Non sarà un'estate senza festival musicali

Il No Borders sulle alture friulane conferma la 25esima edizione. Ok, con una montagna a disposizione è più facile evitare gli assembramenti, ma è comunque una bella notizia
27/05/2020 15:50

Quando dico alla gente che vengo da Udine, la reazione che preferisco è quando mi viene citata quella esilarante striscia di Leo Ortolani, in cui Ratman minaccia il nipotino: "se non stai buono, lo zio ti porta a Udine". La apprezzo non solo perché adoro Ortolani, ma perché in una battuta riesce a descrivere l’alone di noia che secondo l'opinione comune avvolge la città, e, in generale, tutta questa piccola assurda terra di confine che si chiama Friuli Venezia Giulia.

In regione in effetti succede poco, e l’epidemia è stata una ulteriore mazzata sui denti da questo punto di vista: eventi che si aspettavano da mesi sono stati rinviati e cancellati, arrivederci al prossimo anno (forse). Per questo, quando il No Borders Music Festival, che da 25 anni porta da queste parti artisti italiani e stranieri a suonare in cornici stupende, immersi nella natura, ha confermare che si sarebbe svolto ugualmente quest’estate, ho esultato come se fossi stato allo stadio. Anche perché in giro non lo ha fatto quasi nessun altro evento dopo il decreto del governo che ha imposto paletti molto rigidi per poter celebrare un live. 

Andare a un concerto del No Borders è un’esperienza magica. Si svolge negli ampissimi spazi del comprensorio montano del Tarvisiano, a contatto con la natura incontaminata. L’effetto è incredibile ed è difficile da esprimere a parole, è un qualcosa che va provato per coglierne tutta la sua bellezza. Proprio per questa particolarità distintiva, anche quest’anno questa rassegna è stata confermata, senza pericolo, secondo gli organizzatori, di andare contro il decreto per lo svolgimento degli eventi dal vivo e alle sue restrizioni. Data di partenza: 25 luglio.

"Per molti aspetti, i nostri concerti già rispettano le direttive" ha dichiarato Claudio Tognoni, direttore artistico del festival. "Dovremo mettere delle sedie per assicurarci che il pubblico mantenga le distanze e introdurremo un biglietto elettronico dal costo simbolico di un euro per assicurarci che il pubblico non superi il numero limite di mille persone, ma per il resto non ci saranno grosse differenze rispetto agli anni scorsi". I luoghi del No Borders non sono a pericolo assembramento, quindi se ne avete l'opportunità fateci un pensierino.

Nel corso degli anni, il festival ha ospitato grandi nomi, sia a livello nazionale che internazionale. Se guardiamo al nostro Paese, tra gli ultimi a suonare in questi spazi meravigliosi ci sono stati Vinicio Capossela, Brunori SasDaniele Silvestri e Levante. Per quanto riguarda gli artisti stranieri, invece, l’anno scorso l’esibizione di Manu Chao al rifugio Gilberti di Sella Nevea è stata un successo assoluto, soprattutto per la modalità con cui si è svolta: quella del concerto segreto. “Nell’edizione precedente abbiamo sperimentato questa cosa, abbiamo annunciato un ospite di fama internazionale senza rivelare chi fosse", ci racconta Tognoni, "ed è andata benissimo, lo rifaremo anche quest’anno”.

Un tema molto importante del No Borders è quello della sostenibilità ambientale. Per poter assistere ai concerti bisogna un po’ faticare, visto che le location sono raggiungibili per lo più in bicicletta o a piedi. Niente di troppo impegnativo, potete state tranquilli, la sudata sarà ripagata non solo dal concerto in sé, ma anche dalle bellezze naturali dei luoghi in cui si svolge. "Nel corso degli anni abbiamo cercato di spostare i concerti sempre più nel verde, rinunciando anche a una location che per anni abbiamo sfruttato come la piazza di Tarvisio" dice Tognoni.

D’altronde il nome del festival non è dato a caso: No Borders per superare i confini non solo tra Paesi diversi, ma anche quelli tra uomo e natura e per vivere in armonia. “L’uomo traccia i confini, la musica li supera”. Parole che echeggiano ancora più forti in una regione come questa, incastrata tra Italia, Slovenia e Austria e dove secoli di storia hanno creato una cultura locale piena di contaminazioni tra popoli diversi.

"I've never played in such a beautiful place", dice Ben Harper nel video qua sopra, sul finire del suo concerto ai laghi di Fusine del 2018. E anche se la line up di quest'anno per ora rimane un mistero, quest'anno, vista l'estate difficilissima che ci aspetta, varrà ancora più la pena esserci. 

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L'articolo Non sarà un'estate senza festival musicali di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 27/05/2020 15:50

Tag: festival - live - concerti - nuovi live

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