Le nostre impressioni a Sanremo - The end

05/03/2001



03/03/01

Ieri non ho dormito a San Remo, tutto esaurito. Ho approfittato dell’ospitalità di un collega, dormendo ad una quarantina di chilometri di distanza. Stamattina (vabbè, questo pomeriggio…), quindi, mi appresto a rientrare nella città dei fiori.

Viaggio Loano-San Remo. In treno c’è più delirio di ieri. Decine e decine di ragazzini che fanno su e giù per i corridoi. Paola nel frattempo è rimasta bloccata da una orribile congettura neve + treno soppresso. Quindi, arrivata ad 1/3 di strada, è tornata mestamente indietro.

Arrivo a San Remo nel primo pomeriggio. Passo davanti al Radio 2 Hall per andare in albergo, ho trovato miracolosamente una stanza per quest’ultima serata. C’è già una gran folla che attende dietro alle porte chiuse, per il concerto gratuito di Piero Pelù che ci sarà fra tre ore (!).

Dopo un tranquillo riposo torno al Radio 2 Hall, per riappropriarmi del mio posto in sala stampa. Incrocio qualche vecchio conoscente dei tempi della radio a Brindisi. Toh, sono tutti amici ora… “La lontananza sai, è come il vento…”, cantava Domenico Modugno.

Stasera la sala stampa è molto più popolata di ieri, sarà il fascino (?) della finale. Sicuramente c’è più attenzione rispetto alla sala stampa dell’Ariston Roof, quella dei giornalisti ‘veri’ della carta stampata e della TV… Giornalisti che si vedono dovunque e comunque, tranne che al loro posto. Vabbè…
Vado a vedere il concerto di Piero Pelù. E’ stato l’idolo della mia giovinezza, all’epoca dei Litfiba, quando c’erano Maroccolo ed Aiazzi, quando erano grandi. E non nascondo che tutt’ora non mi dispiace quello che fa. Sempre meno patetico dei Litfiba di oggi… Tempo addietro Pelù aveva dichiarato che non avrebbe mai messo piede a Sanremo. Ora eccolo qui, ieri superospite dell’Ariston, oggi al Palarock. In conferenza stampa spiega: “Il fatto che oggi ci siano in gara anche gruppi come Bluvertigo e Quintorigo testimonia che si sono aperte altre porte. Finalmente c’è spazio anche per realtà indipendenti, impensabile fino a 2-3 anni fa”.

Dopo il concerto di Pelù faccio una passeggiata in città, passando davanti all’Ariston proprio mentre in passerella c’è il collegamento in diretta col TG5. Anche Cesara Buonamici ed Emilio Carelli, giornalisti del TG5, sono delle superstar, acclamati come Ricky Martin… Riesco a trovare un varco tra la folla infilandomi in un gruppetto di Carabinieri che si fa spazio e vado a cena, per rientrare in sala stampa una mezz’oretta prima dell’inizio della diretta. Dallo schermo che trasmette già in collegamento dall’Ariston si vedono un po’ di facce preoccupate. Oggi è l’ultima sera, senza appello.

Inizia il Festival ed il primo ad esibirsi è Peppino Di Capri. Dalla sua bio leggo che nel 1965 ha suonato con i Beatles, nella mitica tournée italiana dei Fab Four… Non ci posso credere. L’idolo di mamme e nonne. Arriva poi Jenny B, che secondo me vuole un po’ strafare con la sua (bellissima) voce, ma non è Withney Houston, e si sente. Segue in scaletta Fabio Concato, che quest’anno calca per la prima volta in carriera il palco festivaliero. Vabbè, poteva anche non esserci… Dopo Concato tocca ad Elisa, una delle più votate da entrambe le giurie dopo il primo turno (sembra una campagna elettorale). Sicuramente una scoperta per la platea sanremese, ma non è certo una novellina la ragazza di Monfalcone. A soli 21 anni ha vinto proprio qui a Sanremo il Premio Tenco per la migliore opera prima, il suo Pipes & Flowers che le ha fatto guadagnare le attenzioni anche oltre confine. E’ la prima volta che canta in italiano “per far meglio comprendere la canzone, ma tornerò a cantare in inglese”, afferma in conferenza stampa. Vedremo dopo il Festival… Di bianco vestita, accompagnata dai Solis, un grandioso quartetto d’archi (che ieri sera si è anche fatto notare sul palco del Palarock per la Beatles Night). Dopo la prima serata la sua Luce (tramonti a nord est) mi aveva lasciata un po’ interdetta, ma più la ascolto più mi rendo conto che questa canzone è davvero bella. Grandiosa! Dopo l’esibizione, si toglie le scarpe sul palco dell’Ariston per mostrare come chiama la buona sorte prima di suonare, danzando sull’improvvisazione dei Solis.

Dopo una delle solite, inutili passerelle di Megan Gale arriva Alex Britti. Dopo l’esibizione si parla del fatto che lui sia un grande chitarrista blues che si è fatto le ossa nei locali romani. Ma purtroppo per la legge del mercato è costretto a far tutt’altro… I Matia Bazar (anche loro tra i favoriti), Zarrillo, Syria e Gigi D’Alessio passano inosservati. In mezzo, un Antonio Banderas al pianoforte e troppe chiacchiere con la Carrà. Alla lunga noiosetto. E pensare che lo pagano ben mezzo miliardo per risollevare le sorti (e l’audience) del Festival!

Dopo una bella esibizione di Enya (playback?) è la volta di Paola Turci, che quest’anno si scatena con l’abbigliamento “vedo e non vedo”, imbracciando una bellissima Gibson. La sua Saluto l’inverno, scritta a 4 mani con Carmen Consoli, non mi fa impazzire.

