Leggi in anteprima i testi di "L'amore fin che dura", il nuovo album dei Non Voglio che Clara

La copertina del nuovo album dei Non Voglio Che ClaraLa copertina del nuovo album dei Non Voglio Che Clara
09/01/2014

Il 21 Gennaio uscirà "L'amore fin che dura", il nuovo album dei Non Voglio Che Clara. Ecco i testi in anteprima.

 

 

Il complotto

E non ti senti in vena di conquiste, mentre corri verso casa sua con la pioggia che ti appiccica i capelli e la testa che sembra un tagadà. E non ti senti adulto fino in fondo, mentre aspetti dentro casa sua con un disco di Battisti nella borsa e il tuo stomaco che chiede pietà e passi in rassegna le sue lettere nascoste su un ripiano, fra le pagine di un libro in cui si confuta la tesi del complotto, e cerchi con la coda dell’occhio, fra le pieghe di un letto disfatto, fra gli stampi sul cuscino e le lenzuola, un lato intatto. E non ti senti in vena di discorsi, mentre aspetti dentro casa sua con un libro di Bukowsky nella borsa e una birra da finire in tutta fretta.

 

Le mogli

L’amore è fin che dura, poi resta la paura. A volte penso che se avessi avuto il coraggio di salire fino un cima, lassù mi dicono si veda il mare e al mare non si spengano i falò prima che spunti il sole. L’amore è fin che dura, poi resta la paura e a ottobre tolgon tutti gli ombrelloni e le mogli tornano dai parrucchieri, poi si sposano fra i rovi di un cortile, dimentiche dei propri fallimenti e di ogni distrazione. L’amore è fin che dura, poi resta la paura e dicono che sopra la collina il mare sembri dritto come una pianura e che qualcuno si sia venduto il cuore in cambio di una nave.


Le anitre

La scoperta, il risveglio, l’esistenza di un altro, la presenza ancor muta di chi arriverà presto, con le cose non dette stanno in fondo all’istante appena sotto il pelo d’acqua, con le anitre. E tu non sei coraggiosa che un quarto di quel che credevi. Son finite in fretta mille scuse delle mille che avevi. La scoperta, il risveglio, l’esistenza di un altro, la presenza ancora muta di chi tarderà spesso, dentro le auto nei fossi, dentro il buio dei boschi, stesi sopra i fili d’erba con le lucciole. E tu non sei così pronto con tutto che te l’aspettavi. Son finite in fretta mille scuse delle mille che avevi.


Gli acrobati

Questa la strada che porta da te, ero di casa là, ma la tranquillità ora vi abita. Chi se la ricorda più casa tua com’è e quanta strada c’è fra noi due. Anna è convinta che nessuno la descriva meglio di me fra le lettere scritte a Firenze pensando a te, Anna è convinta che l’uomo che ha sia il migliore fra quelli che trovi in città ma siamo tutti pagliacci, acrobati e giocolieri. Tu questi pensieri non li hai, tu non ci pensi mai a quello che vorrei ma che non sono, a quello che non sei. Marta è convinta che io la voglia esattamente uguale a te nei pensieri, nelle opere e omissioni (la strada che portava da te), Marta è convinta che gli uomini fuori sian tutti peggiori di quello che si scopa lei, ma siam tutti bugiardi e puttanieri.


La sera

Immagina una specie di vacanza, seduto su una sdraio su una spiaggia a pochi metri dalle onde e soffia un vento fresco e il sole splende e pensi al viaggio appena fatto e a ciò che ti condotto fino a queste sponde. Seduta dentro un auto in mezzo al traffico o forse lungo il corridoio che porta in cucina, a quando progettavi la tua fuga, vuoi reale vuoi di fantasia, poi mi hai detto -ti saluto, io vado via-. Immagina una macchina del tempo, non tanto per rifare tutto ma per osservare ogni dettaglio, fotografare bene ogni tuo sbaglio e cancellare ogni sospetto se dicevi -amore mio, torno tardi stasera- le passeggiate lungo i viali o nei giardini per seguirti la sera, le corse in auto in mezzo al traffico poi negli alberghi, quasi ogni sera, le liti e il rumore nei discorsi dei vicini. Immagina una specie di vacanza sdraiata sulla sabbia di una spiaggia a pochi metri dalle onde e soffia un vento freddo e il sole scende.

