porta costantemente socchiusa, che se tu hai il coraggio di varcare porta a Mondo delle Uova, un’associazione culturale che da quasi 30 anni prova a essere un vettore di cultura e sottocultura in un territorio stanco e annoiato.

Li abbiamo incontrati a pochi giorni dal lancio della loro campagna Salva il Mondo, una raccolta fondi con cui il collettivo sta cercando di raccogliere più soldi possibili per poter continuare a dare un tetto e delle mura a questa realtà ormai rimasta una delle poche che abitano questo territorio. Sì perché, con un primo accenno a voce dato dall’attuale proprietà dell’immobile e con una conferma arrivata poche settimane fa tramite raccomandata, quella che attualmente è la loro casa, molto calda d’estate e mai troppo d’inverno, rischia di non esserlo più a partire dal 31 di marzo.

“Da oltre 30 anni noi siamo in questa casa, ovviamente non noi come persone specifiche ma come associazione Mondo delle Uova. Le facce che prima abitavano questo posto ora le vedi raramente, ma è anche questo il bello di questa realtà, quattro generazioni che da quasi 30 anni portano avanti con gli stessi valori un’esperienza collettiva di questo tipo”, ci raccontano i ragazzi e le ragazze della quarta generazione, quella attualmente operativa tra le mura di Mondo delle Uova. “La storia di questa associazione nasce quando un gruppo di amici di Lurago d’Erba ha deciso di creare il proprio posto nel mondo dove poter studiare, divertirsi e suonare. In poche parole fare le stesse cose di sempre ma insieme e a prezzi popolari”.

Con l’aiuto di qualche genitore e anche di quello che all’epoca era il prete dell’oratorio, don Mario, nel 1999 viene ufficialmente sottoscritto l’atto dello statuto associativo e gli amici entrano ufficialmente nello stabile di Via Volta ad Arosio, in quello stesso stabile che era stato una casa prima e un negozio di tende e tendaggi poi. Ovviamente i prezzi popolari, uniti alle già basse risorse economiche di partenza, oltre ad un affitto da pagare, portano a trovare soluzioni rudimentali per poter avviare l’associazione; quindi un paio di amplificatori, una batteria, due casse e un sacco di cartoni delle uova per insonorizzare le pareti hanno dato il via alla prima sala prove di Mondo delle Uova, che prende il nome proprio dalle confezioni usate per rendere l’ambiente un poco più silenzioso e per non compromettere fin da subito i rapporti con il vicinato.

“La musica per noi è sempre stata un tema centrale, non tanto per la musica di per sé, ma per le sue capacità di creare aggregazione e cultura, sia con le prove che con i concerti. Rispecchia in pieno quello che MDV è sempre stato e sempre continuerà ad essere, un’alternativa valida alla solitudine”. E di solitudine, partendo da Milano e arrivando ad Arosio se ne vede sempre di più, vuoi perché il focus di questo territorio è esclusivamente produttivo, vuoi perché la Brianza tutta è diventata il dormitorio di Milano, il posto un po’ meno caro della città da cui è veloce raggiungere la città.

Anche per questo motivo questa generazione, con l’aiuto di chiunque sia passato da queste mura e non solo, sta cercando di salvare a tutti i costi questa realtà, per restare un faro alternativo in un posto in cui il grigio ormai sta schiacciando tutto. E nel grigio e nella nebbia si annidano alcuni dei ricordi più belli che questa associazione ha saputo creare per il territorio locale. “Da questo palco (che nella realtà dei fatti non esiste) sono passate moltissime della band brianzole nate e cresciute in questi anni. I primi concerti fatti qui erano esclusivamente di band locali, molto probabilmente molte di queste non esistono nemmeno più”. Ma non solo band culto dell’Underground brianzolo. Da MDV sono passate anche band più conosciute, da tutte le regioni d’Italia, e anche dall’estero: Svizzera, Messico, Nicaragua, Corea del Sud per citarne solo alcune.

“Se dobbiamo pensare ad alcuni dei concerti più folli e belli avuti qua dentro, potremmo fare un elenco veramente troppo lungo, per citarne alcuni però i Giallorenzo il giorno della befana, Put Purana e Tenue dalla Galizia nel bel mezzo di agosto, con il pavimento che veniva asciugato tra un live e l’altro, i WEL che tra queste mura hanno girato anche il videoclip di Percorsi, ogni singolo live dei Declapide, band incredibile formata da membri della seconda generazione di MDV, Allerta! Laguna Bollente e Giallorenzo il giorno del matrimonio di Sandrino (il presidente dell'associazione, ndr) o anche i Ricche le mura nel 2023 e i Liquami”.

Pensare a una Brianza senza Mondo delle Uova, sentendo tutti questi aneddoti, fa capire quanto possa fare male a questo territorio una perdita del genere. Ma è una cosa con cui l’associazione ha dovuto fare i conti più volte. Già la terza generazione, per ammodernare lo stabile, aveva organizzato un festival musicale finalizzato alla raccolta fondi. Il nome? Lambrock. Da quel momento il festival è diventato un punto di riferimento per molti appassionati di musica, e sul suo palco sono passati artisti incredibili come Diaframma, Le Oscure Armate Meccaniche, Gecofish, Gli Occhi Degli Altri, fino ad arrivare ad Auroro Borealo nella scorsa edizione.

Tra queste mura, ci viene raccontato, sono stati registrati anche interi album: “Un giorno a Mondo delle Uova c’era un microfono sulle scale, erano i Dulur Gris che stavano sfruttando il riverbero naturale per registrare il loro album d’esordio. Le chitarre del nuovo album del gruppo black metal Spells of Misery sono state fatte in questa casa, I Finnegans qui hanno scritto tutti i loro album e hanno registrato le demo per gli ultimi due, ma anche i Put Purana, i Rescue Cat, Gecofish e gli Eucaristia per citarne altri”. E noi speriamo che ne continuino a essere fatti ancora tanti, tantissimi altri.

Francesco Redaelli è uno dei fondatori dei Finnegans, band che è stata tra i nostri CBCR di qualche tempo fa. Di lui potreste aver già letto un mirabolante diario di un tour estivo fatto in giro per l'Europa, sempre sul nostro sito. Visto lo stretto legame tra il suo gruppo e il Mondo delle Uova, ci ha voluto lasciare questo testo che ne raccontasse la storia.

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L'articolo Non rompeteci il Mondo delle Uova di Francesco Redaelli è apparso su Rockit.it il 2026-10-23 15:42:00

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