Le nostre impressioni a Sanremo 3^ puntata

04/03/2001 di Roberta Accettulli



02/03/01

Oggi parto per la Milano - Sanremo. Che non è la classicissima del ciclismo italiano.

Ore 12.15 Milano Centrale. Treno stracolmo. Ma dove va tutta questa gente?

Trovo posto per miracolo e leggo dai quotidiani le cronache della giornata sanremese di ieri, che non ho seguito per andare a vedere un bellissimo concerto degli Ulan Bator a Brescia, e credo che ne sia valsa la pena.

I Sottotono che battono (o si battono?) con Staffelli di “Striscia la Notizia”, Fiorello che risolleva le sorti (e l’audience) del Festival, Megan Gale imbarazzata da Ceccherini…. Ah! La musica! Non capisco come sia andata la giornata di ieri, la seconda di gara. Tutte le cronache danno più spazio al gossip che alla musica.

Pare che i giovani Moses e Principe e Socio M. (che nella loro Targato NA cantano dell’innamoramento di un carabiniere per un suo collega) siano state le proposte più interessanti della serata, mentre il pezzo dei Pincapallina viene definito “terribile” su varie testate.

Nei big, vola Elisa, sicuramente un’outsider rispetto alla superfavorita Giorgia. E’ strano sentirla cantare in italiano, comunque il suo pezzo è molto bello.

Luce (tramonti a nord est)
(E. Toffoli – A. Fornaciari – E. Toffoli)

Parlami come il vento fra gli alberi
Parlami come il cielo con la sua terra
Non ho difese ma
Ho scelto di essere libera
Adesso è la verità
L’unica cosa che conta
Dimmi se farai qualcosa
Se mi stai sentendo
Avrai cura di tutto quello che ti ho dato
Dimmi
Siamo nella stessa lacrima, come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni
Ascoltami
Ora so piangere
So che ho bisogno di te
Non ho mai saputo fingere
Ti sento vicino
Il respiro non mente
In tanto dolore
Niente di sbagliato
Niente, niente…
Siamo nella stessa lacrima, come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni in una lacrima come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra su nuovi giorni
Il sole mi parla di te… Mi stai ascoltando? Ora
La luna mi parla di te… avrò cura di tutto quello che mi hai dato
Anche se dentro una lacrima, come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni in una lacrima come un sole e una stella
Siamo luce che cade dagli occhi, sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami

Ore 12.45. Transito per Pavia. Telefonata con Maurice. “E’ un delirio, ma ti piacerà”. Vedremo… Nel frattempo i paesaggi si coprono di neve, che cade copiosamente.

Arrivo a San Remo e la prima tappa è il Teatro Ariston, dove devo ritirare il mio pass. Ho la sfiga di arrivare proprio mentre in passerella sfilano i Carramba Boys, quattro bei ragazzoni che fanno parte della trasmissione della Carrà… Il delirio già comincia, ed io non ho ancora posato le mie valigie… Ritiro il pass, il mio primo pass “serio”, con tanto di foto stampata! Peccato che su ci sia scritto Rock.it e non Rockit.it… Dettagli.

Dopo il ritiro del pass e visto che purtroppo le conferenze stampa sono già terminate, ho l’infelice idea di accompagnare un mio collega per la cittadina, vuole fare il giro di alcuni alberghi per poter scrivere qualcosa. Purtroppo ci imbattiamo in personaggi di ogni foggia, tranne che con musicisti veri. Da Sandra Milo a Mino Reitano, da Michele Cucuzza a Little Tony a Carlo Conti… Con il loro codazzo di gente in cerca di una foto, un sorriso a un autografo… C’è gente che ha fatto viaggi di chilometri per vedere Megan Gale fuggire in un taxi…. Non ci posso credere. Fortunatamente a San Remo piove a dirotto. Questo fa sì che la gente a caccia di autografi sia meno di quanto immaginassi. Meno male…

La Gara inizia quando sono ancora al ristorante. Dallo schermo della TV vedo gli X Sense, ma non mi restano troppo impressi. Nello spostamento tra l’albergo e la sala stampa (la sala stampa sfigata, quella per Radio e Tv private situata all’interno del famoso Palarock, ribattezzato Radio 2 Hall) perdo le esibizioni di Sara 6 e Francesco Renga. Peccato, avrei voluto riascoltare il suo pezzo, che insieme a quello degli imberbi Gazosa era quello che meno mi era dispiaciuto. Passano in carrellata i Velvet, Carlotta, e gli Isola Song, e capisco perché la loro Grazie è negli ultimi posti delle classifiche della giuria di qualità e di quella dei consumatori.