 


L'escamotage

Tu hai visto meglio di me. Io so rinunciare a tutto meno che a te e tu hai ragione anche quando si tratta di scegliere, ma ci vuole corag- gio ad andare in fondo. In qualche modo tireremo fine mese ma queste premure, questi escamotage, questa idea di fedeltà è più quello che logora. Sai ci vuole coraggio a buttare via tutto, dall’oggi al domani non rispendere se chiami, dall’oggi al domani bruciare le tue lettere, eludere gli sguardi della gente che da domani mi chiederà di te. In qualche modo tireremo fine mese, ho il difetto di insistere, l’abitudine a perdere e questa idea di fedeltà è più quello che logora. Quando le hai provate tutte poi ci vuole coraggio.

 

Lo zio 

Lo zio non ha più un lavoro da tempo e aspetta solo di diventar vecchio e il giorno in cui sua madre muoia e le acque si chetino per trovarsi una donna. Lo zio ha disfatto più letti che valigie e ha sempre fatto ritorno e ancora adesso resta nei posti fino a chiusura per il sorriso di una came- riera che lo chiami con il nome di un attore americano che non ricorda più nessuno. Poi ci fu un violento temporale che spalancò le porte, e da lì entrò la notte e solo con l’arrivo del dottore le bocche delle donne cominciarono a parlare.
Lo zio invece smise del tutto, dunque anche di uscire e ascolta Rain and Tears da una musicassetta dentro un registratore e ha visto un film americano di cui non ricorda il nome in cui c’è quell’attore. Poi ci fu un violento temporale che spaventò mia madre e aprì tutti gli ombrelli e solo quando il primo della fila diede l’ordine di andare si riprese a camminare. Lo zio invece smise del tutto.

 

La bonne heure

Brigadiere buonasera, questa è ancora un’ora buona per andare in giro un po’ da soli e ripensare ai propri errori. Lei ha avuto niente dalla vita e si è cresciuta un figlio sola e lui pensa solo a una puttana che gli duri una vita intera. Brigadiere buonasera questa è certo un’ora strana ma alla tv mandavano Ben Hur incatenato a una galea e sono uscito a fare un giro questa è ancora un’ora buona: suo marito, lui non c’era, l’ha lasciata che dormiva. -per questa volta non fuggire, smettila di scomparire, aspettiamo che rientri questa notte e quasi senza respirare ci nascondiamo sulle scale per salutarlo dal portone con un bastone- commissario dica un po’ mi dica lei, quel che ha inventato la galera di sicuro è qualcuno come lei che in galera non c’è stato mai e perché mai io non dovrei esser come Giuda e godere da una buona posizione del passaggio di quel povero coglione?

 

I condomini

Daria è una brava ragazza - e si vede che le vogliono tutti bene, dentro al suo di condominio- e ha scritto un cartello in fondo alle scale per favore chiudere il portone con dei cuori al posto dei puntini, senza neanche un foglio bianco ma strappando un calendario, con i giorni e i mesi scritti a fianco. Daria, spiegami tu come si vive dentro a una casa che non scrive. Daria, spiegami tu come si vive senza più niente da scoprire. Daria è l’inganno di ogni condominio che ha le persone chiuse a mezzo pomeriggio. Daria è il trucco di ogni appartamento con le mobilie scure da riempire con l’Airone. Daria, spiegami tu come si vive senza più niente da scoprire. Daria, spiegami tu che cosa dire ad un uomo che non chiede mai. Poi le ossessioni svaniscono nel nulla se mi parli di una dieta o dei difetti di uno smalto, con le unghie, con i denti mi attacco ai tuoi di fallimenti e scopro di non esser  così stanco.

 

La caccia

E ritrovare la paura che credevo ormai sopita, la notte che giù dalle scale ti ho sentita urlare -gli hanno dato qualche cosa, tuo fratello è giù e sta male-. E sperare di smarrire le chiavi per non ritornare, mobili da ripagare, gente che ti ha fatto male. Gli hanno fatto poca cosa. E ritrovare l’afa estiva, nelle notti giù in pianura a portare fuori il cane da una casa senza amore. E oggi che la distanza è un luogo sicuro e credi non valga più la pena soffrire, approfittando di tutta quanta questa libertà io ho deciso di partire. E guardo in fronte ad uno specchio, mi lavo i denti e intono l’inno di Forza italia con il culo. Avessi tu lo stesso sguardo nel dirmi che non mi ami più, la stessa voglia di ironia, l’ingresso di una batteria e il desiderio di andar via. Oggi che la distanza è un luogo sicuro e non c’è più nulla che ti faccia soffrire, approfittando di tutta questa felicità io ho deciso di morire.

 

Tag: testi

Commenti (3)

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  • mariop 09/01/2014 ore 16:40 @mariop

    Belli davvero.

  • ricca267 06/02/2015 ore 16:59 @ricca267

    Avere il senso della scrittura

  • Boolomai 10/02/2015 ore 19:33 @boolomai

    In Condomini è 'con le persiane chiuse'

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