Per la gioia dei fans, finalmente sbuca Asia Argento, “signora Morgan” con tanto di pancino, la più attesa in riviera. La Carrà indossa un altro dei suoi push-up da paura, altro che Dario Argento!

Arrivano i Bluvertigo. Come i Subsonica lo scorso anno, loro non sono qui per la gara. E fanno la loro bellissima figura, soprattutto dopo l’esibizione, quando si rifiutano nuovamente di fare la solita scenetta plastificata con la Carrà, trascinandola invece a fare l’inchino con loro in mezzo al palco. Come nei loro concerti, due inchini, uno di fronte, l’altro di spalle. Grandiiii!

Oggi l’atmosfera qui in sala stampa è bellissima, sembra l’ultimo giorno di scuola, ed in fondo un po’ lo è: foto di gruppo, scherzi e partecipazione attiva durante lo spettacolo, con cori ed applausi, proprio come se fossimo tutti in teatro.

Arriva il turno di Giorgia, una delle superfavorite della vigilia. Le uniche cose che mi colpiscono sono la sua magrezza al limite dell’anoressia e le belle camicie zebrate delle coriste alle sue spalle. E’ indubbio, ha una bellissima voce, ma canta il solito testo anonimo da canzonetta italioide. Esplodono gli applausi in sala stampa per il direttore di orchestra di colore che dirige l’orchestra con tutta l’anima. Quest’anno la figura dei direttori di orchestra ha acquisito sempre più importanza, fanno parte dei gruppi che si esibiscono a tutti gli effetti, come quello dei Bluvertigo, in scintillante abito giallo canarino e eye-liner, o la dolce Gracic dagli occhi blu di casa Sugar.

Finalmente i Quintorigo. Le giurie non li premiano, ma tra gli addetti ai lavori la loro canzone è la più quotata. Dovunque arrivino, sono loro i vincitori morali del Festival. Per la bravura, per il coraggio dimostrato presentando un pezzo non facile come Bentivoglio Angelina. John De Leo evita di fare la mossa del Tuca Tuca richiesta dalla Carrà, ma in compenso le chiude l’imbarazzante scollatura che mette in mostra il push-up di cui sopra.

La performance della Oxa mi piace. Se non altro per la grinta e per la sua voce, sempre trascinante. Dopo la scialba esibizione di Gianni Bella tocca chiudere la gara ai Sottotono, al centro delle cronache degli ultimi due giorni per aver malmenato l’inviato di “Striscia la Notizia”. La snob platea sanremese li accoglie con i fischi, e dopo l’esibizione c’è una sorta di “redenzione” (un po’ forzata e poco sincera secondo me), con tanto di scuse a Valerio Staffelli. Saranno state pilotate? Mha…

La gara è finita (perché, c’era una gara?). Ora tutti aspettano con ansia i risultati. Che però sappiamo sono solo risultati aleatori, perchè il vero vincitore sarà designato dalle vendite. E sappiamo che l’anno scorso non ha vinto nessuno… Mentre si esibisce Ricky Martin e qui in sala stampa c’è il delirio, con tanto di accompagnamento con danze, urla e battiti di mani, arriva il verdetto in anteprima: Elisa ha vinto il Festival!

Vengono prima assegnati i premi “collaterali” della Giuria di Qualità:
Miglior testo: Carlito – Emily (bha…)
Migliore musica: Alex Britti – Sono Contento (mhmmm…)
Migliore arrangiamento: Quintorigo – Bentivoglio Angelina (finalmente applausi in sala stampa)
Migliore interprete: Elisa (tutti d’accordo)
Premio della Critica “Mia Martini”: Elisa – Luce (Tramonti a nord est) Premio Radio – TV private: Elisa – Luce (Tramonti a nord est) Premio Autori: Elisa Toffoli – Zucchero Fornaciari - Luce (Tramonti a nord est)

E questi finalmente i risultati finali:
1° Elisa – Luce (Tramonti a nord est)
2° Giorgia
3° Matia Bazar
4° Michele Zarrillo
5° Paola Turci
6° Jenny B
7° Alex Britti
8° Gigi D’Alessio
9° Fabio Concato
10° Anna Oxa
11° Peppino Di Capri
12° Gianno Bella
13° Syria
14° Sottotono
15° Quintorigo
16° Bluvertigo

Elisa è emozionatissima. Le poche parole di ringraziamento che riesce a proferire non sono dirette ai discografici, ma “alla vita”.

I “nostri” artisti, quelli per cui ci incuriosiva questa edizione del Festival, sono agli ultimi posti.

Perché, alla fine, “Sanremo è Sanremo”.

Il Festival di Sanremo è finito. Almeno in TV. Resta il delirio del dopofestival per le strade, nei locali… Gente a caccia di un sorriso o un autografo da chiunque sia comparso almeno una volta in televisione. Mi fa quasi pena vedere gli artisti al ristorante spiati da dietro le vetrate come dei pesci nell’acquario. Non so se la pena è nei confronti degli artisti o della gente appostata al freddo…
Trascorro le ultime ore sanremesi nell'affollatissimo MatchMusic Cafè (dove si entra solo se invitati, per fortuna!), dove tra drink, personaggi e danze c’è anche “Lorenzo del Grande Fratello” che ha due occhi da paura, azzurri più del mare… Quasi quasi gli chiedo l’autografo! :-)))

Decido di tornare in albergo, vedo a vedere il Gran Premio, faccio appena in tempo…
La mia avventura in riviera è finita.

Finalmente?



Resoconti sulle giornate sanremesi:
> il 26 febbraio
> il 27 febbraio
> il 2 marzo
il 3 marzo

...e inoltre:
> La serata dei Campioni!
> Imbucato speciale...

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