Non stop live music festival - San Donà di Piave (VE) Live report, 03/10/2004

16/10/2004 di Massimiliano "mx" Bredariol



Una serata decisamente umida di quest’inizio autunno ha visto sul palco del non stop music festival Cesare Basile, Brychan e Marco Parente.

A dare inzio alle danze è stato il siciliano Basile, che insieme alla sua band ha proposto per la maggior parte brani degli ultimi 2 dischi (“Gran calavera elettrica” e lo stupendo “Closet meraviglia”). Che dire, se non che a parere del sottoscritto Basile è forse in questo paese l’esponente più alto di uno scrivere oscuro e affascinante, l’umbratile figura del nostro domina la scena con un savoir faire che certe volte mi ricorda Fossati; mi riferisco a quel modo spontaneo di snocciolare parole pesanti come macigni e di sbagliare poco, di scegliere dal mazzo sempre l’aggettivo giusto, la metafora più azzeccata.

I musicisti che lo seguono cuciono attorno alla potenza di quelle frasi il vestito migliore anche quando si tratta di rileggere in chiave del tutto personale “Black eyed dog” di Nick Drake (difficile staccare gli occhi dalle evoluzioni di Marcello Sorge alla batteria).

Finita la magia ecco arrivare Brychan…che dire... ascoltata una canzone, ascoltate tutte. Il ragazzo ha una simpatia fuori dal comune, il suo italiano improbabile fa davvero sorridere, questo è indubbio, ma è altrettanto indubbio che scopro che la birra doppio malto del vicino pub è ottima proprio durante il suo set.

Il tempo di pagare il conto ed ecco che Marco Parente e la sua band si impadroniscono del palco e silenziosamente, quatti quatti, portano con se una classe maestosa; una presenza dolce e allo stesso tempo irruenta. Anche qui la chiave semiacustica del concerto regala sfumature davvero interessanti, un batterista intelligentissimo che usa come percussioni i flight-case dei tamburi, un suonatore di clarinosassofonoglockenspieltastiere (a volte contemporaneamente). Insomma si potrebbe pensare che tutti questi colpi di teatro e questi strumentisti atipici siano li solo per far scena, invece lo spettacolo funziona alla perfezione e tutto è studiato, tutto ha senso.

Che dire, alla fine io e la mia micra ce ne andiamo e scompariamo come siamo venuti nella brughiera del nordest felici di aver assistito, un po’ inaspettatamente, a una serata davvero notevole.



"Nulla di più seducente c’è di un’orchestra eccitata e ninfomane" - Paolo Conte

Pagine: Cesare Basile Marco Parente Brychan

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