Arriva il primo superospite della serata, è la volta dei Placebo, che si esibiscono presentando “Special K”. Brian Molko deve essere un po’ nervoso, mostra il dito medio alla telecamera che zooma su di lui. Mentre un’altra telecamera impietosamente indugia sull’incipiente calvizie di Molko con una ripresa da dietro (la regia di Japino è proprio pessima, pensare che lo pagano più di un miliardo…). Evento della serata, alla fine del pezzo un Brian Molko indispettito da chissà cosa (la giornata è iniziata male per i Placebo col furto dei loro bagagli) decide di sfasciare la sua chitarra sull’amplificatore. Il gesto e la foga con cui si accanisce sugli strumenti fa inviperire l’impomatato pubblico del teatro (ma glielo hanno detto al signor Molko che le mummie dell’Ariston hanno speso più di 400.000 lire a serata per una poltrona in platea?) che inizia a fischiare, e lui si esibisce in un inchino di ringraziamento, salutando con le dita a “V”, che non è il segno di vittoria, ma l’equivalente del dito medio per gli inglesi. A rincarare la dose ci pensano una spaesatissima Megan Gale che dichiara “La Liguria è bellissima!” subito oscurata dalla pubblicità (mentre noi dal megaschermo in sala stampa vediamo invece un po’ di gente trafelata e facce preoccupate sul palco), e la Carrà che si scusa per le intemperanze del gruppo dicendo che non è colpa degli spettatori. Uno spettacolo pietoso per sdrammatizzare. E tutti si spaventavano per Eminem…
Ma torniamo a parlare della gara… Arrivano i Gazosa, piccola creatura di Caterina Caselli che fa ben parlare di sé. Nonostante l’età media sia di circa 14 anni, i 4 ragazzini il palco lo tengono davvero bene, sembrano un gruppo scafato. La canzone è orecchiabile, non mi dispiacciono. Li premierei se non altro perché sono giovanissimi e possono maturare, se non vengono inghiottiti dall’orrendo meccanismo discografico italiano. Tocca poi ai Moses. Se la loro musica fosse come il look sarebbero esplosivi, mi domando come mai ieri siano stati tra i favoriti di entrambe le giurie. La voce di Sergio Moses Moschetto è davvero notevole. Se solo cantasse altro… Arriva Paolo Meneguzzi, mise da boyband e voce non male, che però ogni tanto vacilla. Ma niente più. Però sicuramente il suo sarà uno dei pezzi che passerà in radio. Di seguito i Carlito. Cito la loro bio: “La passione per il rock è trasparente, ma si mescola alla tradizione italiana per la scelta delle melodie”. Risultato: inascoltabili.

Evito l’intervento di Papi e vado a prendere una birra. Credo che ne prenderò più di qualcuna, visto che il barista dietro al bancone è un figo.

Tornata in sala stampa si sta esibendo Stefano Ligi, uno dei tanti artisti ‘sanremesi’, che vedremo solo in occasione dei festival, un po’ come Zarrillo per intenderci. Grande esibizione di Moby, e poi arriva il turno dei bresciani Pincapallina. Conosco artisticamente tre di loro in quanto hanno collaborato all’album dei Micevice, ma quello che ascolto è un insipido brano orecchiabile con un testo inutile. Nulla a che fare con quello che ero abituata ad ascoltare. Appena iniziano a suonare mi si versa completamente la birra sulla rassegna stampa e sul notes, e quindi perdo volentieri l’esibizione di Francesco Boccia e Giada Caliendo per tornare a fare una visitina al barista figo. Che mi offre pure da bere.

Rientro in sala stampa e finalmente tocca a Principe e Socio M.. I commenti che ho sentito su di loro mi incuriosicono. Che bello, c’è anche una fisarmonica. Il pezzo è sicuramente meglio di tanti altri ascoltati stasera. Oh mio Dio! La Carrà canta e balla ‘Siamo donne’ con le violiniste dell’orchestra improvvisate ballerine è uno spettacolo raccapricciante tanto quanto il rap in coppia con Mike Bongiorno della prima serata…
Arriva l’ospite italiano, arriva Piero Pelù. Tre brani dal vivo con la sua band, piovono gli applausi in sala stampa. Piero si esibirà domani in un concerto gratuito al Palarock. Non mancherò certamente.

La gara si è conclusa, e così pure le votazioni. Prima vengono letti i voti della Giuria di Qualità, poi quelli della Giuria Popolare. In sala stampa iniziano a piovere i primi fischi.

Alla fine, questo è il risultato della giuria finale:
1° Gazosa – Stai con me (forever)
2° Moses
3° Francesco Boccia e Giada Caliendo
4° Principe e Socio M.

5° Carlotta
6° Francesco Renga
7° Paolo Meneguzzi
8° Carlito
9° X Sense
10° Roberto Angelini
11° Sara 6
12° Velvet
13° Stefano Ligi
14° Riki Anelli
15° Pincapallina
16° Isola Song

C’è un’ovazione in sala stampa per i giovanissimi Gazosa, contentissimi ma all’apparenza per niente emozionati. C’è però anche chi domanda “Ma cos’è, lo Zecchino d’Oro? Dov’è il Mago Zurlì?”
Si sa, le classifiche alla fine dei conti con valgono nulla. Ma almeno per me al 1° posto c’è Francesco Renga che, sebbene il testo di Raccontami non sia tra i più riusciti, comunque si è aggiudicato il Premio della Critica – Sezione Giovani (in coabitazione con Roberto Angelini), ed il premio Radio – TV private.

La serata di gara è terminata. Inizia la notte sanremese. Mi fermo al Palarock per una notte di concerti dedicata ai Beatles, si esibiscono i Beatops, a cui si aggrega per un pezzo Giorgio Fazzini dei New Dada, band che supportò i Fab Four nel mitico tour italiano del 1965. Oddio, vedere dei signori di mezz’età che fanno cover dei Beatles non è il massimo, però ci divertiamo e balliamo un po’ tutti. Poi la notte prosegue in giro per i locali, annaspando tra i fans in cerca di autografi.

A nanna finalmente, il primo giorno è passato. Domani sarà il delirio totale.



Resoconti sulle giornate sanremesi:
> il 26 febbraio
> il 27 febbraio
> il 2 marzo
il 3 marzo

...e inoltre:
> La serata dei Campioni!
> Imbucato speciale...

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